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BMW Serie 2 Gran Tourer: prime impressioni di guida

Provate, con soddisfazione, la nuova 220d xDrive Aut. Sport della Casa bavarese e la 216d Sport

F1 TOUR 5 015

Piacenza. Sull’onda del successo della Active Tourer (oltre 3.000 le unità vendute in Italia da ottobre 2014 ad oggi), la Gran Tourer debutterà nel week-end del 6 e 7 giugno prossimi. Questo nuovo modello a passo lungo verrà inizialmente proposto sul nostro mercato in 2 versioni benzina e 3 versioni diesel, due delle quali oggetto della nostra presa di contatto.

Iniziamo sottolineando che la Gran Tourer è identica alla Active Tourer in tutta la sua parte anteriore per poi discostarsene nella lunghezza (4,56 m + 21 cm rispetto alla Active Tourer), nell’altezza (1,61 m + 5 cm) nel passo (2,78 m +11 cm). Questa Grand Tourer rimane comunque più corta di 7 cm rispetto alla BMW Serie 3 Touring.

L’abitacolo è realizzato da materiali di pregio ed è al solito assai ben curato; bella e funzionale la plancia con strumentazione ben visibile, e comandi secondari facilmente raggiungibili, posti nella zona centrale e sulla consolle; la versione top provata ha una dotazione più che completa (sistemi di assistenza di guida, servizi digitali ed applicativi) e di grande livello; le numerose regolazioni di sedile e volante mettono il guidatore a proprio e totale agio.

L’impostazione dell’abitacolo è tipicamente BMW anche se in chiave decisamente familiare, con un occhio particolare alla sicurezza dei suoi occupanti, ancor di più se piccoli (ad esempio si possono montare sino a 4 seggiolini Isofix…).

F8 TOUR 5 015

Molto interessante il sistema di chiamata di emergenza intelligente (di serie): rileva automaticamente la posizione della vettura al momento del sinistro e si connette al call center BMW dedicato che, se dopo alcuni secondi non riceve la chiamata manuale dal conducente, invia i soccorsi.

F12 TOUR 5 015

Una volta a bordo, si nota immediatamente che lo spazio è tanto e ben fruibile grazie alla possibilità di montare la terza fila di sedili (optional a 980 euro), di far scorrere il divano centrale di ben 13 cm e di poter abbattere separatamente, tramite un pulsante facilmente raggiungibile, i suoi schienali suddivisi in tre sezioni 40-20-40.

F9 TOUR 5 015

Estremamente flessibile anche la capacità di carico che va dai 645 ai 1.905 litri della versione 5 posti ai 560/1.820 di quella a 7 posti (in questa configurazione la capacità scende a 145 litri); va ricordato comunque che quando non serve, la terza fila rientra completamente sotto il piano di carico senza quindi sottrarre spazio al bagagliaio; notevole infine la lunghezza massima del piano di carico (2,6 metri a sedili abbattuti) e la presenza di numerosi vani, tasche e contenitori

F10 TOUR 5 015

Non richiede grandi contorsioni ma neppure del tutto agevole è, come in tutte le auto con di questa tipologia, l’accesso alla terza fila, realmente fruibile solamente da adulti di bassa statura o da bimbi; vediamo ora come vanno su strada le due versioni provate.

La 220d xDrive Aut. Sport

F13 TOUR 5 015

In configurazione Sport il comportamento dinamico è sorprendente e sicuro: queste in sintesi le nostre prime impressioni; grazie all’assetto M (un centimetro in meno l’altezza da terra) ed alla gommatura Bridgestone la 220 x-Drive va che è un piacere e, sul tortuoso percorso ideato dalla Casa bavarese, ha dato prova di tenuta, reattività e frenata tipiche di vetture dalle caratteristiche ben più sportive. F11 TOUR 5 015Messa alla frusta per verificarne i limiti non si è mai scomposta neppure in curve e controcurve strettissime e ravvicinate (terreno non ideale per il tipo di auto), d’altra parte i 190 pastosi e reattivi cavalli del suo brillante 4 cilindri non sono pochi neppure per una massa a vuoto da oltre 1600 chili e la coppia del diesel aiuta, come sempre, a trarsi d’impaccio tanto nelle salite più ripide quanto per uscire da una curva presa in modo non consono alla tipologia del mezzo; coppia ma anche trazione integrale tarata in modo da far quasi dimenticare che si è alla guida di una trazione fondamentalmente anteriore; sterzo preciso e cambio fanno poi a gara in tema di prontezza e così il divertimento quando si è soli o in due a bordo, è assicurato (ed il probabile scorno di qualche automobilista al volante non di un monovolume anche…).  E comunque si può andare anche rilassati (opzione Comfort) o tranquilli anche nei consumi (modalità Eco Pro).

La 216d Sport

3 cilindri, 1.500 cc, 136 cv: un altro e più rilassante pianeta, eppure – pur senza assetto sportivo e con gommatura meno vocata – anche questa versione sorprende per piacevolezza di guida, comfort e sufficiente brillantezza; qui le parole d’ordine sono equilibrio, gradevolezza e sobrietà; la versione provata era quella d’ingresso, con cambio manuale a sei marce e sedili a regolazione ugualmente manuale, ma confort e dotazioni si sono rivelate più che adeguate e non hanno fatto sentire più di tanto la mancanza dell’abbondante maggior dotazione della top di gamma.

Su strada il comportamento si rivela ovviamente meno brillante e dinamico rispetto a quello sfoggiato dalla 220 ma comunque, ed ovviamente, sempre sicuro e sufficientemente dinamico;   in altre parole pur essendo meccanicamente un’altra auto, si difende nel confronto con la sorella maggiore con piena dignità e quel che non offre in performance lo offre in confidenza nel senso inglese del significato (confident = fiducioso); è un’auto che antepone alla brillantezza comfort, sicurezza e serenità di guida; d’altra parte ogni cosa ha il suo prezzo e se la 220 x-Drive da 190 cv parte da 41.050 euro (Advantage automatica) per arrivare ai 45.150 di base della versione da noi provata (Luxury Automatica), il listino della 216d va da 29.450 a 35.550 e sei pur sempre su una BMW che può guardare quanto meno da pari a pari, con in più il vantaggio del suo recentissimo arrivo sul mercato, le sue concorrenti, Mercedes Classe B in testa.

[ Giovanni Notaro ]

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