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Lancia Delta by Automobili Amos, 300.000 euro per ogni esemplare

 Non un’operazione nostalgia, ma un pezzo di storia proiettato in avanti…

Automobili Amos è un’azienda seria che non si prende sul serio”. Un comunicato stampa che inizia così non può lasciare indifferenti, esattamente come la splendida Deltona che Eugenio Amos, collezionista, costruttore e pilota di ottimo talento ha voluto elaborare in ogni sua componente attingendo largamente alla più sofisticata tecnologia attuale.

Un puzzle? Un’operazione irriverente praticata su un mito a quattro ruote ma ora a tre porte che potrebbe far inorridire i pasdaran dell’ortodossia automobilistica?

Può darsi, ma noi siamo ne rimasti colpiti, per non dire affascinati ed il perché lo spiega lo stesso Amos. “Oggi tutti vogliono i numeri. Quanto pesa? 1.250 kg. Bene. Quanti Cavalli ha? Circa 330. Fantastico. Quanto costa? Circa 300.000 euro. Cara. Ma come mai nessuno mi ha chiesto «perché Eugenio?». Nessuno mi ha chiesto spiegazioni. E io non capisco. Alla fine i numeri contano davvero poco in questo contesto. Perché qui si parla di euforia, di passione, di nostalgia e queste sensazioni non si misurano in numeri. E quindi, perché? Be’ quest’auto per me significa molto. È la mia visione romantica in un mondo troppo asettico, troppo veloce, che corre superficiale ed intangibile come il vento”.

“Quest’auto – continua Eugenio Amos – significa che mi sono stufato del mondo dell’automobile prima come cliente che come costruttore. A me manca un mondo, forse idealizzato, in cui c’erano l’uomo, i valori e la sostanza al centro del prodotto. Quindi la mia auto è pura, analogica, grezza ed essenziale. È servito tanto lavoro, da parte di persone estremamente talentuose, per eliminare tutto il superfluo e portare alla luce solo ciò che conta davvero per me. Ho scelto la Delta perché è l’auto che mi ha fatto innamorare delle auto. Avevo 7 anni. E mio papà aveva una splendida Giallo Ginestra. Io non so perché ma mi sentivo speciale. Quei ricordi sono fatti di odori, di tatto morbido d’Alcantara, di suoni confusi. Questo cerco in un auto. Questo offro. Offro ciò che mi piace. Anche se è fine a se stesso o apparentemente inutile”. 

Dalla Delta alla Deltona

È in questo «perché» la motivazione della passione più profonda, da cui scaturiscono operazioni di questo genere, destinate alla propria gratificazione personale come risultato, appagante, di una ricerca che ha voluto unire «Ieri, oggi e domani», tanto per parafrasare il titolo del famoso film diretto da de Sica nel 1963.

In questo caso siamo infatti di fronte ad un’opera «fusion» che ha «colato» in un cruogiolo a forma di Delta, le odierne sofisticazioni della tecnica e dell’elettronica mantenendo comunque inalterata l’anima più genuina dell’auto originale, quella Delta e quella Deltona che hanno nutrito a passione e adrenalina i ragazzi di ieri ed evidentemente continuano a far presa su molti ancora oggi.

Il giovane Amos (detto così sembra quasi il titolo di un romanzo ottocentesco), avuta l’idea ha coordinato il lavoro del suo team con il risultato che le immagini di Degler Studio mettono magnificamente in risalto.

Passando dall’astrazione e dalla filosofia del progetto ad un suo possibile sbocco commerciale va detto che il programma di produzione si limita a soli 20 esemplari dal costo indicativo di circa 300mila euro che non saranno contraddistinte da un numero progressivo bensì da un nome.

Per la specifica dei materiali impiegati (un elenco lunghissimo in cui coesistono felicemente materiali tradizionali come acciaio ed alluminio a carbonio, Alcantara e quant’altro), lasciamo il dettaglio al documento accompagnatori del comunicato, che ha razionalmente riferito i materiali ai singoli componenti e questi ad una specifica parte della vettura.

Esterni (Anteriore)

Esterni (Posteriore)

Sospensione Anteriore

Sospensione Posteriore

Elettronica Centralina

Installazione Motore

Trasmissione

Interni

[ Giovanni Notaro ]

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