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Addio Jack Brabham, mito nel mondo della F1

Costruttore e 3 volte Campione del Mondo di Formula 1, ci lascia un protagonista della pista e dei motori. Unico pilota ad aver vinto un mondiale a bordo di una vettura da lui stesso realizzata

Jack Brabham (3)

“È un giorno molto triste per tutti noi. Mio padre è deceduto serenamente nella sua casa questa mattina all’età di 88 anni”. Con queste parole David, il più giovane dei suoi 3 figli, ha comunicato la scomparsa del grande Jack Brabham. Questo lutto familiare segue di pochi mesi la morte della loro madre Betty, deceduta lo scorso settembre.

Così, il mondo della Formula 1 perde un grande campione, spentosi nella sua casa di Gold Coast, nel Queensland della natia Australia. Era stato l’unico pilota ad aver vinto un Mondiale con una vettura da lui stesso realizzata.

Jack Brabham (1)

La passione per i motori l’aveva fin da ragazzo, tanto che a scuola seguì gli studi per ingegnere meccanico e quando venne arruolato nella RAAF (Royal Australian Air Force), durante la seconda guerra mondiale, venne assegnato al reparto dei meccanici per gli aerei.

Terminato il conflitto continuò a frequentare l’ambiente motoristico e una sera col suo amico pilota Johnny Schonberg andò a vedere una gara di vetture “Midget”, una categoria molto popolare in Australia fin dal 1934 quando venne effettuata la prima gara, ma anche negli Stati Uniti dove era nata l’anno precedente. A fine corsa Johnny  chiese all’amico di costruirgli una vettura per poter partecipare al locale Campionato. Jack accettò con entusiasmo, ma come spesso succede, la moglie di Johnny non fu molto entusiasta che il marito partecipasse a quelle gare su un ovale in terra battuta, molto spettacolari per il pubblico e divertenti per i piloti, ma a suo avviso troppo pericolose. Per la quiete familiare Johnny dovette smettere e a quel punto Jack prese il suo posto. Con grande sorpresa, le sue doti di pilota emersero fin dal debutto sullo speedway di Paramatta Park dove ottenne la prima vittoria. Ne seguirono altre, tanto che nel 1948 vinse il Campionato Nazionale e quello del Nuovo Galles del Sud. 

Jack Brabham con la sua Midget, ieri e oggi

Jack Brabham con la sua Midget, ieri e oggi

Il connubio

In questi paddock conobbe il progettista Ron Tauranac e insieme si misero ad assemblare una vettura per partecipare al Campionato di Formula 1. Determinante fu anche il supporto offerto dalla Cooper che gli fornì il motore e con questa Cooper T40 debuttò al GP di Gran Bretagna del 1955. Il risultato non fu entusiasmante, la gara fu vinta da Stirling Moss con una Mercedes W196 e Jack dovette ritirarsi, ma la strada era ormai tracciata.

Continua a correre in Formula 1 e nel 1959 arriva la prima vittoria al Gran Premio di Monaco con una Cooper Climax T51 e a fine Campionato anche il primo titolo di Campione del Mondo. Visti i buoni risultati ottenuti con le vetture realizzate con l’amico Ron Tauranac, nel 1961 i due decisero di diventare soci nella progettazione e costruzione di vetture da corsa con il nome Brabham. Nel 1960, prima con la Cooper Climax T51 e poi con la T53 vince i Gran Premi di Olanda, Belgio, Francia, Inghilterra e Portogallo, e conquista il secondo titolo mondiale.

Un nuovo propulsore e il lancio della BT19

Trascorrono alcuni anni senza grandi soddisfazioni, ma nel 1966 cambiano i regolamenti e la cilindrata passa a 3.000  cc. Insieme al socio amico Ron Tauranac decide che è il momento di abbandonare il vecchio motore Coventry-Climax  e di montare un propulsore più potente. La scelta va sul motore della Oldsmobile F85, la vettura più economica della casa di Detroit e molto diffusa negli Stati Uniti, prodotta sia in versione berlina che station wagon.

Questo propulsore V8 ha originariamente 3.500 cc con una potenza di 155 cv nella versione con 1 carburatore doppio corpo, oppure 185 cv con 1 carburatore quadri corpo.

Jack-Brabham al GP di Australia nel 1966 con la BT19

Jack-Brabham al GP di Australia nel 1966 con la BT19

Dopo gli opportuni aggiornamenti apportati da Jack e dalla australiana Replacement Parts Company,  il motore ha una cilindrata di 3 litri (2.995 cc), una potenza di  315 cavalli e porta la sigla Repco-Brabham V8 620. Dalle iniziali dei progettisti Brabham e Tauranac nasce la BT19, prima di una fortunata serie.

La Repco-Brabham V8 620 - BT19

La Repco-Brabham V8 620 – BT19

Il team Brabham partecipa in forze al Campionato F1 del 1966 e questa vettura venne assegnata anche al neozelandese Denny Hulme e al debuttante Chris Irwin, ma è Jack che a fine stagione vince il suo terzo titolo mondiale, unico pilota fino ad oggi a vincere un Campionato del Mondo di F1 con una vettura da lui stesso costruita.

Dopo questa grande impresa, Jack Brabham va in crisi, in fin dei conti ha 40 anni e per un pilota non sono pochi. Partecipa ancora al mondiale di F1, ma con scarsi risultati.

Nel 1970 realizza la BT33, prima F1 Brabham con telaio monoscocca, che va a sostituire il vecchio tubolare, e sospensioni all’interno della scocca.

Jack Brabham con la BT33

Con questa vettura vince la gara di esordio in Sud Africa e pur concludendo il Campionato al 5° posto, a fine stagione decide di “appendere il volante al chiodo” e cede il suo team a Ron Tauranac.

Jackie Stewart e Jack Brabham con la BT33 al GP del Sud Africa del 1970

Jackie Stewart e Jack Brabham con la BT33 al GP del Sud Africa del 1970

Anche se Jack si ritira dalle corse, il nome Brabham rimane scolpito nella mente di ogni appassionato di Formula 1; nel 2006 le Poste austriache emettono la serie “F1 Legend”, 8 francobolli dedicati ad altrettanti miti della F1, tra questi anche Jack Brabham.

serie F1 Legend 07.06.2006

Sempre vicino alla grande passione della sua vita – le auto da corsa – Jack Brabham è spesso presente ai più importanti eventi motoristici, quantomeno a quelli australiani.

Sir Jack Brabham nella sua ultima uscita ufficiale sulla sua BT19 al Phillip Island Classic Festival il 7-9 marzo 2014

Sir Jack Brabham nella sua ultima uscita ufficiale sulla sua BT19 al Phillip Island Classic Festival il 7-9 marzo 2014

Ultimo tra questi lo scorso 7-9 marzo al Classic Festival of Motorsport a Phillip Island dove Sir John Artur “Jack” Brabham ha potuto guidare ancora una volta, l’ultima purtroppo, la sua mitica BT19.

Paolo Pauletta

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