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Fabio Barone verso il Cristo Redentore di Maratea

Prima di iniziare la nuova avventura che lo porterà da Roma a Capo Nord sfidando il… cronometro, il pilota dei record Fabio Barone sgranchisce… le ruote della sua rossa Ferrari F8 negli impegnativi tornanti di Maratea

Ha scelto la via che porta al Cristo Redentore, 3 km di tornanti e curve estremi posti ad oltre 700 metri di altezza, per scatenare i cavalli della nuovissima Ferrari F8 Tributo allestita per l’occasione dal preparatore italiano Antonio Capristo – il tre volte world guinness recordman Fabio Barone. Si tratta di un percorso mozzafiato, conosciuto in tutto il mondo per i suoi tornanti e la sua estrema difficoltà.  Il cronometro, unico suo avversario nell’occasione, si è bloccato a  1’29”612.

La strada di Maratea ha rappresentato per il «Barone Rosso» una sorta di «palestra» prima di dare il via ad un’altra sfida senza precedenti: il 16 luglio da Via dei Fori Imperiali a Roma fino a Capo Nord in meno di 49 ore, senza mai oltrepassare i limiti di velocità, nel tentativo di battere il gigante americano Google Maps.

Da oltre 20 anni Fabio Barone è Presidente di «Passione Rossa», il più importante Club di clienti Ferrari del mondo. Con oltre 700 eventi al suo attivo, nel corso degli anni la sua passione per la Rossa di Maranello ha portato il pilota a conquistare tre Speed World Record sulle strade più pericolose del pianeta.

L’intero evento sarà trasmesso in diretta dalle telecamere on board della Rossa di Maranello per il primo vero reality show su ruote della storia.

Il Cristo Redentore di Maratea

Costruita nel 1965 per volontà del conte Stefano Rivetti di Val Cervo come simbolo di riscatto di quelle terre, ancora oggi accoglie il pellegrino con le braccia aperte in segno di misericordia e con i piedi sulla nuda terra. Immediatamente il pensiero corre a un’altra scultura colossale: il Cristo sulla cima del Corcovado a Rio de Janeiro. E il collegamento non è sbagliato. Il Conte Stefano Rivetti di Val Cervo si ispirò proprio alla celebre statua ammirata in terra brasiliana e alla fine degli anni Cinquanta volle realizzare qualcosa di simile in questo angolo di Basilicata su cui aveva scommesso e investito con la fondazione di una nuova fabbrica laniera per il suo marchio di tessuti.

[ Andrea Colomba ]

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