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Italian Baja 2013

Temperatura frizzante ma con cielo terso dopo giorni di pioggia hanno fatto da cornice a questa gara di apertura della Coppa del Mondo FIA e del Campionato Italiano Cross Country Rally (auto) e della Coppa del Mondo FIM (moto) nonché dell’Europeo UEM e dell’Italiano FMI (moto e quad)

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Alla edizione numero 20 della gara friulana, dopo il grave incidente che lo costrinse sulla sedia a rotelle proprio qui, all’Italian Baja nel 2010, Nicola Dutto ha  voluto fare da  apripista con una moto  specificatamente allestita da Boano Moto con  comandi  al manubrio e protezioni tubolari per le gambe.

Dopo alcuni problemi di percorso dovuti alle abbondanti precipitazioni dei giorni precedenti, gli organizzatori hanno dovuto modificare una parte del tracciato che attraversa il Tagliamento, senza peraltro pregiudicarne la spettacolarità.

Imprevisti e primi podi

Il primo colpo di scena già alle verifiche di giovedì, quando le tre vetture russe del team G-Force (Gazprom), di Boris Gadasin, Vladimir Vasyliev e Bogdan Novytskyi, sono risultate irregolari ai commissari FIA a causa di una flangia del turbo fuori misura e di conseguenza non ammesse al Via. Immediato il ricorso ai giudici che lo respingono e successivo appello alla FIA che lo accoglie, ma con una penalità di 20” alla partenza di Sabato. Peccato che nel frattempo si è già svolto il Prologo “Royal Beach” di venerdì pomeriggio nel quale ha prevalso la Mini All4 Racing del polacco Krzysztof Holowczyc seguita a 8”6 dalla Toyota Proto del team belga Overdrive Racing guidata dal brasiliano Reinaldo Varela e a 15”7 dall’altra Toyota Proto Overdrive Racing del russo Ruslan Misikov. Molto competitivo Lorenzo Codecà con la Suzuki Gran Vitara giunto settimo.

Tra le Moto, miglior tempo per il friulano Alessandro Ruoso seguito a 17”2 dal sanmarinese Alex Zanotti e a 20”5 da Alessandro Botturi. Prudente quarto posto per Stéphane Peterhansel, vincitore della Dakar 2013 con la Mini All4 Racing e ritornato alle due ruote, suo primo amore, con la Yamaha WR450F.

Come anticipato, nella giornata clou di sabato, il team G-Force capeggiato da Boris Gadasin è dovuto partire dopo 20” dallo Start della Mini All4 Racing di Krzysztof Holowczyc e anche dopo la Toyota di Reinaldo Varela. Abituato ad essere inseguito, all’Italian Baja 2013 lo “Zar” è diventato inseguitore. Alla fine di questa lunga giornata nella quale i contendenti si sono alternati nelle posizioni di testa nel corso delle varie Speciali, la Toyota Proto di Reinaldo Varela è in testa, seguita a 33” dalla Mini “Monster” di Krzysztof Holowczyc e, sorpresa ma non troppo, a 3’05” il Buggy dell’inossidabile Jean Louis Schlesser. Mezza Caporetto per le G-Force, Gadasin è dovuto uscire dalle speciali per andare in assistenza a causa di problemi ai freni accumulando pesanti minuti di ritardo, Vasyliev si è ritirato per noie al cambio, unico ancora in battaglia Bogdan Novytskyi, ma al quinto posto con un ritardo di 5’52”. Scivolato in decima posizione il campione tricolore Codecà con la Suzuki.

Per quanto riguarda le Moto, eloquente la zampata del  pluricampione Stéphane Peterhansel che è risalito  in classifica  piazzandosi in seconda posizione alle spalle del leader locale Alessandro Ruoso.

Ilsalto di Rauscedo

Le ultime due prove della domenica, una in un senso l’altra al contrario, non hanno generato sorprese. Il famoso “salto di Rauscedo”, ormai diventato un must di questa gara, ha attirato come sempre un folto pubblico che poteva anche contare su una tenda dove venivano servite specialità locali e il buon vino della Cantina di Rauscedo.

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In attesa di dati ufficiali, il Buggy di Schlesser dovrebbe aver battuto quello dello scorso anno con circa 30 metri di salto.

A parte questo show ad esclusivo piacere per il pubblico, l’Italian Baja 2013 si è concluso con la meritata vittoria dei brasiliani Reinaldo Varela e Gustavo Guglielmin con il Toyota Protomotorizzato Lexus, a soli 12” dopo 3h42’11” di gara la Mini All4 Racing dell’equipaggio polacco/tedesco Holowczyc/Schulz, terzo posto per Schlesser con il suo Original Buggy a 7’34” dai vincitori.

Molto buono l’11° posto per la Suzuki Grand Vitara di Lorenzo Codecà con Erika Pajer, la navigatrice di Cordenons (Pordenone) che conosce molto bene gli insidiosi passaggi del greto del Tagliamento. L’inseguimento di Gadasin non è riuscito, ma seppur classificatosi al 31° posto, si conferma un pilota molto coriaceo avendo vinto ben 4 Speciali su 11 (se non avesse avuto tutti quei problemi…!).

Purtroppo questa ultima giornata di gara è stata funestata da un rovinoso cappottamento della Nissan Pickup degli ucraini Kushchynskyy Vladyslav e Lytvinchuk Mykola. La peggio per Vladyslav che è stato trasportato all’ospedale di Udine con l’elisoccorso in gravi condizioni.

Dominio Yamaha

La classifica finale per le Moto ripropone il podio del sabato con tre Yamaha ai primi tre posti e Alex Zanotti giunto quarto per soli 33”dopo un duello per il terzo posto con Alessandro Botturi. Secondo posto per Stéphane Peterhansel che si è alternato in vetta alla classifica, ma per 1’07” ha dovuto cedere il podio all’idolo di Casa, Alessandro Ruoso, che ha chiuso l’Italian Baja 2013 in 3h33’15”.

Paolo Pauletta, Maria Rosaria Pizzo

 

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