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Addio Defender, ci lascia il mito

Alla fine del 2015 l’icona del fuoristrada andrà, purtroppo, in pensione

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Il 2015 è l’anno degli addii per alcuni tra gli ultimi veri fuoristrada ancora sul mercato.

Dopo la UAZ, che uscirà di produzione alla fine dell’anno, vedi articolo

http://www.motori360.it/26029/uaz-hunter-divertimento-assicurato-a-poco-prezzo/

anche la Land Rover, che è stata per 67 anni sinonimo di fuoristrada, andrà in pensione.

Un’icona che per oltre mezzo secolo ha portato sulle piste e sui deserti di tutto il Mondo tre generazioni di fuoristradisti, viaggiatori e amanti della libertà su 4 ruote, ma anche organizzazioni umanitarie, di soccorso, eserciti e forze dell’ordine.

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Alla fine della Seconda Guerra Mondiale la Rover, storica Casa automobilistica inglese, decide di produrre un veicolo 4×4 in modo da anticipare sui mercati internazionali quell’efficiente 4×4 americano che si chiamava Jeep (all’epoca non era ancora un Marchio), prodotto da Willys e Ford, nato per uso militare allo scoppiare della II Guerra Mondiale.

L’Incarico di progettare questo innovativo veicolo venne affidato all’allora capo degli ingegneri del Marchio inglese Maurice Wilks che, nel 1947, presentò il primo prototipo a suo fratello Spencer, Presidente di Rover. Per evidenziare le potenzialità fuoristradistiche questa presentazione venne fatta sulla spiaggia di Red Wharf Bay nel Galles in occasione di una vacanza con le rispettive famiglie.

Vista la validità di questa 4×4, con la carrozzeria in alluminio per essere inattaccabile nel tempo, venne considerata la possibile produzione e il 30 aprile del 1948 la prima Land Rover venne presentata al Salone di Amsterdam.

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I primi esemplari vennero acquistati dall’esercito inglese, la carrozzeria era a passo corto (80”) e il motore era un benzina a 4 cilindri da 1.595 cc. Nel 1954 il passo aumentò a 86” e venne introdotta anche la versione lunga da 107”. Nel 1956 si affiancò anche la versione Diesel con un motore da due litri e il passo divenne da 109”.

Dal 1978 il nome Land Rover è diventato un Marchio che negli anni ha identificato anche altri modelli (Discovery, Freelander,…) mentre il modello storico, che fino ad allora si identificava con la Serie (Ia, IIa, IIIa), dal 1983 al 1990 porta la sigla «90» o «110» e in seguito fino ad oggi Defender.

Pur conservando fin dalle origini la carrozzeria in alluminio, poche cose sono cambiate esteticamente nel corso degli anni, mentre la meccanica ha subito costanti aggiornamenti volti a migliorare le caratteristiche di vero fuoristrada e l’affidabilità che nelle prime versioni poneva qualche problema.

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Per commemorare questa uscita di scena, il gruppo Jaguar Land Rover ha voluto realizzare 3 modelli di Defender in serie limitata: Heritage, Adventure e Autobiography.

La location per presentarle è stata ancora e per l’ultima volta la spiaggia di Red Wharf Bay. Allo storico evento erano presenti Stephen e Nick Wilks, figli rispettivamente di Maurice e Spencer Wilck, i creatori della Land Rover. In rappresentanza delle varie serie dello storico modello, hanno fatto da cornice una Serie Ia da 80” del 1951 con il motore a benzina da 2 litri, una Serie IIa del 1965 che fu di Spencer Wilks, una Serie IIIa del 1980 da 109” con un motore a benzina da 2.286 cc, una «90» del 1984, una 110 station wagon del 2011 con il motore diesel da 2,4 litri e una 90 hard top del 2014 con il diesel da 2,2 litri.

Stephen e Nick Wilks

Stephen e Nick Wilks

La Defender Heritage sarà prodotta in 400 esemplari nelle versioni 90 hard top, 90 station wagon, 110 utility wagon e 110 station wagon. Esteticamente è ispirata alle origini della Land Rover, quasi un aspetto militare avvalorato dal colore Oasis Green per la carrozzeria, la griglia frontale, i codolini passaruota, i cerchi in lamiera da 16” con pneumatici 235/65R16 e anche la consolle centrale nell’abitacolo. Il tocco moderno viene dato dal paraurti in alluminio spazzolato e dai confortevoli sedili interni realizzati in tessuto Almond Resolve con fianchi in vinile nero e logo Land Rover ricamato sullo schienale. Elemento esclusivo per questa versione, l’adesivo sul parafango anteriore sinistro che riproduce la targa della Land Rover n°1 – HUE 166 – una pre-serie prodotta nel 1947 e immatricolata nel marzo del 1949 da un agricoltore del Warwickshire vicino di casa di Maurice Wilks.

Come la versione precedente, anche la Defender Adventure che verrà prodotta in 600 unità, sarà disponibile con il passo da 90” e 110” in versione hard top, station wagon e utility wagon. Nell’aspetto è simile al modello G4 Challenge, particolarmente se rifinita con il colore Phoenix Orange, ma c’è anche il Corris Grey o il Yulong White. L’effetto bicolore è dato dal colore nero Santorini Black della griglia anteriore, i codolini delle ruote, il cofano motore, il tetto, la porta posteriore e la consolle centrale nell’abitacolo. La selleria interna è in pelle Windsor ed i sedili anteriori hanno il poggiatesta integrato nello schienale. La vocazione Adventure è marcata anche dal robusto portapacchi sul tetto, dallo snorkel e dai gruppi ottici da 7” di tipo Led per una maggiore illuminazione notturna.

Solo 80 esemplari per la Defender Autobiography e solo nella versione 90 hard top. Anche questa si presenta con l’effetto bicolore offerto dai particolari in Santorini Black, ma la tinta base è a scelta. Più rifiniti gli interni che ripropongono l’effetto bicolore, sia nei sedili pelle Windsor, ma in questo caso traforata con la scritta Autobiography ricamata sul poggiatesta, sia sulla plancia e nei pannelli delle porte.

Tutte e tre queste «Ultimate Edition», che saranno presentate ufficialmente al prossimo Salone di Ginevra, hanno lo stesso motore diesel da 2,2 litri, unica differenza la potenza che nella Autobiography sale da 122 a 150 cv e conseguentemente anche la coppia da 360 a 400 Nm. I prezzi in Gran Bretagna partono da 27.800 £ per la Heritage, 43.500 per la Adventure e 61.800 per la Autobiography.

  [ Paolo Pauletta ]

 

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