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Toyota e Cooper binomio vincente alla Dakar 2013

Seconda vittoria consecutiva in categoria “T2” dei piloti Xavier Foj e Ignacio Santamarìa, sul fuoristrada giapponese Land Cruiser 150 gommato Cooper. La sfida, nel Rally Raid più duro del mondo!

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L’auto scelta dal team Toyota Spagna per la partecipazione alla Dakar è stato il robusto e affidabile Land Cruiser 150, un fuoristrada che già in configurazione “stock”, si dimostra un agile tuttofare sui terreni più difficili, specialmente nella più agile versione a tre porte. L’elaborazione del mezzo è stata curata nel rispetto dei parametri della categoria “T2”, ovvero quella che, secondo molti, rispecchia lo spirito originario della corsa in quanto riservata alle auto di serie, che richiedono maggiori interventi legati alla sicurezza dei piloti e limitati per quanto riguarda la meccanica.

Nonostante tali limitazioni, i numeri sono comunque notevoli: l’aggiunta di una centralina elettronica TTE ha consentito di elevare la potenza a 220 cavalli e la coppia massima a 590 Nm con notevoli benefici in termini di spunto, utile soprattutto nelle ri-accelerazioni e per il superamento delle dune più ripide. Il motore respira attraverso uno snorkel della Safari, accessorio indispensabile in presenza di sabbia e polvere, in grado di convogliare aria più pulita al gruppo filtrante.

Lo schema delle sospensioni privilegia la semplicità: è stato rimosso l’impianto originale ed il rialzo è stato ottenuto mediante un ammortizzatore Donnerre per ruota e molle rialzate e rinforzate da carico per compensare l’aumento di peso dell’attrezzatura di bordo. L’impianto frenante di serie è stato adeguatamente rivisto sostituendo i dischi di serie con altri ventilati da 338 mm anteriormente e 312 posteriormente. Anche il serbatoio è stato sostituito con altro maggiorato e ovviamente di sicurezza (secondo la norma FIA FT3) da 300 litri.

Il sottoscocca della vettura è stato rinforzato per resistere ai colpi più duri inserendo piastre in duralluminio a protezione di motore, cambio, serbatoio, differenziale posteriore e attacchi dei puntoni. Anche l’interno della vettura è stato adattato all’utilizzo per il “raid” in modo maniacale: il lunotto e i due vetri laterali sono stati oscurati per limitare l’ingresso dei raggi solari e prevenire quindi l’eccessivo riscaldamento dell’abitacolo (comunque climatizzato).

I sedili anatomici e le cinture di sicurezza a quattro punti trattengono l’equipaggio durante salti, avvallamenti, coricamenti laterali e pendenze; completano la voce “sicurezza” un sistema totalmente automatico di estinzione e due serbatoi di acqua potabile più altro di riserva di sicurezza obbligatoria da 10 litri.

L’equipaggiamento comprende anche due trip master Terratrip 202 Plus (indispensabili per la navigazione), un GPS Sentinel, una pala, 4 piastre da sabbia, un compressore con 2 tubi di gonfiaggio (uno per ogni lato dell’auto) e tre ruote di scorta saldamente ancorate nel bagagliaio.

In sostanza, il tipo di elaborazione ha privilegiato la massima autonomia in gara e proprio a questo scopo l’equipaggiamento comprendeva oltre 60 kg di pezzi di ricambio che, contro una minima incidenza sulle prestazioni complessive, hanno reso i piloti totalmente indipendenti dai mezzi di assistenza, una scelta ed una tattica che si sono rivelate vincenti anche grazie all’affidabilità del mezzo che non ha riscontrato problemi durante tutto l’arco della competizione, dimostrando una robustezza davvero fuori dal comune.

Un team determinato

Con la sua partecipazione a 22 edizioni della Parigi Dakar, Xavier Foj è il pilota iberico più fedele a questo difficile Rally Raid. Dal 2006 fa parte del team della Toyota of Spain ed è “navigato” da Ignacio Santamarìa. Da allora, partecipando a tutte le edizioni nella categoria “T2”, lo sviluppo della Land Cruiser non si è mai fermato, arrivando alla vittoria assoluta nel 2012 e bissando il successo nel 2013. Quella di quest’anno è stata un’edizione che ha ulteriormente confermato la classe e la superiorità del pilota catalano. Dopo oltre 8.000 km di gara, in tutte le condizioni possibili, Foj e Santamarìa hanno concluso primi di categoria e ventisettesimi in classifica generale. Una grande soddisfazione per Foj che a fine gara ha dichiarato: “Abbiamo lottato duro e ce l’abbiamo fatta. I nostri rivali non ci hanno reso la vita facile però abbiamo lavorato bene. Abbiamo mantenuto un passo costante, tentando di mantenere la leadership nella nostra categoria in praticamente tutte le tappe e alla fine abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Siamo soddisfatti perché ripetersi con meno risorse rispetto allo scorso anno è più difficile che vincere per la prima volta”. Ma è anche da ammirare lo spirito sportivo di questo grande pilota, che ha elogiato il suo rivale più diretto: “Gibon ha fatto un percorso straordinario, è stato un grandissimo rivale e voglio fargli i miei complimenti e riconoscere il mio apprezzamento per aver avuto un ruolo tanto importante in questa Dakar”.

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“Scarpe” eccellenti

Sette le ruote in dotazione alla Toyota di Foj (quattro montate e tre di scorta). Il complesso cerchi-pneumatici è stato in effetti uno dei punti di forza del Toyota di Foj: i bellissimi cerchi Braid bianco racing “calzavano” i Cooper Discoverer S/T Maxx (distribuiti in Italia, come tutte le coperture Cooper, da Overgomwww.overgom.com)  pneumatici dal profilo “Mud” (80% fuoristrada-20% strada) ma con un disegno meno aggressivo e tre tele di protezione. Grazie allo speciale disegno del battistrada, questi pneumatici si sono fatti valere in tutte le situazioni, dalla sabbia alla roccia fino allo sterrato, offrendo superiori performance di grip e resistenza a tagli e abrasioni anche con utilizzo a basse pressioni.

Le carcasse a tre strati rinforzate in duralluminio erano rivestite da una speciale mescola che incorporava un composto specificamente sviluppato per prevenire tagli e lacerazioni nel battistrada. La tecnologia Armor-Tek, con rinforzi nei fianchi e nel battistrada, ha contribuito a migliorare la durata del pneumatico, mentre la costruzione angolata degli strati ha facilitato l’assorbimento e la distribuzione delle forze derivanti da eventuali urti. La miscela di composti (gomma naturale e silice), a parte la maggiore aderenza su asciutto e bagnato, ha offerto anche un’eccellente protezione contro tagli e lacerazioni in fuoristrada.

La Dakar 2013

Anche se manca il fascino del deserto africano, la Dakar continua sempre ad emozionare e questa 35° edizione ne è stata ancora una volta la prova. Si è corso in Sudamerica tra Perù, Argentina e Cile seguendo un percorso ricco di paesaggi insidiosi e zone inospitali come il deserto dell’Acatama. 8.423 km divisi in 14 temutissime tappe che non hanno lasciato un attimo di respiro ai concorrenti. Gara dominata da Stephane Peteransel a bordo della sua Mini Countryman All4 che ha da subito incominciato a distanziare i suoi rivali diretti. Nelle moto Cyril Despres su KTM ha portato a casa il suo quinto successo, mentre nella categoria Truck è una tripletta russa con la Kamaz di Nikolaev, Mardeev e Karginov. Solamente 72° il primo dei nostri, Alex Zanotti, ha avuto problemi di affidabilità e messa a punto alla sua TM che lo hanno fatto sprofondare in classifica.

Per Foj e Santamarìa gli oltre 8.000 chilometri di gara sono stati effettuati sempre al massimo e con totale concentrazione ed impegno. Questo affiatamento ha consentito alla squadra spagnola di raggiungere la prima posizione già nella quarta tappa (Nazca-Arequipa) e di mantenerla fino alla fine. Da lì in poi è stata una battaglia spettacolare sul filo dei secondi con il francese Nicolas Gibon che incalzava lo spagnolo. Anche il pilota arabo Al-heraiz riusciva ad inseguire da vicino il team Toyota nella sesta tappa da Arica a Calama, ma senza impensierire più di tanto. In questa tappa si è verificato uno dei pochi imprevisti di percorso, ovvero la foratura di una ruota che ha causato un successivo problema di navigazione, privo comunque di ripercussioni negative sul tempo totale.

La Dakar è una gara nella quale questi tipi di inconvenienti si susseguono continuamente ed è ciò che, realmente, dona emozioni alla competizione. Nella prima metà di gara il Team Foj confermava la sua leadership sugli avversari e, dopo la giornata di riposo, affrontava la nona tappa, una delle più impegnative dal punto di vista fuoristradistico. Il percorso si snodava da san Miguel de Tucuman fino a Cordoba con tratti di pista sconnessi ed insidiosi. Il Team riusciva a raggiungere il traguardo in 30° posizione nonostante il danneggiamento del triangolo di una sospensione prontamente riparato dai meccanici a fine percorso. La tredicesima tappa da Flambalà a Copiacò è stata piena di contrattempi e imprevisti che comunque non hanno impedito al Team Foj di continuare a essere leader della categoria “T2”. Dopo una prima foratura che ha causato un insabbiamento dell’auto, Xavier e Ignacio hanno incontrato un altro ostacolo: un camion rovesciato che li ha costretti ad attendere finché la strada non è stata liberata.

Nonostante la Dakar sia una gara imprevedibile, il Team Foj è riuscito a terminare le ultime tappe senza errori, mentre il francese Nicolas Gibon ha tentato il tutto per tutto sfruttando al massimo la maggior potenza della sua Toyota LC 200, ma ha dovuto arrendersi alla superiorità del complesso team-equipaggio-mezzo-pneumatici.

Lorenzo Gentile

 

 

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