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Aumento dell’IVA: il no di Federauto

Per Federauto l’aumento dell’IVA al 22% sarà un vero e proprio salasso per automobilisti e aziende

Un duro attacco all’aumento dell’Iva da parte di Federauto, che disapprova il ritocco dell’imposta di un punto dal luglio 2013 (quella al 10 va all’11% e quella al 21 al 22%). Filippo Pavan Bernacchi, presidente dell’associazione che rappresenta i concessionari di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus di tutti i marchi commercializzati in Italia, afferma che: “I 5 miliardi di minori imposte dovute al taglio Irpef vengono di fatto annullati dall’incremento dell’Iva.”

Occorre favorire i consumi

Bernacchi, prosegue con una riflessione a più ampio respiro, coinvolgendo anche altri settori industriali: “La nostra è un’economia basata sui consumi e la politica fiscale del Governo Monti ha colpito e colpisce i consumi, producendo la moria di centinaia di migliaia di imprese, negozi, alberghi, artigiani, e chi più ne ha più ne metta. Basta vedere come hanno demolito i beni di lusso e la nautica. Anche criminalizzando chi possiede un certo tipo di beni, a prescindere se frutto di proventi leciti e meritati. Tutto questo produce disoccupati a ciclo continuo.

220 euro in più per ogni auto

L’Iva su un telefonino incide pochi euro, su un autoveicolo pesa in media 220 euro per ogni punto. Con questa coltellata alle spalle un cliente pagherà quindi l’auto 440 euro in più rispetto all’era pre-Monti. E infatti il mercato auto ha perso il 40% circa dal 2007 a oggi. E le nostre aziende stanno morendo con 220.000 posti di lavoro a rischio. Quest’anno si venderanno meno di 1.000.000 di auto ai privati.

Redazione Motori360

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