La Commissione Europea prima impone il Green Deal con pesanti sanzioni per chi non rispetta le «regole», poi decide di togliere le sanzioni e adesso (forse) anche di demonizzare meno i motori termici

Anche su questo argomento, tanto dibattuto negli ultimi anni, la Commissione Europea dimostra di avere le idee confuse e non sanno come rimangiarsi quello che avevano deliberato nel 2019 con il Regolamento UE 2019/631
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R0631
e che con tanta enfasi e determinazione la presidente Ursula von der Leyen aveva imposto ai costruttori europei, con lo STOP ai motori termici per il 2035 e con la minaccia di pesanti multe per quelli che non avrebbero rispettato il limite di 93,6 g/km di CO2 per il 2025. Ovvero: 95 euro per ogni grammo (1g/km) eccedente quella soglia, moltiplicato per il numero delle vetture prodotte, in pratica: multe miliardarie e conseguente tracollo economico delle Case costruttrici.
PS. La progressione nella riduzione delle emissioni CO2 dovrebbe (doveva) seguire i seguenti valori: nel 2024 il limite era di 116 g/km, nel 2025 a 93,6 g(km, per poi scendere a 49,5 g/km tra il 2030 e 2034 e infine a 0 g/km nel 2035, cioè SOLO auto elettriche (un’utopia).
Il primo passo indietro del Parlamento Europeo lo fa a maggio di quest’anno quando approvano un emendamento che modifica quanto prescritto dal Regolamento UE 2019/631 che prevedeva le pesanti sanzioni, ovvero NIENTE più multe per il 2025. Ma non è un ripensamento, è solo un cambiamento nella modalità di calcolo delle emissioni, non più solo per il 2025, ma la media nel triennio ‘25, ‘26 e ‘27, in pratica solo un rinvio, una boccata di ossigeno per chi (i costruttori) viene tenuto con la testa sott’acqua. Una volta si diceva che «il tempo è galantuomo», ma sarà così anche stavolta? Qualcuno cambierà idea entro il 2027?
La strada offroad del Green Deal

Ora, pur mantenendo l’idea fondamentale che fissa per il 2035 il limite di emissioni Zero per i veicoli, la strada del Green Deal diventa sempre più accidentata e tra modifiche e rinvii crea solo confusione, soprattutto tra i produttori che non sanno su quale «cavallo» puntare, ovvero dove investire le loro risorse: sui motori elettrici o sulle varie declinazioni degli ibridi, senza archiviare però quelli termici che, almeno per coloro che vedono lungo, potrebbero ritornare, o meglio restare, seppure ridimensionati e riconfigurati.
A tal proposito, Porsche ha sviluppato un «progetto pilota» in Cile e già oggi produce nello stabilimento di Punta Arenas, un carburante sintetico rigenerativo (e-Fuel) a Zero emissioni che può essere utilizzato sia sui motori ibridi che su quelli termici.

1. Turbina eolica di Siemens Gamesa con una potenza di 3,4 MW e un’altezza totale di 150 metri. 2. Impianto di trasformazione del metanolo in benzina. 3. Stoccaggio di acqua e stoccaggio di H2 e CO₂. 4. Cella elettrolitica. [ Impianto pilota in Cile ]
Fino al 2035 ci vuole ancora un po’ di tempo, ma la tecnologia avanza molto veloce. Se per la città il motore elettrico può essere una soluzione, per le lunghe distanze e per i luoghi più remoti, il motore termico non avrà mai una alternativa.
Un’altra modifica al Green Deal

Per intanto, in questi giorni, esattamente il 16 dicembre, la Commissione Europea dovrebbe approvare un’ulteriore modifica al Green Deal, un sorta di ripensamento (e quanti altri ce ne saranno prima del 2035) non solo per accontentare i produttori e i politici, ma anche o soprattutto perché si sono accorti (almeno quelli che seguono l’evoluzione tecnologica) che non è il motore termico che deve essere abbandonato, ma i carburanti che li alimentano, i quali si evolvono e che sono e saranno sempre più efficienti nel rispetto dell’ambiente, con emissioni sempre più vicine allo Zero.
Alcuni giorni fa il Commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas (foto in alto) aveva detto che questa nuova delibera è ancora «work in progress», però dalle prime anticipazioni sembrerebbe che quel perentorio e drammatico obiettivo di Zero emissioni per il 2035 sarà sostanzialmente modificato e non ci sarà più il temuto STOP alla vendita di motori endotermici e il conseguente STOP alle emissioni del 100 %, ma una riduzione al 90 %. Ciò significa che le Case automobilistiche dovranno impegnare le loro risorse sulla Ricerca e Sviluppo di propulsori e di combustibili che rientrino in quei parametri di emissioni.
[ Paolo Pauletta ]
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