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Navigatori e prevenzione degli incidenti

Un ausilio sonoro che indichi al conducente la presenza dei segnali di “dare precedenza” potrebbe rappresentare un valido supporto nell’ambito della sicurezza stradale

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Si potrebbero rendere i navigatori satellitari più “intelligenti”? Ovvero fare in modo che abbiamo le stesse funzioni di un reale co-pilota?

Le caratteristiche principali dei sistemi oggi diffusi, sono riconducibili a pochi punti fondamentali:

a) segnalazione di “semaforo rosso” o “verde”, inviate al veicolo attraverso trasmettitori ad infrarossi;

b) avvertimento per “segnale di stop”;

c) avviso di veicolo “in stazionamento”, la notifica viene inviata al conducente qualora venga rilevata la presenza di veicoli fermi oppure a velocità molto ridotte;

d) avviso di “presenza di veicolo nei pressi di un incrocio”: tramite sensori DSSS vengono raccolti dati sul traffico ed inviati agli automobilisti con diritto di precedenza attraverso il trasmettitore a infrarossi.

Ma sarebbe importante introdurre una funzione molto semplice volta a segnalare al conducente il rispetto dei segnali di precedenza. Senza andarsi a sostituire alla capacità percettiva di chi guida ma soltanto in funzione di ausilio alla guida nel pieno rispetto del Codice della Strada.

Se attualmente occorre attendere una notifica inviata all’automobilista nel caso in cui venga rilevata la presenza di veicoli nei pressi di un incrocio, il messaggio sonoro, con buona pace di quanti, specie oltre Atlantico, vorrebbero introdurre altre modalità di avviso, potrebbe indurre nell’utente una maggiore consapevolezza dei rischi e indurre conseguentemente ad una maggiore attenzione. Perché avvisando circa la presenza di un segnale di precedenza si copre anche quell’ampio spettro di veicoli (a due ruote) che non sono rilevati/rilevabili.

La rotatoria: casi diversi e regole di immissione

In Italia, specie nelle grandi città, vi sono ancora sistemi diversi per quanto attiene la circolazione in rotatoria. L’immissione in rotatoria è generalmente regolata dal segnale di “dare precedenza” di cui all’art. 106 del Regolamento (DPR n. 495/1992). La realizzazione delle intersezioni a rotatoria è contemplata dal par. 4.5 delle “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali”, approvate con Decreto 19 aprile 2006 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (G.U. n. 170 del 24.07.2006).

Trattandosi di intersezioni a raso, una rotatoria può essere presente soltanto sulle categorie stradali elencate nelle “Norme” precedentemente richiamate, alla figura n. 3, par. 3. Una rotatoria è pertanto ammessa solo tra strade ad unica carreggiata, ovvero:

extraurbane secondarie, strade locali extraurbane e urbane e strade urbane di quartiere. Una circolazione in rotatoria è tassativamente esclusa per strade a due carreggiate, e cioè autostrade, strade extraurbane principali e strade urbane di scorrimento. La circolazione sull’anello deve essere organizzata sempre su una sola corsia (e deve conseguentemente svolgersi in accodamento), come indicato nella tabella n. 9, par. 4.5.2. La larghezza dell’unica corsia, appositamente prevista per consentire l’inserimento di autotreni composti da motrice e rimorchio, non giustifica la circolazione in affiancamento, né è prevista dalle “Norme” citate la presenza di più di una corsia.

Ma nelle città di grandi dimensioni, come Milano ad esempio, vi sono molteplici casi di rotatorie con più corsie in adduzione. Rotatorie regolate da impianti semaforici. Sono queste spesso rotatorie convenzionali (tra 40 e 50 m) o compatte (tra 25 e 40 m) che rientrano nella casistica definita come “circolazione rotatoria”, ma non rientrano nelle tipologie di “intersezioni a rotatoria” descritte dal par. 4.5.1 delle suddette “Norme”, e pertanto le immissioni sono organizzate con appositi dispositivi (impianti semaforici).

Per tutte le rotatorie tradizionali, i navigatori potrebbero avvertire circa la necessità di dare precedenza.

 

Andrea Cammarata, Paola Villani

Politecnico di Milano

 

 

 

 

 

 

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