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Per Stellantis anche l’OK degli azionisti francesi dopo quello della Commissione europea

Fusione approvata – lato Francia – con oltre il 99% dei voti

Un’approvazione quasi bulgara, in senso positivo ovviamente: 99,9% da parte dei soci di maggioranza (famiglia Peugeot, Dongfeng e Bpifrance) e 99,58% degli aventi diritto al voto nell’ambito dell’Assemblea di tutti gli azionisti PSA.

Situazione del tutto simile anche in casa FCA i cui azionisti si erano già ugualmente espressi in tal senso con oltre il 99% di voti positivi.

Una partenza quindi tutta in discesa dopo che anche le autorità Antitrust europea e brasiliana avevano approvato l’unione tra i due gruppi.

Da sottolineare che la fusione si sta concludendo con largo anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto; l’operazione sarà infatti perfezionata il 16 gennaio, mentre la negoziazione delle azioni ordinarie di Stellantis inizierà lunedì 18 gennaio a Milano e Parigi e martedì 19 a New York. Nel frattempo il CdA di FCA ha previsto per il prossimo 15 gennaio un dividendo straordinario condizionato pari ad euro 1,84 ad azione ordinaria. 

Il nuovo Gruppo

Stando:

  • ai dati di bilancio 2019 dei partners, Stellantis sarà il quarto gruppo automobilistico mondiale per volumi con un fatturato superiore ai 180 miliardi di euro, 400mila dipendenti e 8,1 milioni di veicoli prodotti;
  • alle previsioni delle task force che hanno lavorato al progetto, la messa a fattor comune di piattaforme, tecnologie e acquisti, potrebbe comportare risparmi per 5 miliardi di euro l’anno i cui benefici si vedrebbero per l’80% già dal 2024. 

Equilibri delicati

Benché i due Gruppi abbiano sin dall’inizio impostato la fusione su base paritetica Automotive News ha scoperto che, a livello contabile, sarà PSA ad acquisire FCA e questo perché gli International Financial Reporting Standards, per questo tipo di operazioni, impongono l’indicazione di un acquirente.

In ossequio a tali disposizioni, imprescindibili per procedere nella fusione, FCA e PSA si sono accordate per procedere in tal senso; questa 99,15%) circostanza, unita al fatto che il CEO del nuovo Gruppo sarà per 5 anni Carlos Tavares (foto in alto), fa un attimo pensare anche se la situazione potrebbe essere bilanciata dal fatto che la Exxor, holding della famiglia Agnelli, avrà il 14,4% delle azioni totali, contro il 7,2% della famiglia Peugeot, il 6,2% dello Stato francese e il 5,6% della Dongfeng.

Anche questo, comunque, potrebbe rivelarsi insufficiente per la parte italiana in quanto 7,2 + 6,2 + 5,6 = 19% ma, al di là del mero conto del numero di azioni, va anche sottolineato che dal punto di vista legale sarà la holding olandese FCA N.V ad assorbire PSA che diverrà Stellantis N.V., mentre gli azionisti riceveranno 1.742 azioni FCA per ogni titolo PSA detenuto. 

Il CdA Stellantis

Sarà composto da 11 membri, 5 espressione FCA e 5 PSA, inclusi John Elkann e Carlos Tavares Presidente e Amministratore Delegato di Stellantis; la maggioranza degli amministratori non esecutivi sono indipendenti e con profili professionali differenti in modo da valorizzare al meglio i distintivi punti di forza e di competenza di questa nuova realtà.

Questi i nomi (in attesa dell’approvazione dell’assemblea degli azionisti):

John Elkann (Presidente), Robert Peugeot (vice-Presidente), Henri de Castries (Amministratore Senior Indipendente), Andrea Agnelli (Amministratore non esecutivo), Fiona Clare Cicconi (Amministratore non esecutivo), Nicolas Dufourcq (Amministratore non esecutivo), Ann Frances Godbehere (Amministratore non esecutivo), Wan Ling Martello (Amministratore non esecutivo), Jacques de Saint-Exupéry (Amministratore non esecutivo), Kevin Scott (Amministratore non esecutivo) e Carlos Tavares (A.D.).

Il completamento della combinazione proposta, hanno comunicato PSA e FCA, dovrebbe avvenire entro la fine del primo trimestre 2021, soggetto alle condizioni di closing precedentemente concordate previste nel Combination Agreement.

Stellantis sarà una galassia (tanto per restare in tema…) di marchi che, salvo imprevisti nascerà entro il primo trimestre 2021. 

Le dichiarazioni

Carlos Tavares, A.D. PSA

Bisogna saper assicurare stabilità e sicurezza al gruppo e sono sorpreso di come tutti gli azionisti abbiano saputo cogliere questa opportunità e sapersi adattare in vista delle sfide che verranno” e inoltre “Il momento è storico, insieme siamo più forti e pronti a investire.

Prevediamo che Stellantis possa diventare il terzo costruttore mondiale in termini di fatturato”.

Louis Gallois, Presidente del consiglio di sorveglianza di PSA Groupe

Non potevamo pensare ad un inizio migliore di questa nuova era con il Gruppo FCA.

Stellantis è nato sotto il segno delle stelle e ricevere l’approvazione unanime di entrambe le fazioni rappresentava un passo cruciale per iniziare nel miglior modo i lavori“.

John Elkann, Presidente FCA

Vogliamo avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità.

La fusione con PSA Groupe è un ulteriore coraggioso passo avanti nel nostro viaggio, Stellantis rappresenta l’unione di due partner che condividono la stessa mentalità“. 

 

Strutturazione dei singoli marchi all’interno del nuovo Gruppo

Sottolineato che oggi si dichiara nessun brand di entrambi i gruppi cesserà di esistere, i principali nodi da sciogliere sono

  • l’equiparazione della componente pubblica nella compagine azionaria visto che lo Stato francese è presente al 6,2% in PSA (non è il nodo più importante ma si tratta di questioni di equilibrio ed autorevolezza all’interno del quarto Gruppo mondiale dell’automotive); date queste premesse la nota comune dei ministri Le Maire e Patuanelli “Il rafforzamento delle rispettive capacità di innovazione consentirà al nuovo Campione Europeo di svolgere un ruolo chiave verso la transizione verde al centro della nostra strategia di ripresa economica. Entrambi i Governi presteranno attenzione al contributo di Stellantis sull’occupazione industriale in Italia e Francia” suona, per parte italiana come una (delle tante) dichiarazioni prive di costrutto;
  • l’armonizzazione di 15 marchi alcuni dei quali sovrapponibili come caratteristiche di prodotto e segmento di mercato;
  • quindi da una parte la ricollocazione dei brand, nella maggior parte dei casi generalisti e in concorrenza fra loro, in modo produttivo e non concorrenziale all’interno del nuovo Gruppo e dall’altra di renderli ben visibili e caratterizzati sul mercato globale;
  • la salvaguardia dei livelli occupazionali, soprattutto quelli degli stabilimenti italiani, per evitare che l’operazione societaria abbia pesanti impatti a livello sociale;
  • il miglior sfruttamento della capacità produttiva degli stabilimenti di entrambi i partners con FCA che attualmente lavora al 50% e PSA che sta mediamente al 70% (fonte net)
  • il travaso di nuove tecnologie da PSA in Fiat che, ferma da diverso tempo in questo settore, potrebbe così colmare il gap esistente e riguadagnare quote di mercato attraverso l’offerta di modelli tecnologicamente al passo coi tempi ed in vista dell’introduzione di normative sulle emissioni sempre più stringenti;
  • l’espansione al di fuori dei confiie europei di PSA i cui utili provengono per il 75% dal Vecchio continente;
  • la conseguente revisione del piano di espansione di PSA che prevedeva (ante fusione) l’ingresso di Citroen nel mercato low cost indiano e di Peugeot negli USA; il nuovo Gruppo dovrà anche tenere conto del buon posizionamento di FCA in Nord America (Jeep e Ram) e in Sud America (Fiat);
  • l’attacco al mercato cinese, dove entrambi i partners – da tempo presenti – occupano tutt’ora posizioni marginali.

Piattaforme in comune

La piattaforma EMP-2 può accogliere sia motorizzazioni tradizionali e sia ibride ricaricabili, e sembra rappresentare il mezzo migliore per abbassare significativamente le emissioni CO2 dell’intera gamma Stellantis.

Uno dei primi frutti di questa fusione sarà l’utilizzo, da parte di Fiat, della piattaforma CMP, sulla quale già oggi si basano Citroën C4, Peugeot 208 e Opel Corsa e che FIAT intende utilizzare in tempi brevi per la costruzione di tre nuove vetture a marchio Alfa Romeo, Fiat e Jeep, per totali 400mila esemplari l’anno, nei suoi stabilimenti polacchi.

Inoltre Fiat potrebbe utilizzare la piattaforma CMP, sfruttandola solamente per ospitare motori endotermici, un domani per la nuova Punto (come già fatto in ambito PSA per Peugeot 3008, Opel Mokka e DS3 Crossback) e – in un futuro più ravvicinato e solo per l’elettrico – per un’Alfa Romeo ZEV.

PSA sta inoltre lavorando a piattaforme specifiche per i powertrain 100% elettrici, come la eVmp (schema sopra) che, erede della EMP-2, debutterà nel 2023 con grande flessibilità di impiego e potrà essere quindi utilizzata su modelli medio-grandi, potrà ospitare inedite tecnologie mild-hybrid a 48 V e batterie sino a 100 kWh di capacità e sarà quindi suscettibile di utilizzo da ogni singolo marchio del nuovo Gruppo. 

I prodotti

Peugeot e Fiat saranno i marchi di punta; Peugeot, che già è molto ben posizionata in Europa ed Africa (mentre Fiat lo è in Sud America) dovrà affrontare il mercato statunitense in cui vuole entrare non più tardi del 2023 puntando prevalentemente sulla vendita online integrata da punti vendita tradizionali ma semplificati rispetto a quelli europei; in particolare FIAT si concentrerà ancor di più sul mercato italiano grazie alla 500 elettrica e all’arrivo di nuovi modelli come la Centoventi o la possibile Giardiniera;

DS continuerà sulla strada dell’elettrificazione con l’obbiettivo di diventare il prima possibile il marchio premium 100% elettrico del Gruppo;

Citroën, che si è dotata di un’immagine dalla forte identità, proseguirà sulla via della creatività e dell’originalità;

Opel punterà maggiormente sul mercato est europeo mentre la gemella Vauxhall continuerà sul mercato britannico; 

Alfa Romeo, verso fine anno dovrebbe debuttare Tonale, il SUV medio che avrà a listino anche una versione ibrida plug-in; la fusione FCA-PSA potrebbe fargli adottare la piattaforma Emp2 che potrebbe poi essere utilizzata sia per le Jeep Compass e Renegade e sia per l’erede della Giulietta. Nel 2022 arriverà un SUV compatto, per ora battezzato Brennero, che sarà prodotto in Polonia e che basandosi sull’architettura Cmp di PSA si declinerà anche in una variante full-electric.

Lancia: è sempre un problema eliminare un marchio dalla così solida tradizione anche se ampiamente appannata da quando è entrato a far parte del Gruppo prima Fiat ed ora FCA; visto che le vendite della Ypsilon da sole superano quelle dell’intera Alfa Romeo, per il momento si continuerà così, provvedendo comunque all’elettrificazione del modello poi si parla di proseguire per il momento la produzione della Ypsilon per il solo mercato italiano mentre quella futura – solo ZEV – dovrebbe sfruttare l’architettura della Nuova 500. Il futuro listino Lancia potrebbe comprendere, grazie al ricorso alle piattaforme PSA, anche modelli diversi allineati come tipologia a quelli che furono Thema e Delta mild-hybrid e ibride alla spina.

Maserati rappresenterà assieme all’Alfa Romeo, l’anima sportiva del Gruppo anche se tale ruolo non può non essere riconosciuto anche a Peugeot; il compito del marchio del Tridente sarà quello di porsi in concorrenza con gli altri produttori di vetture premium come Audi, BMW, Mercedes e Porsche, solo per ricordarne alcune.

Dodge e Chrysler: mentre quest’ultima continuerà a concentrarsi sul mercato d’origine, adottando però lo stesso stile di vendita semplificato ideato per Peugeot, la Dodge non sembra avere futuro roseo visto che i modelli a listino sono piuttosto inquinanti e con carrozzerie non più gradite dal pubblico.

Jeep, inutile dirlo, è un’icona fortemente richiesta e dalla grande redditività e poiché prodotto vincente non si cambia, proseguirà nel campo dei SUV e dei fuoristrada sulla cui gamma è in corso una forte spinta all’elettrificazione in attesa del debutto delle versioni ibride di Jeep Wagoneer e Wrangler.

Elettrificazione di Gruppo

Ovvia l’attuazione del processo di elettrificazione dei propulsori per tutti i suddetti brand, un processo in cui

  • PSA metterà a fattor comune le sue piattaforme Hybrid-ready e Electric-ready come la CMP e la EVMP con batterie da 50 o 75 kWh per un’autonomia da 230 km o 330 km;
  • La nuova FIAT 500 elettrica potrebbe fare il paio con la futura Peugeot 1008 che potrebbe essere prodotta in versione solamente elettrica e potrebbe inoltre fare da apripista per l’elettrificazione di vetture come Citroën C1 e Peugeot 108 sulla scia dei successi registrati dalle e-208, e-308; da precisare comunque che esiste un progetto per trasformare la 500 in un marchio premium a se stante.
  • L’elettrificazione in ambito ex-FCA potrebbe estendersi alle versioni mild-hybrid della Giulia e della Stelvio.

[ Giovanni Notaro ]

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