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Volvo High Performance Drive-E

Ancora un passo avanti nel campo dei motori turbo ad alta potenza ed emissioni ridotte
 

Dopo la gamma Drive-E introdotta lo scorso anno, i tecnici svedesi hanno sviluppato un nuovo prototipo di motore che coniuga altissime potenze specifiche con bassissime emissioni.

Michael Fleiss, vice-President divisione ingegneria dei propulsori Volvo ha spiegato che “Esistono numerosi esempi di motori compatti di potenza elevata, realizzati da altri costruttori, in cui un turbo di grandi dimensioni viene utilizzato per creare un livello elevato di potenza; queste unità tuttavia penalizzano l’esperienza di guida che risente della risposta lenta del motore. Abbiamo pensato che avremmo potuto migliorare questo aspetto facendo leva sulla nostra tradizione di casa automobilistica che è stata fra le prime ad accostarsi alla tecnologia turbo e a offrire un’ampia gamma di soluzioni turbo sin dal 1981”.

Peter Mertens, senior vice-President Ricerca&Sviluppo di Volvo Car Group ha a sua volta specificato che Volvo era consapevole che “nella ……. configurazione a benzina i 320 cv sarebbero stati soltanto un punto di partenza. Il prototipo dell’unità High Performance Drive-E da 450 cv è una prova concreta di questa ambizione e della versatilità dei propulsori Drive-E ….omissis….. I propulsori compatti riducono il peso e lo spazio occupato nella struttura di un’automobile, cosa che si può sfruttare ai fini dell’elettrificazione e di una riduzione delle emissioni persino maggiore. Ed è proprio questa la nostra massima ambizione”.

Questo particolare propulsore da ben 450 cv (stiamo parlando di un 4 cilindri da 2.000 cc pensato per un utilizzo stradale!) ha raggiunto tale livello di potenza ricorrendo a tecnologie quali il triple boost consistente nell’accoppiamento parallelo di due turbo alimentati da un ulteriore turbocompressore elettrico; in pratica quest’ultimo funge da «intermediario» fra l’aria atmosferica che comprime una prima volta ed i due turbo paralleli che la comprimono ulteriormente prima che questa sia miscelata con il carburante iniettato a 250 bar da una doppia pompa del carburante. 

Questo sistema, secondo i tecnici che l’hanno progettato, azzera ogni tipo di ritardo tipico di un impianto monoturbo ed offre un tipo di guida che unisce al dinamismo di guida l’immediatezza di risposta di un atmosferico con una coppia di ampio range; quindi, questa unità Volvo rappresenta un reale vantaggio nel suo utilizzo anche rispetto ai più evoluti turbo tradizionali il cui turbo-lag è stato comunque reso sempre più facilmente gestibile. Per ottenere questo risultato Volvo ha coinvolto già dalla fase di primo sviluppo fornitori come Avl, Denso e Volvo Polestar Racing, che hanno messo a disposizione le rispettive conoscenze ed esperienze; c’è inoltre da dire che il coinvolgimento del Reparto racing di Volvo rappresenta una ulteriore conferma, caso mai ce ne fosse bisogno, di quanto la tecnologia dell’auto di tutti i giorni debba a quella da corsa, al punto che oggi, il travaso di tecniche e soluzioni non rappresenta più un fatto eccezionale. 

Proprio a tale proposito Mattias Evensson, responsabile motori da corsa presso Volvo Polestar Racing, ha dichiarato che questo progetto “…… ha visto per la prima volta l’impiego combinato di più tecnologie per la stessa applicazione e il risultato è un motore del tutto unico per l’elevata potenza e la risposta immediata. Molto importante è soprattutto il fatto che le sue dimensioni compatte migliorano la distribuzione del peso fra asse anteriore e asse posteriore, abbassando il baricentro – due fattori che influenzano notevolmente la maneggevolezza, che si tratti di un’auto da corsa o di una vettura da strada. Può sembrare strano, eppure questo motore da 450 cv fa parte di questo progetto. Il ridimensionamento deve offrire ai clienti una potenza interessante e utilizzabile affinché si riesca a realizzare una riduzione delle emissioni su larga scala. I propulsori compatti riducono il peso e lo spazio occupato nella struttura di un’automobile, cosa che si può sfruttare ai fini dell’elettrificazione e di una riduzione delle emissioni persino maggiore. Ed è proprio questa la nostra massima ambizione”.

Giovanni Notaro

 

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