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Se ne è andato Lee Iacocca, un grande manager dell’automobilismo d’oltreoceano

Le sue idee e le sue decisioni sono state determinanti per Ford prima e per Chrysler dopo, salvata da un fallimento certo e riportata tra i grandi gruppi automobilistici. È stato il padre della Mustang e di altri modelli diventati delle pietre miliari dell’automobilismo mondiale

Figlio di immigrati italiani, Lido Antony (Lee) Iacocca era nato a Allentown in Pennsylvania nel 1924 e avrebbe compiuto 95 anni il prossimo 15 ottobre. Suo padre Nicola con il fratello Teodoro, avevano fondato nel 1922 il primo ristorante della catena «Yocco’s», diventata famosa per i gustosi hot dog e le saporite cheesesteak. Attualmente i sei ristoranti sono gestiti da Gary Iacocca, pronipote di Lee.

Un’ascesa inarrestabile

Lee non voleva mettersi dietro ai fornelli e dopo aver conseguito un master in ingegneria meccanica all’Università di Princeton, nel 1946 viene assunto come apprendista alla Ford.

Come si suol dire la sua carriera «parte dalla gavetta» e come tradizione negli Stati Uniti la possibilità di ascesa professionale avviene solo per meritocrazia. L’occasione si presenta dieci anni dopo, nel 1956, quando viene nominato vice-Direttore vendite presso il dealer Ford di Filadelfia che in quel momento era in coda alle vendite a livello nazionale.

La sua indole imprenditoriale emerge subito con il Piano di acquisto proposto ai clienti – «56 x 56» – ovvero acquistare un modello del 1956 con lo sconto del -20% e pagamento a rate da 56 dollari al mese per 3 anni. Le vendite si portano ai massimi livelli e a Lee Iacocca viene offerto il trasferimento presso la sede centrale Ford di Dearborn per un impiego nel marketing nazionale, ma già nel 1960, a soli 36 anni, viene nominato vice-Presidente Ford.

È sua la Mustang, la prima tra le pony car

La sua capacità di vedere oltre e capire ciò che vuole il mercato, lo porta a convincere i vertici Ford della necessità di ampliare i modelli in produzione, peraltro molto tradizionali, e realizzare una coupé alla moda rivolta in particolare ai tanti giovani. Rompendo la tradizione che vuole il lancio di nuovi modelli in autunno, ad aprile del 1964 debutta la Mustang. La previsione di vendita di poche centinaia di esemplari viene stravolta e sorprende la linea di produzione che non riesce ad accontentare tutti i clienti nei tempi stabiliti. Per Lee Iacocca è un successo professionale e nel 1970 viene nominato Presidente di Ford.

Profondi i disaccordi con Hanry Ford II, ma…

Da subito intraprende una profonda ristrutturazione aziendale per tagliare i costi e rendere la Ford più competitiva con la sempre più forte concorrenza straniera. Henry Ford II però è contrario a questi interventi e nel 1978 Lee Iacocca viene licenziato. 

… la porta di Chrysler è aperta

Un manager di tale valenza non rimane disoccupato a lungo e nel 1979 viene messo a gestire la rovinosa crisi di Chrysler che registra un passivo di 5 miliardi di dollari. Le banche avevano respinto ogni richiesta di finanziamento e allora Iacocca e il sindacato dei lavoratori United Auto Workers convincono il Governo ad approvare 1,5 miliardi di dollari di garanzia sui prestiti. Una boccata di ossigeno che consente a Iacocca di chiudere o consolidare una ventina di stabilimenti e di stipulare accordi con il sindacato per licenziare alcune migliaia di lavoratori. Di fatto un atto di forza molto rischioso, ma la produzione di nuovi modelli come la Dodge Aries e Plymouth Reliant, proposte ad un prezzo molto conveniente, con abitabilità per 6 passeggeri e basso consumo di carburante, si rivela una strategia vincente, tanto che nel 1981 Chrysler conquista il 20% del mercato delle compatte e nel 1983, ben 7 anni prima della scadenza, restituisce i crediti governativi ottenuti.

Si inventa il segmento D

L’anno successivo riesce a capire ancora una volta cosa vuole il mercato e prima con marchio Plymouth e poi Chrysler, introduce la Voyager, ha creato un nuovo segmento di veicolo, il minivan o monovolume; è un successo mondiale!

Lo shopping continua

Rimesse in attivo le casse Chrysler, nel 1987 acquista per 1,5 miliardi di dollari l’American Motors Corporation (AMC) che detiene l’iconico marchio Jeep che poi è diventato una miniera d’oro per FCA. Il momento delle acquisizioni continua e ad aprile dello stesso anno compra per 25 milioni di dollari la Lamborghini. Il primo modello della nuova proprietà è la Diablo disegnata da Marcello Gandini. Gli interni sono realizzati dal Chrysler Styling Center di Detroit, mentre la produzione della vettura avviene in Italia nello stabilimento Lamborghini. La vettura viene presentata da Lee Iacocca che ne esalta le caratteristiche, motore V12 da 5,7 per 492 cv e lo 0-100 km/h in soli 4 secondi. In quella occasione Iacocca presenta anche la Dodge Stealth, sorella della Mitsubishi 3000 GT, frutto della collaborazione tra Chrysler e la Casa giapponese.

 

Dopo tanti successi anche tanta amarezza

Nel 1998 Iacocca critica la vendita di Chrysler alla Daimler AG che poi, a causa di interventi aziendali errati, la porta l’anno successivo sull’orlo della bancarotta.

È la seconda volta nella sua storia che il gruppo statunitense è costretto a chiedere un Piano di salvataggio al Governo, che però non arriva. Lee Iacocca si dimostra amareggiato per la situazione e dichiara: Mi addolora vedere alle corde la mia vecchia società che ha significato tanto anche per l’America”.

Fortunatamente per Chrysler arriva FCA Group guidata da Sergio Marchionne che la compra e la risana, ma questa è un’altra storia.

[ Paolo Pauletta ]

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