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Il futuro con gli occhi degli astronauti

Missioni oltre ogni confine fisico ed emotivo per aiutare la Terra a crescere. A raccontarlo, l’équipe tricolore al gran completo a Rivolto

La festa per il 55° anniversario delle Frecce Tricolori all’aeroporto militare di Rivolto (UD), ha visto eccezionalmente uniti gli 8 astronauti italiani che hanno partecipato alle missioni spaziali.

Infatti l’Italia, come partner ESA nella costruzione dello Shuttle e della Stazione orbitante ISS, ha maturato il diritto, ormai dal 1992, di inviare i suoi uomini e donne nello Spazio.

Emblematica la partecipazione all’ultima recente missione del Cap. Samantha  Cristoforetti che, grazie alle sue capacità comunicative, attraverso i social network ha portato più vicino a tutti noi questa esperienza eccezionale.

Eccezionale è anche la presenza di cotanto ingegno, professionalità e disponibilità di questi astronauti, normalmente impegnati all’estero, soprattutto a Houston (Texas) dove danno il loro contributo alle future imprese spaziali e casualmente in Italia perché fortemente voluti tutti insieme dal Gen. Pasquale Preziosa.

I loro studi e la loro esperienza sono utili alla vita di tutti i giorni più di quanto si possa immaginare.

Nelle particolari condizioni di assenza di gravità, testano materiali, apparecchiature scientifiche e medicali, effettuano esperimenti biomedici, nonché studi di astronomia e meteorologia, i cui risultati trovano applicazioni nella vita quotidiana.

Ma nella quotidianità, quale valore aggiunto offre alla propria umanità l’esperienza spaziale?

Risponde l’ing. Umberto Guidoni con la motivazione che, essendo la sua avventura spaziale relativamente più remota, riesce a viverla con un certo distacco «filosofico».

Innanzitutto la visione dei colori nero, bianco e azzurro: è la Terra vista da una prospettiva diversa, nella sua immensa, ma nello stesso tempo fragile, bellezza.

L’atmosfera e il cielo da noi percepiti di colore azzurro, dallo spazio vengono visti così come sono: uno sfumato strato gassoso che circonda e protegge il nostro «pianeta azzurro».

Questa immagine ci ricorda la necessità di mettere in atto tutte le misure possibili per preservare questo delicato e meraviglioso equilibrio vitale, con il compito di insegnarne il valore alle nuove generazioni.

I futuristici viaggi del cosiddetto «turismo spaziale», potrebbero contribuire a sensibilizzare l’umanità. Estendendo l’esperienza interplanetaria, si renderebbero più vicini i problemi legati alla mancanza di uno sviluppo industriale ecosostenibile e ai comportamenti irresponsabili verso l’ambiente, farebbero riflettere sui loro effetti non più – così lontani -, ma disastrosamente prossimi e reali.

Per il Col. Maurizio Cheli, essere astronauta ha comportato il dover impegnarsi sempre in ogni occasione, la consapevolezza di essere parte di un progetto, la cui riuscita e il successo di tutti, dipendono dalla partecipazione responsabile di ciascuno.

Ma come si diventa astronauti?

È la legittima domanda di un bambino. Il Ten. Col. Walter Villadei risponde che innanzitutto bisogna amare il volo e studiare tanto, allenarsi fisicamente e impegnarsi per raggiungere livelli di eccellenza.

In conclusione: astronauti = gente con la «testa fra le nuvole»?

Non si direbbe, anche se nei loro sguardi si intravedono orizzonti infiniti, la consapevolezza di aver visto cose che noi «umani» non vedremo mai, le parole principali dei loro discorsi sono: studio, impegno, responsabilità, collaborazione, condivisione e consapevolezza.

Parole di persone concrete e con i piedi ben piantati in terra!

[ Maria Rosaria Pizzo ]

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