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Superbollo • Le auto che NON dovrebbero pagarlo

Valgono 10 mila euro, sono invendibili e con qualche anno sulle spalle. Eppure pagano il Superbollo

 

In tempi di crisi, lo sappiamo bene, occorre fare dei sacrifici. Ed è altrettanto fatale, che ogni misura intrapresa per aumentare il gettito, scateni la reazione dei contribuenti. Nel caso del superbollo, la reazione sdegnata è quella dei possessori di auto dalla potenza superiore ai 252 cv. Molti dei quali, va detto, hanno ben poco da lamentarsi. Un esempio pratico: chi ha appena staccato un assegno di 277 mila euro per una fiammante Bentley Continental Supersports Convertibile, non può farne una tragedia di aggiungere ai 1.413 euro di tassa di possesso, altri 5.720 per il superbollo. Ma i possessori di vetture sopra i 185 kW non sono certo tutti dei paperoni, anzi, nella maggior parte dei casi si tratta di appassionati di auto, che magari hanno messo da parte i soldi per comprare (rigorosamente usata) la vettura dei loro sogni e di colpo si sono visti abbattere su di essa il balzello del superbollo. Il problema è che l’incidenza annuale di quest’ultimo (sommato alla normale tassa di possesso) rispetto al valore complessivo dell’auto, può essere – come nel caso della Bentley a cui abbiamo fatto cenno nell’esempio precedente –  di circa 40 volte inferiore (un’inezia), mentre per alcune vetture dal valore di mercato compreso tra i 10 mila e i 13 mila euro, risultare pari a un quinto del valore stesso dell’auto. Per intenderci, 5 anni di bollo+superbollo vengono a costare più del valore stesso del veicolo. E questo nonostante l’aggravio – inizialmente di 20 euro per ogni kW eccedente i 185 – scenda a 12 euro/kW per le auto con più di 5 anni, poi a 6 euro per quelle con più di dieci, 3 per le over 15 e zero per le vetture con oltre 20 anni alle spalle.

Le “maledette” dal superbollo

E vediamo allora per quali modelli dal valore non superiore ai 13.000 euro, ci si trova a pagare cifre assolutamente folli per il solo fatto di possederli. Prendiamo una divertente sportiva giapponese, la Nissan 350Z, auto che di listino non costava neanche tanto, circa 40 mila euro, ma garantiva prestazioni mozzafiato grazie ai suoi 300 cv. Un esemplare del 2006 si può trovare a poco più di diecimila euro, ma al bollo di 799,46 euro vanno aggiunti i 432 di superbollo, per un totale 1.231,46. Una Mercedes SL500 di dieci anni fa, invece, paga 816,50 euro di bollo più 480 per un totale di 1.296,5 euro, ossia il 10% del suo reale valore. Va peggio ai proprietari di  BMW M3 (E46) che pagano 974,92 euro di tassa di possesso, ai quali vanno aggiunti ulteriori 804 euro, per un totale di 1778.92 euro: un esemplare del 2002, per la cronaca, è valutato circa 12 mila euro. Disastro economico, infine, per chi si è fatto sedurre da una Jaguar XKR del 2003 e magari se l’è portata a casa con 12 mila euro (il prezzo di una Panda TwinAir nuova): con i suoi 396 cv paga 1.148,46 euro di bollo più 1.272 di superbollo, per un totale di ben 2.420,46 euro.

Impossibili da rivendere

D’accordo, non lo ha prescritto il medico di comprare una Jaguar usata, insomma non è certo un’acquisto indispensabile. Ma cosa ne poteva sapere un anno fa, l’appassionato dal conto in banca “normodotato” che ha deciso di togliersi lo sfizio della propria vita, magari calcolando al centesimo tutte le spese di gestione di quel veicolo? E i problemi per il malcapitato non finiscono qui, perchè ora molte di queste vetture sono praticamente invendibili, per lo meno in Italia. E così, se non si riesce a far fronte alle accresciute spese di gestione, ci si ritrova costretti a svenderle a qualche commerciante che provvederà a smerciarle in qualche paese dell’Est. A questo punto la domanda sorge spontanea: come si fa a garantire le medesime entrate erariali che assicura il superbollo, senza creare situazioni paradossali ed inique come quelle citate prima? Una soluzione, semplice e giusta, noi ce l’abbiamo. Ma ne riparleremo nei prossimi giorni…

[Valerio Maura]