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Immigrati al volante: la scelta dell’ACI

Se tutti gli stranieri frequentassero un corso di guida sicura, vi sarebbero assai meno incidenti. Con un risparmio in costi sociali di 1 miliardo e mezzo di euro

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Che l’Italia sia diventata, e da tempo, un Paese sempre più multiculturale e multirazziale, è ormai pacifico. Ma che gli immigrati al volante arrivino a causare anche novanta incidenti al giorno, con 141 feriti al giorno (e una stima di oltre 630 vittime) negli ultimi quindici mesi, è un dato su cui non occorre solo riflettere, ma intervenire.
Per affermare che in molte nazioni di provenienza le abitudini nella guida, e i comportamenti, siano assai meno virtuosi di quelli europei, non servono le statistiche: basta navigare su Youtube, dove sono disponibili i tantissimi video realizzati “in proprio” dagli stessi automobilisti, grazie alle ormai onnipresenti “dashcam”, le telecamere sul cruscotto installate, spesso, per tutelarsi preventivamente in caso di incidente stradale.

+34% in 15 mesi

Gli stranieri, a quanto pare, non risentono della crisi dell’auto: sono ormai più di 3 milioni i veicoli intestati ad immigrati nel nostro Paese, con un incremento del 34% negli ultimi 15 mesi. Più auto in circolazione e, naturalmente, più incidenti: con un costo sociale che supera i 4,2 miliardi di euro annui, pari al 14% del totale (oltre 30 miliardi di euro). Gli immigrati che registrano più incidenti sono i rumeni (4.753 sinistri), seguiti da albanesi (3.504), marocchini (3.142), cinesi (1.215), moldavi (735), tunisini (700), peruviani (678), egiziani (675), serbi (607) ed ecuadoregni (586).

L’impegno dell’ACI

Numeri preoccupanti, che hanno spinto l’ACI ad estendere agli stranieri il proprio impegno per l’educazione alla sicurezza stradale, offrendo 3.000 corsi di guida sicura (1.000 all’anno per tre anni) nel Centro ACI-SARA di Vallelunga, alle porte di Roma, ad altrettanti immigrati, consentendo loro di potersi fregiare del titolo onorifico di “Ambasciatore di Sicurezza Stradale”. L’iniziativa dell’ACI ha preso il via lo scorso settembre e, in sei mesi, ha interessato già oltre 1.500 persone, oltrepassando così il livello iniziale previsto.
Frequentare un corso di “guida sicura” riduce di un terzo la probabilità di incidente: i dati rilevati in Austria, dove è stato introdotto tale obbligo entro tre anni dal conseguimento della patente, hanno infatti riscontrato una riduzione del 33% dell’incidentalità. Tradotto in termini finanziari, il costo sociale degli incidenti stradali si riduce di 1,4 milioni di euro. Come a dire che, se questa iniziativa dell’ACI fosse estesa a tutti gli stranieri che guidano in Italia, il risparmio sarebbe di 1,5 miliardi di euro.

Basta poco

“Queste cifre dimostrano i risultati conseguibili con tre semplici interventi normativi – ha dichiarato il Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani – che possono attuarsi subito e senza costi per lo Stato: istituire l’obbligo di un corso di guida sicura per gli stranieri che convertono la patente in Italia; prevedere un corso di guida sicura per tutti i neopatentati; riconoscere la guida sicura tra le attività finanziate con il 50% dei proventi delle multe che la legge assegna alla sicurezza stradale, in modo da consentire agli automobilisti di beneficiare in prima persona dei soldi versati con le sanzioni. Tre mosse che generano vantaggi per tutti, senza costi per le casse pubbliche”.
“I benefici della nostra azione sono evidenti anche fuori dalle strade – afferma il segretario generale dell’ACI, Ascanio Rozera – con una potente accelerazione del processo di integrazione sociale degli stranieri nel Paese. Forte dei risultati conseguiti nel 2012 grazie anche alla collaborazione delle ambasciate, delle comunità internazionali e della Polizia Stradale, e al sostegno economico di Sara Assicurazioni, ACI sta pianificando le prossime tappe per il biennio 2013-2014. L’iniziativa è patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero degli Affari Esteri, dal Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, e dal Ministro per gli Affari regionali, il turismo e lo sport”.

Gli immigrati approvano

Al di là del gradimento dei diretti interessati (il 98% degli immigrati coinvolti dall’iniziativa la ha ritenuta “ottima”), è interessante notare il livello di consapevolezza del ruolo degli “Ambasciatori della Sicurezza Stradale” nella diffusione dei valori di responsabilità alla guida, prudenza e rispetto delle regole all’interno della comunità di appartenenza. Gli istruttori del Centro di guida sicura ACI-SARA di Vallelunga hanno riscontrato un netto miglioramento delle capacità degli allievi stranieri, con una crescita della consapevolezza dei rischi sulla strada e la correzione delle cattive abitudini al volante. I temi che hanno suscitato più interesse sono stati la giusta velocità in curva, oltre al corretto utilizzo dei freni e del sistema ABS.

Alessandro Ferri

 

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