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Comune di Bologna: chiarimenti sulle sanzioni dello «scout speed» agli automobilisti

L’assessora alle Politiche per la mobilità, Irene Priolo, ha risposto alla domanda d’attualità della consigliera Lucia Borgonzoni (Lega nord) sulle sanzioni agli automobilisti con lo strumento dello «scout speed» (nuovo sistema tecnologico che controlla la velocità delle autovetture e fa una strage dei «velocisti»…

Motori360-Scout Speed

Domanda d’attualità della consigliera Borgonzoni
“Una tassa occulta e molto redditizia al punto da consentire ai Comuni di fare cassa e sopperire alla mancanza di risorse. La multa spopola e le sanzioni previste dal Codice della strada fruttano più delle addizionali Irpef. Sono a chiedere al Signor Sindaco e alla Giunta se non sia il caso di smettere di considerare tutti gli autisti bolognesi come indisciplinati e invece ritenere che siano le azioni messe in campo sino ad ora in tema di mobilità che inducono gli automobilisti bolognesi e non – a commettere infrazioni”.

Risposta dell’assessora Priolo
“Non le leggo la risposta di carattere tecnico, perché siamo nell’ambito delle scelte per migliorare il contesto cittadino. Però siamo anche nella difficoltà, la domanda riguarda lo scout speed e i limiti della velocità, quindi in ambito urbano parliamo dei 50 km/h, perché questi sono i limiti. La dicotomia che trovo molte volte è di non sanzionare a livello punitivo, ma proviamo a fare un piano a carattere educativo. Io condivido questo approccio, poi mi trovo nella situazione in cui, in altri tavoli da parte di cittadini stessi mi si chiede di potenziare l’utilizzo della strumentazione elettronica in possesso e non solo a scout speed, ma anche allo scout, per individuare le macchine che sono posizionate in doppia fila, perché abbiamo obiettivamente un problema in città. Quindi, da un certo punto di vista mi si dice di non sanzionare troppo, mentre cittadini, autisti degli autobus e dei taxi, utenti della strada, mi chiedono di usare di più questi strumenti sanzionatori per i parcheggi in doppia fila. Questo per dire che l’equilibrio di cui lei parla è complesso, mi rendo conto che è necessario andare in questa direzione, così come ho già specificato più volte che non è nostro interesse fare cassa e che per quanto possibile le entrate derivanti da multe del Codice della Strada – in questo caso siamo nell’ambito dell’articolo 142 del Codice della Strada – noi le dobbiamo utilizzare per politiche a favore dei cittadini sul tema della mobilità. Però, è anche vero che riguardo l’articolo da lei citato, la Polizia municipale spesso interviene in zone che sono ritenute critiche per l’incidentalità e gli episodi particolarmente significativi avuti in quei contesti.
Lavoriamo all’interno della costruzione del Piano della sicurezza stradale per comprendere quali sono gli interventi di carattere integrato che possano prevenire e intercettare questo fenomeno, però è anche vero che in tante altre realtà, ad esempio dove abbiamo istituito le zone 30, i cittadini chiedono di far rispettare le zone 30, perché non vengono rispettate dagli automobilisti. Zone particolarmente delicate, perché è un contesto che diventa maggiormente pedonale, ma gli automobilisti non rispettano mai i limiti di velocità. Un equilibrio complesso, che va cercato, l’amministrazione prova ad utilizzare tutti gli strumenti di cui è in possesso per andare in quella direzione.
Ripeto, non intendiamo fare cassa, non è questo l’obiettivo, ma la richiesta che viene dal cittadino esige risposte commisurate sul piano tecnico. Nell’individuazione del prossimo piano della sicurezza dobbiamo cercare di capire, ma dobbiamo essere tutti più virtuosi nella ricerca di una soluzione, mi vanno bene anche le domande provocatorie che spingono a cercare soluzioni alternative. Si fa riferimento ad una statistica degli anni precedenti, la cosa interessante, e adesso chiederò agli uffici, è capire quanto questi strumenti abbiano ridotto l’incidentalità, perché questo credo che sia il risultato che noi dobbiamo portare a casa. Se gli strumenti utilizzati hanno fatto abbassare l’incidentalità in quel dato contesto, al di là delle multe, allora l’azione messa in campo è stata appropriata. Diversamente, se non è stata sufficiente, è evidente che dobbiamo mettere in campo altri strumenti. Nessuno vuole vessare il cittadino, però è anche vero che il codice della strada bisogna rispettarlo e soprattutto bisogna incentivare comportamenti virtuosi. Inoltre bisogna tenere conto che il cittadino se è sanzionato si lamenta, ma è lo stesso cittadino che chiede un maggiore utilizzo dello scout speed, questa è la situazione che stiamo vivendo. Chiedo anche a lei suggerimenti, io sono sempre aperta ad ascoltare, quindi avanti per una collaborazione che possa essere proficua”.

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