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Museo Nicolis per la prima volta al Motor Show

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Con il «One-off» Fiat 1100 Sport Motto, una rarissima Zanussi Sport 1100 ed una preziosa Lancia Aurelia B20, sarà un debutto di tutto rispetto

Il Museo Nicolis di Verona, custode di una collezione di auto d’epoca ricca di pezzi molti dei quali veramente rari, partecipa per la prima volta al Motor Show di Bologna con tre vetture storiche di grande rilievo che sapranno attirare molta attenzione nel nuovo Padiglione – Passione Classica Racing –  dedicato alla tradizione motoristica.

La Fiat 1100 Sport del 1948 che, carrozzata da Rocco Motto di Torino in esemplare unico; partecipò alla Mille Miglia del 1948 con Achille Pedretti – Giuseppe Alessio (n° di gara 395).  

La Fiat S era una delle auto più appetibili per le competizioni, lo dimostrano le iscrizioni di questo modello alle gare e le numerose elaborazioni artigianali eseguite in un ampio arco di tempo (indicativamente da metà anni ’30 a metà anni ’50); le auto «donatrici» furono le piccole Fiat dell’epoca delle quali i vari elaboratori e costruttori artigianali utilizzarono quasi tutte le parte meccaniche, dai motori 750 e 1.100 cc – che ben si prestavano alle diverse manipolazioni inventate dal mago di turno (e molti di questi soggetti maghi lo erano per davvero!) – ai cambi, ai telai ed alle sospensioni. Il motore Fiat 1.100, in particolare, era relativamente semplice da modificare e preparare anche alcuni specialisti arrivarono a progettare pezzi speciali con cui sostituire i componenti originali.

L’auto che ci occupa (Fonte Museo De Nicolis) venne acquistata dal Ministero della Difesa italiano nel 1948 il cui telaio si ritiene sia stato modificato da Stanguellini mentre la corpo vettura fu opera della Carrozzeria Motto già autrice della Cisitalia spyder il cui stile è richiamato dalla «nostra» Fiat 1.100 Sport Motto.

La partecipazione alla classica bresciana non fu particolarmente fortunata in quanto l’auto dovette abbandonare ma, in un modo del tutto atipico, continuò a «correre» grazie al suo ultimo proprietario, un medico condotto, che la utilizzò per raggiungere il più velocemente possibile i suoi pazienti; chiudendo gli occhi si può immaginare una scena in bianco e nero tratta da uno dei tanti racconti, e film, di Peppone e Don Camillo poiché anche questo è il potere ed il fascino di queste automobili: la capacità di stimolare la memoria ed essere idealmente ricollocate proprio nel loro tempo; di questa meravigliosa barchetta si conserva ancora il libretto originale ed anche questo è un pezzetto di storia in più.

Per dovere di cronaca dobbiamo anche aggiungere che un’altra 1100 Sport carrozzata da Motto risulta iscritta come «Fiat DKW» alla successiva Mille Miglia del ‘49 con l’equipaggio Guelfi-Repello (n° di gara 640) sempre nella categoria Sport, ma nella Classe oltre 1.100 cc (fonte: «Mille Miglia, una corsa italiana» di Luigi Orsini – Ed. Abiemme, ottobre 1990); anche questa partecipazione venne connotata da un ritiro. Ora come ora non è dato sapere se l’esemplare del 1949 sia, pur rimaneggiato, il medesimo dell’anno prima e questo potrebbe essere un ulteriore punto di domanda.

Passiamo ora alla rarissima Zanussi 1100 sport del 1949, utilizzata dallo stesso costruttore, Fioravante Zanussi in alcune gare in salita fino a metà degli anni Cinquanta.

Fioravante Zanussi, pordenonese, iniziò negli anni Trenta ad elaborare vetture per se e per alcuni clienti, uno dei quali – Alberto Comirato – al volante di una Fiat 508 preparata da Zanussi, divenne nel 1939 Campione Italiano.

La vettura del Museo, che attualmente monta un motore di derivazione Fiat 1100 S, è probabilmente un esemplare unico, costruito alla fine degli anni Quaranta su telaio Fiat 508 C e poi utilizzata in corsa dallo stesso Zanussi in alcune gare in salita fino a metà degli anni Cinquanta.

La vettura nacque probabilmente con motore Alfa Romeo 6C 1750, privato però del compressore e di due dei suoi 6 cilindri poi sostituito da un motore 6 cilindri BMW 319 da 2.000 cc  per poi essere nuovamente modificata a metà degli anni Cinquanta nella meccanica – con il montaggio dl motore 1100 S – e nella carrozzeria, una prassi abbastanza comune a quei tempi.

L’auto è stata riscoperta e riconosciuta al Museo Nicolis dal figlio Ezio Zanussi, che oggi custodisce ricordi e dati tecnici relativi al lavoro dell’Officina di famiglia.

Concludiamo con la preziosa Lancia Aurelia GT 2500 B20 Pinifarina del 1957, ancora oggi una delle gran turismo italiane tra le più apprezzate e conosciute al mondo. Auto equilibratissima, tanto nell’estetica quanto nella meccanica, ha influenzato il design di molte altre vetture sportive del periodo ed ottenuto grandi affermazioni agonistiche, una per tutte lo splendido secondo posto assoluto (e 1° della classe sino a 2.000 cc) alla bagnatissima Mille Miglia del 1951, con Bracco-Maglioli, dietro alla ben più potente Ferrari di Villoresi-Cassani.

Presentata al Salone di Torino del 1951 l’Aurelia B20, una delle gran turismo italiane più apprezzate e conosciute al mondo; rifinita, silenziosa ma molto veloce, era mossa da un V6, discendente da quello della berlina B10 del 1950. Le purissime linee della carrozzeria, che hanno sicuramente influenzato il design di molte altre vetture sportive del periodo, erano firmate da Pinin Farina che aveva fatto suoi i concetti di qualità, eleganza e discrezione, propri della famiglia Lancia.

Ed infatti la B20 era una sportiva da guidare in doppio petto che ha avuto una vita agonistica lunga e ricca di successi, sia con le versioni «competizione» e «speciali» preparate dalla Casa, sia con vetture di serie che i proprietari guidavano in corsa come nella vita di tutti i giorni.

La vettura del Museo è caratterizzata dalla presa d’aria sul cofano (altrimenti liscio) che rivela il montaggio del kit di potenziamento Nardi, una elaborazione del motore e del cambio molto diffusa all’epoca fra i piloti privati.

Silvia Nicolis, Presidente dell’omonima collezione, nel commentare la partecipazione al Motor Show, ha sottolineato che “Il Museo Nicolis non si smentisce mai; per noi aderire ad iniziative nuove, volte a valorizzare il motorismo storico, significa anche esporre esemplari unici per condividere la storia dei motori, ma anche l’ingegno e la passione degli uomini che l’hanno realizzata”.

 

[ Giovanni Notaro ]

 

 

[ Schede tecniche ]

  FIAT MOTTO  ZANUSSI  LANCIA
Modello 1100 Sport 1100  

Aurelia GT B 20

Cilindri  4  4   6 a V
Cilindrata  1.100 cc  1.089 cc  2.451 cc
Velocità  150 km/h   n.d.  180 km/h
Lunghezza  3.900 cm     3.400 cm    4.250 cm
Larghezza  1.520 cm  1.450 cm   1.650 cm
Altezza  990 cm   920 cm   1.350 cm
Peso  n.n.  790 kg  1.100 kg
Esemplari prodotti  1  n.d.  3.861
Periodo di produzione  1951-1958
 Carrozzeria      
 Marca  Motto  Zanussi  Pininfarina
 Tipo  Sport Barchetta    Biposto corsa   Coupé 2+2

 

Il Museo Nicolis

È uno dei più importanti musei privati in Italia e Europa e custodisce ben 7 collezioni d’epoca: centinaia tra auto, moto e biciclette, macchine fotografiche e da scrivere, piccoli velivoli, accessori da viaggio e oggetti vintage, opere dell’artigianato e dell’ingegno umano. Un emozionante viaggio nel tempo in 6.000 mq, oltre 1 km di percorso espositivo.

Il Museo Nicolis rappresenta un unicum nel suo genere e viene indicato come emblematico della moderna cultura d’impresa. I Nicolis, infatti, sono da oltre 70 anni imprenditori nel recupero di materie prime e secondarie e l’azienda di famiglia, la Lamacart di Villafranca di Verona è leader nel recupero e lavorazione della carta da macero. Concetti quali «raccolta» e «riutilizzo», che hanno guidato la crescita d’impresa cartaria, sono gli stessi che hanno alimentato la passione per il collezionismo di Luciano Nicolis, consentendogli di vedere dei «gioielli» dove altri vedevano solo rottami e aiutandolo nella instancabile opera di ricerca che lo ha portato a scovare in tutto il mondo auto d’epoca, a recuperarle, restaurarle e riportarle all’antico splendore. Una passione che ha restituito alla storia dell’automobile, e non solo, un patrimonio altrimenti perduto.

Credits: Foto delle tre auto del Museo: Museo Nicolis

                  Foto kit Nardi: fonti varie

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