ll progetto porta la firma di Polizia Stradale, Assogomma e Federpneus. Monitorate tra maggio e giugno di quest’anno quasi 10.000 vetture, ma i dati sono preoccupanti

L’età media del nostro parco circolante continua ad aumentare e va di pari passo la diminuzione della sicurezza; i dati ACI evidenziano che su oltre 41 milioni di vetture circolanti, il 59% ha più di 10 anni, mentre quasi 1 su 4 supera i 20 e, cosa più grave, questa tendenza si va vieppiù consolidando.

A sinistra Santo Puccia (Direttore del Servizio Polizia Stradale) e a destra Fabio Bertolotti (Direttore di Assogomma) durante la conferenza di presentazione dei dati rilevati
Le vetture insicure
- 1 vettura su 5 presenta problemi ai pneumatici (battistrada liscio, danni visibili, mancanza di omologazione);
- 1 su 4 è non conforme (considerando anche le revisioni irregolari);
- i non conformi – tra i veicoli con più di 10 anni – sono 1 su 3;
- la percentuale di pneumatici lisci rimane costante attorno al 10%, indipendentemente dall’età del veicolo;
- i danneggiamenti visibili si attestano invece al 5%.
Le revisioni
La mancata revisione cresce significativamente in funzione dell’età del veicolo; più questo è anziano meno viene controllato, esattamente l’opposto di ciò che si dovrebbe fare visto che più un veicolo è anziano, meno è sicuro.
I controlli hanno inoltre dimostrato che la scarsa manutenzione è diventato un fenomeno trasversale e generalizzato indipendente cioè da sesso, età o provenienza geografica del conducente, né dalla tipologia di veicolo; queste le cifre:
- 2% tra le auto con meno di 5 anni (vale la pena ricordare che la prima revisione è prevista allo scadere del quarto anno mentre le successive sono ogni 2 anni);
- 12% nelle vetture fino a 10 anni;
- 17% per quelle con oltre 10 anni.
Pneumatici non omogenei
I controlli 2025 hanno evidenziato la sempre più frequente presenza di pneumatici diversi sullo stesso asse (marche o modelli differenti), oppure la combinazione di pneumatici estivi e invernali montati sulla stessa vettura. Il 5,63% delle auto controllate presentava questa criticità, pratica esplicitamente sconsigliata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, vietata se riguarda i pneumatici dello stesso asse.
In più aumenta anche la presenza di pneumatici lisci (quasi 1 vettura su 10), spesso associata proprio all’uso di gomme «economiche» e poco affidabili.
Pneumatici invernali d’estate
L’indagine 2025 rileva che oltre il 54% delle vetture controllate montava pneumatici invernali al momento del controllo, effettuato nei giorni successivi alla fine delle ordinanze stagionali. A prima vista, questo dato potrebbe far pensare a una scarsa attenzione degli automobilisti nel rispettare i termini di sostituzione mentre, pur in presenza di vere irregolarità, il fenomeno è più articolato:
- da un lato occorre tenere presente che in regioni come la Valle d’Aosta, l’obbligo di montaggio di pneumatici invernali inizia un mese prima e termina un mese dopo rispetto al resto d’Italia;
- dall’altro, la diffusione crescente dei pneumatici multi-stagionali contribuisce ad aumentare la quota di equipaggiamenti con marcature invernali, anche nei mesi estivi.
È quindi consigliabile provvedere alla sostituzione dei pneumatici invernali quando le temperature sono particolarmente elevate come si sta verificando in tutta la nostra penisola. Tutto ciò al fine di ottimizzare le prestazioni e quindi la sicurezza stradale preservando anche i nostri pneumatici da usure più marcate.

Dichiarazioni e conclusioni
Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma (nella foto in basso a dx): “I controlli condotti nel 2025 confermano un trend noto e sempre più preoccupante: la scarsa manutenzione dei veicoli è una realtà diffusa e in peggioramento, soprattutto in relazione agli pneumatici con conseguenze sulla sicurezza stradale. Le vetture invecchiano «per necessità», cioè per mancanza di disponibilità economica, e con esse invecchiano anche i pneumatici, sempre più spesso sostituiti in ritardo, e con prodotti a basso costo o addirittura usati, spesso montati in modo non omogeneo. Un risparmio solo in apparenza ma a scapito di durata, affidabilità e soprattutto sicurezza. Infine, un dato è chiaro: le nuove tecnologie, la digitalizzazione, l’infotainment applicato ai veicoli sono certamente dei plus, ma richiedono una manutenzione periodica. La vettura non è un cellulare! Le difficoltà economiche degli automobilisti sono evidenti. Bisogna prevedere forme di incentivazione alla manutenzione dei veicoli, visto che gli italiani non hanno la disponibilità economica per sostituirli, orientando le scelte verso componenti, ed in particolare pneumatici, di qualità e quindi più sicuri. La sicurezza stradale ha un costo ma è un interesse di tutti! La non sicurezza è ancora più costosa: basta guardare i costi che sostiene la collettività in termini di incidenti, feriti e morti sulle strade”.

Santo Puccia, Direttore del Servizio Polizia Stradale (nella foto a sx): “La sicurezza stradale parte anche dalla corretta manutenzione dei veicoli. Gli pneumatici sono uno tra gli elementi più importanti per la sicurezza stradale. Un accurato controllo di qualità, efficienza, età e stagionalità è certamente una buona abitudine per viaggiare sicuri. La campagna «Vacanze Sicure» ha una lunga tradizione e si concretizza in attività di sensibilizzazione oltre che in un’intensificazione dei controlli mirati da parte della Polizia di Stato soprattutto in occasione delle partenze per le vacanze estive che vedono il consueto incremento della circolazione stradale. Tutto questo in un’ottica di prevenzione degli incidenti stradali e per aumentare gli standard di sicurezza sulle nostre strade e autostrade”.
[ Redazione Motori360 ]
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