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Ferrari protagoniste… in video

Corse pazze in città: 2 Ferrari (o quasi) protagoniste oggi di un video che di sensazionale ha solo il titolo e ieri di uno short che ha fatto epoca 

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L’idea di queste righe è venuta leggendo il titolo di un filmato recentemente apparso su You Tube: «Ferrari F50 Terrorizes Monaco! Crazy Sound!»

Ebbene dopo aver guardato il video, potremmo scomodare lo Shakespeariano “tanto rumor per nulla” poiché più che terrorizzare qualcuno il fortunato pilota della F50 ha più probabilmente turbato più di un timpano.

aperturaIn effetti (e giustamente!) le velocità tenute dalla F50 sulle strade dell’omonimo Gran Premio si sono rivelate adeguate alla tranquilla circolazione quotidiana monegasca; a parte quindi la bellezza dell’auto ed il glamour del contesto, la «lezione» che si ricava è quella del sensazionalismo ad ogni costo, probabilmente per calamitare «cliccate».

Noi che abbiamo il «privilegio» di poter andare indietro con la memoria ad altre e ben diverse «passeggiate» cittadine, ricordiamo soprattutto un documentario di Claude Lelouch, modestamente intitolato «C’était un Rendez-vous» che dietro il suo supposto romanticismo nasconde otto adrenalinici minuti e mezzo di corsa pazza da parte – venne supposto – di una Ferrari 275 GTB attraverso una Parigi ancora sonnolenta su strade aperte alla normale circolazione ed a velocità da circuito chiuso.

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Il celebre regista di «Un uomo, una donna», driver appassionato e veloce anche lui, non solo girò il suddetto short ma «lo pilotò» e per questo venne tanto applaudito quanto censurato passando, giustamente, seri guai con la Giustizia francese.

Come spiegherà poi lo stesso Lelouch, l’invisibile protagonista di questa incursione cittadina non fu una 275 GTB bensì una più borghese ma potente Mercedes 450SEL da 6,9 litri con lo stesso regista al volante che, come si nota dalle immagini di questo link: http://video.corriere.it/film-girato-claude-lelouch-1976/4d106978-578d-11da-ab7f-0003ba99c667, non era certamente uno «fermo»…

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La leggenda metropolitana volle per lungo tempo al volante della «Ferrari» un pilota di Formula 1 (si ipotizzarono Jacques Lafitte o Jacky Ickx) come pure si menzionarono velocità attorno ai 220/230 km/h sviluppate negli allunghi di alcuni boulevard parigini la cui lunghezza sembrava teoricamente compatibile. Le immagini ci mostrano l’auto che si avventa sulla rampa di uscita di un tunnel della Périphérique Parigi Porte Dauphine, prosegue su una strada di immissione per la centralissima Avenue Foch e passa poi per l’Arc de Triomphe, l’Opéra Garnier, Place de la Concorde e relativo obelisco, ChampsÉlysées e via dicendo sino a concludersi di fronte alla scalinata del Sacre Coeur; frenata, contatto tolto, sbattito di portiera, ragazza che compare dalla scalinata (per inciso era Gunilla Friden, all’epoca fidanzata di Lelouch), abbraccio, scampanio in sottofondo e The End, pardon FIN!

Durante la corsa vennero evitati di misura pedoni, fatti secchi alcuni piccioni, bruciati diversi semafori rossi, imboccati contromano alcuni sensi unici, effettuati sorpassi con invasione della corsia opposta senza neppure negarsi una brusca salita su un marciapiede per evitare un camion della nettezza urbana (anche se meno delicata delle Ferrari di oggi, probabilmente neppure la 275 GTB sarebbe uscita indenne da tale manovra, invece superata – sembrerebbe – con teutonica disinvoltura dalla Mercedes).

Gustata questa prova di totale e guascona incoscienza, ecco quest’altro video nel quale

Lelouch spiegava di aver dato corso alla sua scorribanda nonostante non avesse ottenuto i permessi, regolarmente richiesti, per poter effettuare le riprese.

Il video della scorribanda, al di là della liceità dei fatti, suscitò nei più esperti qualche perplessità:

● come poteva, il pilota affrontare a tutta velocità passaggi cechi senza rischiare l’incidente?  Sembra che Lelouch avesse posizionato in alcuni punti-chiave suoi uomini ai quali era collegato via radio ma, affermerebbe lo stesso Lelouch, proprio un attimo prima del passaggio più cruciale (quello del passaggio sotto lo stretto arco vicino al Louvre) il contatto radio si fosse interrotto all’ultimo istante costringendolo a quella che potremmo definire una vera e propria roulette russa, peraltro andata a buon fine;

● le velocità di punta superiori ai 220-230 km/h, peraltro confermate dallo stesso Lelouch (e raggiungibili dalla Mercedes della prova) sono state messe in dubbio da calcoli effettuati da soggetti terzi per i quali si sarebbero toccati, al massimo i 140 km/h (una velocità comunque ad altissimo rischio per un contesto urbano);

● la «colonna sonora» si basava in effetti sulla sinfonia prodotta dagli scarichi della Ferrari 275 GTB di proprietà dello stesso regista, ma il magistrale accoppiamento fra suoni ed immagini avvenne in sede di montaggio dello short; d’altra parte la differenza fra la tonalità baritonale di un V8 e quella tenorile di un V12 era ed è abissale e, se ci consentite, Lelouch da volpone dello spettacolo quale era, aveva ben presente che il suo «lavoretto» avrebbe fatto molto più colpo se l’auto misteriosa fosse stata una Ferrari piuttosto che una apparentemente paciosa berlina Mercedes…

Dopo una fiammata iniziale, il documentario, per volontà delle Autorità francesi, sparì dalla circolazione per lungo tempo sinché, nel 2003, il documentarista Richard Symons riuscì a convincere Lelouche a far restaurare la pellicola in 35 mm e riproporla in DVD.

E, periodicamente, come in questo non isolato caso, si torna a parlare di questo short che rimane comunque straordinario, tanto nelle accezioni positive quanto in quelle negative; personalmente ci ricorda la Mustang di Steve McQueen/Bullit, impegnata dal bravissimo attore/pilota nel famoso inseguimento lungo i saliscendi di San Francisco immortalato nel doverosamente immancabile video:

ma lì non era l’alba e i permessi, c’erano tutti… quindi, per concludere in bellezza.

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Giovanni Notaro

 

 

 

 

 

 

Riferimenti:

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