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Audi: “Il futuro è un’attitudine”, il manifesto della Casa dei quattro anelli

Raccontato in anteprima a Milano assieme a Sala, De Lucchi, Boeri e Gamberale

 

Audi e-tron S Sportback debutta in Piazza della Scala

Con la nuova campagna globale «Il futuro è un’attitudine» Audi condivide e racconta la sua visione del futuro e l’approccio per affrontarne le sfide.

Progresso e innovazione tecnologica continui sono da sempre presenti nel DNA del Brand, cui oggi si aggiunge ulteriore consapevolezza: l’impegno Audi deve, ora più che mai, accompagnarsi alla capacità di restituire un contributo positivo alle persone e alla società.

Questa consapevolezza nei confronti della realtà e delle incognite che possono presentarsi, si traduce per Audi nella capacità di vivere e interpretare il presente in modo diverso: significa vedere opportunità, alternative e soluzioni dove altri vedono problemi di difficile soluzione quando non insormontabili.

Una visione positiva che mette l’uomo al centro di un futuro eticamente sostenibile a cui Audi vuole contribuire attraverso i suoi modelli full-electric come la nuova Audi e-tron S Sportback.

Il modello – che ha fatto il suo debutto al pubblico di Milano in Piazza della Scala – sintetizza lo stato dell’arte dell’approccio Audi alla mobilità consapevole e conferma il primato tecnologico del brand che, nel caso della e-tron S Sportback è rappresentato dal fatto di essere la prima vettura di grande serie al mondo ad essere dotata di tre motori elettrici.

Alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, personaggi dalla straordinaria visione si oggi confrontati sul palco per analizzare e indagare i nuovi orizzonti e i diversi contesti che si stanno configurando, per poter anticipare il futuro senza improvvisazioni.

Si è trattato di un racconto a più voci basato sulle testimonianze di:

  • Giuseppe Sala,Sindaco di Milano, ha aperto i lavori sottolineando come “in questo momento storico bisogna adattarsi alla realtà e saperla interpretare”.
  • Fabrizio Longo, Direttore di Audi Italia: “Bisogna fare attenzione ai facili messaggi, oggi i valori da seguire sono la coerenza e la concretezza”», esordisce sul palco“Inoltre deve esserci la consapevolezza che lo sviluppo tecnologico debba necessariamente restituire un contributo positive alle persone e alla società”.
  • Stefano Boeri, architetto nonché «firma» del celebre Bosco Verticale di Milano, nuova “architettura della biodiversità che pone al centro non solo più l’uomo ma il rapport fra l’uomo e le altre specie viventi” parlando della sua visione di città del futuro, Boeri ha fra l’altro in passato dichiarato che “Il vero tema, quando si parla di progettazione, è …. la responsabilità: la concordia tra quello che fai e gli effetti che avrà. Come in molti altri campi, anche nell’architettura il problema delle conseguenze delle nostre azioni è particolarmente rilevante, e lo è soprattutto se pensato in relazione allo scorrere del tempo: è una responsabilità che va oltre la nostra presenza a fianco del progetto” ed anche questo è un concetto affine alla filosofia di Audi in tema ambientale; l’ideatore del Bosco Verticale nel corso del suo intervento ha dichiarato che “Durante la quarantena abbiamo capito che possiamo vivere in maniera differente, le città vanno ripensante spingendo verso il decentramento. Vanno riscoperti i quartieri in un’ottica di autosufficienza. Anzi, credo addirittura che i grandi centri dovrebbero fareun contratto di reciprocità con i borghi, sul modello francese. Così, chi progetta di spostare la propria vita fuori dalla città, avrebbe la garanzia di restare all’interno di un’economia circolare».
  • Michele De Lucchi, architetto ed ideatore di «Earth Stations», una nuova tipologia di edifici concepiti per favorire le relazioni umane e basati sull’evoluzione del concetto di funzione nell’architettura e sul bisogno di ripensare il tema dell’abitare e la qualità della condizione di vita dell’uomo legandola al rapporto Uomo-Natura-Tecnologia che, tutt’altro che casualmente, sono concetti alla base anche dell’Audi-pensiero e, sempre in tema di apertura mentale e visive, ha attirato l’attenzione dei presenti sul fatto di “aver ampliato, subito dopo il lockdown, le finestre del mio studio posizionando tutte le scrivanie in modo tale che i miei collaboratori possano guardare fuori”.
  • Chiara Gamberale, scrittrice e conduttrice, che ha fornito una fotografia del presente e dei cambiamenti in corso e che dopo aver detto che mentre scriveva un libro su una scuola materna guardava dalla sua finestra “le dinamiche dall’alto, bambini e genitori, poi all’improvviso tutto si è fermato, il tempo si è come sospeso” sottolineando poi che “La pandemia è stata una violenza alla nostra immaginazione” e che “adesso per noi la prova più importante sarà rimanere saldi, nonostante l’incertezza”.

Quindi una nuova prospettiva dove coraggio, passione e curiosità ma anche semplicità e determinazione si alleano alla ricerca «della soluzione» e danno origine alla nuova visione di Audi, in cui il Futuro è un’attitudine.

L’evento di Milano ha inoltre celebrato un nuovo capitolo della storia tecnologica del brand in un momento che rivela come – all’interno di un continuo processo di innovazione e progresso – il Marchio tedesco ponga l’uomo al centro di un ecosistema sostenibile.

Ed è proprio in questo contesto che Audi, 40 anni dopo l’introduzione della trazione quattro, presenta il passaggio dall’era meccanica a quella a zero emissioni che si concretizza nella trazione quattro elettrica con la prima mondiale del torque vectoring elettrico, in grado di ripartire la coppia tra le ruote posteriori portando i vantaggi garantiti dal «classico» differenziale sportivo Audi nell’era della mobilità a zero emissioni.

Un’innovazione tecnologica al debutto con Audi e-tron S e Audi e-tron S Sportback, prime vetture elettriche al mondo realizzate in grande serie con tre motori a zero emissioni. 

[ Redazione Motori360 ]

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