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La Formula E a Roma, silenziosa adrenalina

Il Campionato silenzioso, che si corre ad emissioni zero solo in circuiti cittadini, fa tappa nella Città Eterna, dove avrebbe già dovuto approdare in passato…

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Se si guarda a quello che sta accadendo nel mondo dell’automotive e dintorni, non si può non registrare il crescente interesse verso la mobilità alternativa; dall’auto condivisa al potenziamento del trasporto su ferro (i cui apprezzabili risultati resteranno, in Italia, ancora a lungo sulla carta), dai carburanti classici al metano, dal GPL ai bio-carburanti, dall’ibrido all’elettrico e via dicendo.

D’altra parte gli stessi Costruttori stanno da anni esplorando strade che vanno dal drastico abbandono della propulsione diesel (ufficialmente annunciata da FCA tanto per rimanere a casa nostra), all’introduzione sempre più massiccia di modelli elettrificati (l’Opel dell’era Peugeot, ad esempio, introdurrà nel proprio listino entro il 2020 almeno 4 di questi modelli per poi avere entro il 2024, per ogni modello prodotto, la corrispondente versione ibrida plug-in e questo seguendo l’esempio di quanto farà, analogamente, la sua controllante PSA Groupe).

Moltissime case (Toyota, Volvo, Renault/Nissan/Mitsubishi, Hyundai e Kia, PSA Groupe) seppure con diverse soluzioni e tempistiche, hanno dichiarato l’abbandono o il ridimensionamento, anche drastico, del diesel mentre altre Case come BMW, Mercedes, Volskwagen e Ford continuano a credere fermamente che l’efficienza e la pulizia dei diesel di futura generazione eguaglierà quelle dei futuri motori a benzina. Al tempo stesso però, alcuni Costruttori tedeschi sono già presenti in Formula E mentre altri si apprestano a farlo, e questo dopo aver abbandonato Campionati prestigiosi come il Mondiale Endurance, il DTM ed un palcoscenico come la 24 Ore di Le Mans; ad esempio la Casa della Stella, con il suo marchio Mercedes EQ, sponsorizzerà le gare di Roma, Parigi, Berlino e Zurigo prima di entrare direttamente in lizza in prossimo anno.

Da questo più che sintetico quadro si può evincere con chiarezza la crescente importanza del Campionato di Formula E, non solo come fatto agonistico, ma sia come ambasciatore del cambio di filosofia in atto nel mondo dell’Automotive e sia come campo privilegiato di sperimentazione di quello che sarà lo zoccolo duro della futura motorizzazione di massa; un fenomeno che costringerà i Governi ancora indietro nella realizzazione delle infrastrutture necessarie a tale sviluppo a darsi, come si suole dire, una bella mossa.

Il Campionato di Formula E

Ideato nel 2012, questo Campionato è partito, nel 2014, in sordina, con monoposto tutte uguali per un iniziale contenimento dei costi e per attirare, con il passare del tempo e con il progressivo affermarsi dell’iniziativa, sempre più case ufficiali; cosa puntualmente verificatasi.

Il Campionato di Formula E è il primo al mondo che si disputa solamente con monoposto completamente elettriche e solamente su circuiti cittadini tra cui Hong Kong, Marrakech, Buenos Aires, Monaco, Parigi, Berlino, New York e da quest’anno Roma.

Dopo il Gran Premio di Roma la carovana «elettrica» sarà protagonista dei Gran Premi di Parigi (28 aprile), Berlino (19 maggio), Zurigo (10 giugno e sarà la prima volta di una competizione automobilistica in territorio svizzero dopo lo stop decretato a seguito della tragedia di Le Mans del 1955) ed infine New York (15 luglio).

La tecnica in pillole

Dopo un inizio in stile «monomarca» (auto uguali per tutti) per contenere al massimo i costi nella fase di sperimentazione e avvio, il regolamento tecnico si è andato man mano evolvendo pur mantenendo per tutti la monoscocca Dallara (su specifiche della francese Spark Racing Technology), il pacco batterie fornito dalla Williams, i gruppi frenanti, le sospensioni anteriori e la monogomma (Michelin Pilot Sport EV) ma lasciando libertà in tema di cambio (per chi ritiene utile adottarlo), di modifiche al gruppo sospensivo posteriore (fornito in partenza uguale per tutti) e di regolazioni libere sull’aerodinamica standard, mentre il motore è libero con potenza però di 200 kW in qualifica e 180 kW in gara.

Squadre e Piloti

10 Team per 20 piloti; più in dettaglio:

  • Audi Sport ABT Schaeffler (Lucas di Grassi – Daniel Abt)
  • DS Virgin (Sam Bird – Alex Lynn)
  • Dragon (Jerome D’Ambrosio – Jose Maria Lopez)
  • Mahindra Racing (Nick Heidfeld – Felix Rosenqvist)
  • MS&AD Andretti (Antonio Felix da Costa – Tom Blomqvist)
  • NIO Formula E Team (Oliver Turvey – Luca Filippi)
  • Renault e.dams (Nico Prost – Sebastien Buemi)
  • Techeetah (Jean-Eric Vergne – Andre Lotterer)
  • Venturi (Maro Engel – Edoardo Mortara)

L’E-GP romano 

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Gara ed evento al tempo stesso; per prima cosa perché segna il ritorno di una vera e propria competizione automobilistica in territorio cittadino ad oltre 60 anni di distanza dall’ultima competizione automobilistica corsa sugli asfalti romani (Gran Premio di Roma a Caracalla e poi a Castelfusano prima di essere ricollocato a Vallelunga) e poi perché Roma sarà veramente caput mundi visto che la gara sarà trasmessa in 50 paesi.
La pianificazione dei lavori è iniziata da mesi e già dal 3 aprile sono materialmente iniziati i lavori di adattamento delle strade e delle zone direttamente interessate alla realizzazione della pista, dei box con Direzione gara e servizi annessi come anche delle tribune.

L’amministrazione cittadina si sta dividendo fra i lavori e la logistica da mettere in piedi per la gara e relative prove e la necessità di limitare l’impatto su circolazione urbana e disagi per cittadini e turisti: qualcosa in questo senso è stato fatto poiché, contrariamente a quanto accade normalmente (ad esempio la riverniciatura di strisce pedonali qualche tempo fa in zona Porta Metronia alle 10.00 di mattino di giorno feriale con creazione di code che partivano sin dalla Cristoforo Colombo…) i lavori vengono in questo caso eseguiti dalle 20.30 fino alle 5.30 del mattino.

Inevitabili le modifiche alla viabilità ed alle possibilità di sosta nel quartiere dell’EUR la cui zona interessata al Gran Premio sarà interdetta alla circolazione dalle 20.30 del 12 aprile alle ore 5.30 di lunedì 16 aprile, mentre i lavori di smantellamento delle strutture provvisorie proseguiranno sino al 22 aprile; comunque anche questi lavori saranno eseguiti in notturna, sempre dalle 20.30 alle 5.30 del mattino successivo. Inoltre i lavori di asfaltatura definitiva andranno a beneficio dei cittadini ( potremmo lanciare uno slogan tipo «un GP al giorno toglie la buca di torno!»… forse…).

Con i suoi 2,84 km di lunghezza, l’e-Gran Prix di Roma è la seconda gara più lunga dell’intero Campionato 2018 ed anche una delle più difficili e selettive viste le sue 21 curve, raccordate da rettilinei di breve e media lunghezza, che si dipaneranno nel quartiere dell’EUR con partenza ed arrivo da e su Via Cristoforo Colombo passando attorno all’Obelisco dedicato a Guglielmo Marconi e dietro al cosiddetto Colosseo Quadrato, oggi Palazzo Fendi. 

Le dichiarazioni

Virginia Raggi, Sindaco di Roma “Con la Formula E Roma diventa vetrina e punto di riferimento a livello internazionale. Un’opportunità per mostrare il modello di città sostenibile che stiamo realizzando grazie a politiche mirate ad aumentare le opere su ferro e a incentivare la mobilità ciclopedonale e l’elettrico, con uno sguardo allo sviluppo tecnologico e all’innovazione. Nelle settimane che precedono l’evento, il quartiere dell’Eur subirà modifiche alla viabilità che saranno puntualmente condivise su tutti i canali informativi e che già sono visibili sui canali istituzionali per evitare al minimo i disagi”.

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Alejandro Agag, Amministratore Delegato Formula E: “Siamo consapevoli dell’impegno che richiediamo ai cittadini di Roma, in particolare ai residenti e ai lavoratori del quartiere Eur, ma crediamo che questo evento sia un’opportunità di visibilità unica per la città, nonché un grande spettacolo sportivo che farà divertire le persone”, dice. “Il prossimo 14 aprile tutti i riflettori saranno puntati su Roma, la cui bellezza sarà diffusa in ogni parte del mondo e raggiungerà circa 20 milioni di persone in tutto il mondo”.  

Il futuro

Appartiene a Batman, o meglio, alla sua Batmobile: si scherza ovviamente ma la monoposto che vedremo in pista dal 2019 si può ben credere sia nata per stupire tanto da essere stata proprio in tal modo da tutti simpaticamente battezzata.

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Caratterizzata da un’estetica «alare» e da una carenatura delle ruote sterzanti, quest’auto tutto sembra, se vista di fianco, tranne che una monoposto e questo grazie anche all’introduzione dello Halo (già introdotto quest’anno in Formula Uno); è un’impressione destinata però a durare poco poiché la sue forme da single seater emergono non appena la si guarda da angolazioni differenti: le immagini, del resto, parlano da sole.

Ma la rivoluzione ancora più profonda avverrà a livello di batterie, motorizzazioni (e crescenti prestazioni) e di format di gara (non più due manche con cambio di vettura ma un’unica manche).

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Una rivoluzione totale (e più aderente alla realtà del motor sport) dovuta tecnicamente all’introduzione di motori da 250 kW, in luogo degli attuali 200, e di nuove batterie fornite non più dalla Williams ma dalla McLaren Applied Technologies con 54 kWh al posto dei precedenti 28 ed è proprio questa quasi raddoppiata capacità che ha permesso l’eliminazione delle due manche.

[ Giovanni Notaro ]

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