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Le protagoniste della Dakar: MINI All4 Racing

La Countryman per il deserto e, oggi in versione “addomesticata”, per città e campagna…

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Presentiamo il primo di una serie di articoli che, a ritroso nel tempo, racconteranno alcune delle auto più significative della Parigi-Dakar a partire appunto dalla Mini All4 Racing di Peterhansel, fresca vincitrice dell’edizione 2013.

Dalle vittorie al Rally di Montecarlo degli anni ‘60 di tempo ne è passato, ma la Mini non ha di certo perso il suo fascino e soprattutto la sua abitudine di vincere. La Mini “ammazza rally” di allora si è trasformata nell’attuale Countryman All4, un’auto solo concettualmente ed esteticamente legata all’omonimo modello di serie, però pesantemente modificata per gareggiare nel rally più duro e famoso del mondo. Il suo debutto (al Rally Dakar 2011) è stato subito positivo e ha messo in luce le qualità della vettura preparata in appena 90 giorni di lavoro dal team Mini Design e Magna Steyr con la collaborazione della squadra motoristica tedesca X-raid, del patron Sven Quandt.

Nell’edizione del 2012 il successo di Stéphane Peterhansel e Jean-Paul Cottret fu un po’ una sorpresa confermata però quest’anno dal medesimo duo francese con un tempo complessivo di 38 h 32 m e 39 s rifilando oltre 42 minuti di distacco al loro più diretto inseguitore Giniel De Villiers. Anche se quest’ultimo, a onor del vero, pilotava una Toyota Hilux più vicina alla serie di quanto non fosse l’autrice di questo doppio successo.

L’auto

La All4 Racing è stata appositamente realizzata dal team tedesco X-Raid per rispettare le rigide norme FIA di Gruppo T1.2 (veicoli fuoristrada prototipi a trazione integrale e motore diesel) per gareggiare nel campionato del mondo di Cross Country Rally. Nonostante le forme ricordino, per ovvie ragioni di marketing, la versione stradale della Mini Countryman si tratta di un mezzo a sé, lontanissimo per concezione, materiali e preparazione dalla produzione di serie. La presentazione ufficiale dell’auto avvenne nel dicembre 2010 a Trebur, località a pochi chilometri da Francoforte e i primi test si svolsero a Dijon, nel sud della Francia, proprio in vista della 33a edizione del Rally Dakar.

L’auto, che sostituì la BMW X3CC, anch’essa realizzata specificatamente per i raid, già allora aveva caratteristiche e prestazioni notevoli, poi ulteriormente affinate ed incrementate. Le dimensioni sono cambiate parecchio rispetto alla Countryman che conosciamo tutti: la lunghezza è di 4.333 mm, l’altezza di 1.998 mm, la larghezza di 1.966 mm mentre passo e carreggiata sono rispettivamente 2.906 e 1.736 mm. Al posto della monoscocca del modello di serie la “versione raid” è basata su un robusto e rigido telaio a traliccio tubolare in acciaio (che incorpora il roll-bar integrale in tubi di acciaio da 50 mm) studiato e realizzato da Heggemann Autosport GmbH per offrire le massime prestazioni in tema di tenuta di strada, resistenza e protezione per l’equipaggio. La cellula di sicurezza è l’unico componente che non può essere smontato mentre tutte le altre parti della vettura formano sottogruppi che possono essere rimossi singolarmente per una più veloce ed efficace manutenzione o sostituzione in caso di danneggiamento.

La carrozzeria è realizzata prevalentemente in fibra di carbonio ed è circa il 5% più larga rispetto alla versione di serie. La fluidodinamica interna è stata molto curata con lo sfogo dei flussi che avviene attraverso le tre aperture situate nella parte posteriore del tetto; molto curata anche la conformazione del sotto scocca a “pancia piatta” irrobustito da piastre in duralluminio a protezione gli organi meccanici durante la marcia sui terreni più duri.

Il propulsore

Anche il motore, grazie alla concessione del regolamento FIA T1.2, è ben distante dalle caratteristiche del motore di serie: si tratta, infatti, di un Bi-Turbo Diesel (sigla N57RS12) appositamente progettato per questo tipo di competizioni dalla BMW Motoren GmbH e si è rivelato uno dei punti di forza di questa specialissima Mini. Derivato da un motore di serie prodotto in ambito Gruppo, è un 6 cilindri in linea da 2.993 cc che sviluppa, nonostante la regolamentare presenza della flangia da 38 mm all’alimentazione, una potenza di 315 cavalli a 3.250 rpm ed una coppia di circa 700 Nm a 2.100 giri. Questa unità motrice, dotata di carter secco da una parte per limitare l’altezza da terra ed abbassare il baricentro e dall’altra per assicurare la lubrificazione anche durante la marcia su forti pendenze longitudinali e laterali, può permettere comunque alla Mini di sfiorare i 180 km/h. Il raffreddamento è assicurato dai radiatori acqua ed olio allocati all’avantreno, mentre lo scambiatore dell’intercooler è situato alle spalle dell’abitacolo e viene raffreddato da prese d’aria dedicate poste sul tetto e sulle fiancate.

Trasmissione e assetto

La Sadev – azienda leader nel settore della progettazione e commercializzazione di sistemi di trasmissione – ha fornito il cambio sequenziale a sei rapporti più retromarcia con frizione AP Racing, che in marcia si può non utilizzare a tutto vantaggio della concentrazione nella guida. La trasmissione è provvista anche di un differenziale centrale della X-Trac, che limita gli slittamenti delle ruote sui terreni a bassa aderenza ridistribuendo in misura variabile la potenza sui quattro assi. Altro elemento di importanza capitale per la sicurezza ed il costante rendimento globale dell’auto su qualsiasi tipo di fondo, è l’assetto forte di due molle e due ammortizzatori ad alta escursione su ciascuna ruota; questi ammortizzatori, in funzione delle caratteristiche delle singole prove da affrontare, possono essere regolati su quattro diversi livelli di rigidità tramite una valvola di circolazione dell’olio collegata ad un serbatoio esterno. Questa particolarità permette un costante controllo della temperatura e quindi maggiore durata dell’olio stesso. Per le gomme la MINI si è affidata ai Michelin All-Terrain 245/80 R16 dall’eccellente grip sia su sterrato che su sabbia; alla robustezza del battistrada si somma quella della carcassa, protetta da un massiccio bordo di protezione che, posto sulla spalla del pneumatico, lo mette in grado di lavorare molto bene su rocce e pietrisco mettendolo contemporaneamente al riparo da spiacevoli abrasioni e forature.  Un sistema di controllo della pressione degli pneumatici avvisa il pilota, tramite una spia di allarme posta sul cruscotto, di ogni minimo cambiamento di pressione. Pari dimensioni (320 mm) per i dischi freno sia anteriori (raffreddati ad aria) che posteriori (raffreddati anche a liquido).

Gli interni

L’abitacolo, molto spazioso dato il genere di vettura, presenta tutto il necessario per affrontare una gara lunga e difficile come la Dakar: la collocazione della strumentazione, ospitata dal cruscotto in fibra di carbonio, permette di tenere sotto controllo i parametri vitali della vettura come acqua, olio, spia di cambiata, giri motore e comandi elettronici.

La parte destinata al navigatore è equipaggiata con due trip master e un GPS necessari ad ottenere in tempo reale le informazioni utili alla navigazione: tutte le indicazioni sono chiare e ridotte al minimo, i pulsanti hanno facile azionamento ed i pannelli di servizio possono essere sostituiti in breve tempo in caso di malfunzionamento.

Nel bagagliaio sono infine presenti un serbatoio d’acqua dolce, un impianto di estinzione, tre ruote di scorta ed il kit per il montaggio/smontaggio, integrato da pale e piastre da sabbia.

La nuova MINI Dakar

Questo secondo successo alla Dakar viene celebrato con il lancio in serie limitata della “MINI John Cooper Works Countryman ALL4 Dakar Winner 2013” dotata del già noto (e brillante) turbo quattro cilindri da 160 kW/218 cv. Questa edizione speciale si basa sulla MINI John Cooper Works Countryman, che ricordiamo essere il primo modello del marchio ad aver riunito la tecnologia derivata dalle competizioni con la trazione integrale collaudata nei rally a tutto vantaggio della sicurezza ed agilità di guida tanto in curva quando su fondi inconsistenti.

 

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L’auto riprende, esteticamente e graficamente, il vittorioso esemplare di Peterhansel e Cottret, con colore di fondo nero opaco sul quale risaltano gli stessi elementi in verde brillante come le Sport Stripes, che sul cofano motore riproducono il logo del vincitore del rally Dakar arricchito dalla firma del pilota. Le fiancate sono caratterizzate da altre bande laterali verdi, con la scritta “MINI ALL4 Racing”, mentre entrambe le portiere ospitano il numero 302 con i nomi dell’equipaggio vincente. L’emblema del vincitore della Dakar è, infine, presente anche sul retro della vettura e va ad arricchire il logo John Cooper Works, da sempre distintivo delle versioni “Cooper” più performanti. Completano il look esterno le luci aggiuntive, le cornici degli indicatori di direzione laterali realizzate appositamente per questo modello ed i cerchi in lega da 19 pollici nel design Cross-Spoke Crusher.

Ugualmente caratterizzato è l’interno dell’abitacolo che, rispetto a quello di serie, si presenta con cuciture a contrasto per il soffietto della leva del cambio ed i tappetini, con i poggiatesta arricchiti con il ricamo del logo del vincitore e con strisce di colore verde per le modanature interne nere sulla console centrale. Al di sopra del cassetto portaguanti si nota il simbolo di questa edizione speciale con il numero progressivo dello specifico esemplare applicato sulla modanatura interna. Completano questa sportiva ma “really british” ambientazione, un volante e sedili sportivi John Cooper Works nella versione pelle Gravity Black.

In onore di Stéphane Peterhansel, all’undicesima vittoria nella Dakar della sua carriera (seconda con la MINI ALL4 Racing), questa vettura celebrativa sarà prodotta in soli undici esemplari che saranno commercializzati esclusivamente in Francia, suo paese d’origine.

Lorenzo Gentile

 

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