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Le Ferrari al Retromobile incantano il pubblico

 Una carrellata di splendidi esemplari con il Cavallino esposti nei padiglioni del Paris Expo a Porte de Versailles, spesso esemplari unici che hanno contribuito a creare il mito Ferrari

 

Questa polverosa 365GTB/4 è l’unica «Daytona» 1° serie con carrozzeria in alluminio in versione stradale. Dopo essere rimasta nascosta per 40 anni (?) da parte del suo proprietario giapponese, era stata venduta dalla Casa d’Aste RM Sotheby per 1,8 milioni di euro nella seduta d’asta «Ferrari – Leggenda e Passione» presso la pista di Fiorano a settembre 2017. Ancora nel suo stato di conservazione e con soli 36.390 km, attende solo di essere riportata nella sua originale unicità e liberare il ruggito del suo V12 da 4.390 cc, alimentato da 6 carburatori doppio corpo, che eroga 352 cv per una velocità massima di 280 km/h.

Da Lukas Hüni le 250 SWB da «corsa» e «stradali»

Lukas Hüni è un punto di riferimento per l’acquisto di auto storiche di pregio, nel suo salone di Zurigo espone modelli esclusivi in condizione pressoché perfette, pari all’origine, frutto di restauri meticolosi ed accurati, eseguiti con grande competenza e professionalità. Nell’ampio spazio al Retromobile ha esposto autentici gioielli del passato, alcuni appartenenti a collezioni private e NON in vendita, emozionante poter vedere insieme una «batteria» di 10 Ferrari 250 SWB sia in versione corsa che stradale. Questo modello prodotto dal 1959 al ’62 in poco più di 170 esemplari, andava a sostituire la 250 TdF e anticipava la mitica 250 GTO.

 Tra gli esemplari esposti, quella con il telaio #1811GT uscita dallo stabilimento Ferrari il 10 maggio 1960 con la colorazione Rosso Corsa, venne acquistata attraverso il Garage Francorchamps, che colorò di Giallo la cornice della presa d’aria anteriore, dal pilota privato belga Jean Blaton.

Nello stesso anno questa vettura si classificò al 4° posto alla 1000 km del Nürburgring prima di essere venduta negli Stati Uniti dove rimase fino agli inizi degli anni ’90 per poi ritornare in Europa. Un’altra 250 SWB è quella con il telaio #3005 GT del 1961, il 44° esemplare prodotto, importato negli Stati Uniti da Luigi Chinetti e assegnata per la prima gara ai fratelli Pedro e Ricardo Rodriguez che vinsero la 1000 km di Parigi sull’autodromo di Monthery il 22 ottobre 1961.

Doverosamente in posizione rialzata la 250 SWB «Shark Nose» con telaio #3269GT, un esemplare unico realizzato nel 1962 per il suo illustre primo proprietario, Nuccio Bertone, che diede incarico all’allora 23enne Giorgio Giugiaro di disegnarne la carrozzeria. Ispirata volutamente alla Ferrari 156 F1 vincitrice del Campionato del Mondo 1961, soprattutto nel frontale con la doppia presa d’aria a mo’ di squalo, che poi diede il nome al modello. Venne esposta per la prima volta al pubblico in occasione del Salone di Ginevra del ’62 e poi riverniciata con un colore Argento metallizzato per il Salone di Torino dello stesso anno. Dopo alcuni passaggi di proprietà in Italia, nel 1966 varca l’oceano e va in California, dove rimane fino al 1980 prima di essere acquistata dal collezionista messicano Lorenzo Zambrano che con questa vettura vince diversi concorsi di eleganza. Il 15 agosto 2015, con la sua livrea originale, viene venduta a Pebble Beach ad un’asta di Goodning & Co per 16,5 milioni di dollari ad un collezionista europeo.

 

Tra le altre vetture esposte da Lukas Hüni, una Ferrari 250 TdF e un paio di 275 GTB, è doveroso però menzionare la presenza di una splendida Maserati 300 S Shortnose telaio #3058 del 1956 carrozzata Fantuzzi e una fra le tre Maserati 250F in alluminio, quella con telaio #2527 del 1957, pilotata tra gli altri da Stirling Moss e J.Manuel Fangio.

Da Artcurial quelle più preziose

Anche tra le numerose vetture proposte dalla Casa d’Aste Artcurial, alcune prestigiose Ferrari con quotazioni a 6 zeri. In primo piano una 250 GT Cabriolet 1° serie del 1958 telaio #0849GT, valutata da 7 a 9 milioni di euro, ma rimasta invenduta e una sportivissima FXX del 2006, venduta a 2.674.400 euro. Questa 250 GT Cabriolet, il 23° esemplare su 40 prodotti della 1a serie, uscì dallo stabilimento di Maranello il 14 gennaio del 1958 e inviata alla Carrozzeria Pinin Farina per essere« vestita» (all’epoca si faceva così) e da dove poi uscirà il 5 maggio con una livrea Bianca e interni in pelle Connolly turchese, per essere consegnata al suo primo proprietario, il milanese Enzo Paolo Tacchini. Negli anni ha passato più volte di mano ed anche il motore originale è stato sostituito causa rottura, con uno più performante della 250 TdF, tuttavia la sua rarità è dovuta al fatto che è una tra le 11 ancora rimaste.

Meno vissuta la FXX che sul contachilometri segna solo 97 km e non è mai stata usata in pista. Di questo modello sono stati prodotti solo 38 esemplari e nessuno con l’omologazione per circolare su strada; il motore è un V12 da 6.262 cc con 800 cavalli a fronte di un peso di soli 1.155 kg. Venduta nel 2006 in Germania ad un importante collezionista tedesco, la vettura del cavallino è stata poi venduta ad un collezionista della Corea del Sud dove rimase in esposizione fino al 2013 quando ritornò in Germania da un nuovo proprietario che ora ha deciso di vendere questa rara FXX non solo per il numero di esemplari prodotti, ma anche per il suo stato pari al nuovo.

[ Paolo Pauletta ]

 

 

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