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Ferrari SF90 Stradale: bellezza ibrida

1.000 cavalli, 0-100 km/h in 2,5” e 25 km zero emission ad un massimo di 135 km/h; il tutto ad un costo stimato fra i 5 e i 600mila euro

È stata preceduta sulla strada dell’ibrido da LaFerrari, che sta a questa SF90 Stradale come – esageriamo ovviamente – un caccia G91 sta ad un Eurofighter; già perché oggi il progresso è tumultuoso, la voglia di eccellere sempre più spinta e quella di possedere un oggetto se non unico comunque rarissimo spasmodica, per chi ovviamente se lo può permettere.

Le premesse per stupire, esteticamente, tecnologicamente e prestazionalmente ci sono tutte ed il risultato è all’altezza di blasone ed attese. Si pensava fosse difficile andare oltre la LaFerrari ma oggi l’oltre non esiste più e quest’auto, così genericamente definibile perché ha pur sempre 4 ruote, ne è la concreta dimostrazione.

Siamo di fronte alla Ferrari «di serie» più potente e prestazionale della storia del Cavallino, una hypercar (sigla di progetto «F173») alla cui messa a punto hanno fattivamente contribuito Vettel e Leclerc e non avrebbe potuto essere altrimenti visto l’estremizzazione di questa SF90 Stradale la cui sigla celebra i 90 anni della Scuderia Ferrari.

Gli esterni

Chi scrive non è proprio di primo pelo e questo lo si può evincere dal fatto che afferma, anche in questa occasione, che la Ferrari 250 GTO che gli ultimi risultati d’asta hanno dato a 48 milioni di dollari, sia la più bella mai prodotta, per purezza di linee e funzionalità di scopo ed è proprio questo aspetto che crea una liaison tra la bella degli anni ’60 del secolo scorso e l’attuale SF90 Stradale in cui si dimostra come la funzionalità possa assurgere a bellezza.

Qui la fanno da padrone l’efficienza meccanica e quella aerodinamica che bravura e senso artistico del designer debbono vestire senza penalizzare, un’impresa che a Flavio Manzoni ed al suo staff del Centro stile, è perfettamente riuscita. La belva è acquattata su se stessa, larga, bassa, rossa e sfuggente: linee pure, armoniose ma al tempo stesso rese impressionanti e un po’ tormentate (il che aumenta la grinta) da aperture e sfoghi, da nervature, splitter, spoiler ed estrattori, un complesso di misure aerodinamiche indispensabili a garantire guidabilità e tenuta a velocità impensabili anche per chi si reputa un buon manico.

E a proposito di guidabilità (e resistenza) vale ricordare che la scocca presenta una rigidità torsionale superiore del 40% rispetto alla migliore piattaforma stradale sinora realizzata in Ferrari e che lo studio aerodinamico ha prodotto 390 kg di deportanza a 250 km/h.

Sotto il profilo estetico la SF90 Stradale rappresenta, soprattutto nella parte posteriore, una linea di continuità con la F8 Tributo; il muso è caratterizzato dall’apertura anteriore a tutta larghezza sottolineata dallo splitter che convoglia i flussi che animano la fluidodinamica interna e dai sottostanti convogliatori per il sottoscocca mentre sopra spiccano, prima assoluta in Ferrari, i minimalistici gruppi ottici matrix LED inferiormente integrati con le prese d’aria di freni; questa integrazione forma una «C» i cui incavi ospitano i prolungamenti del fascione superiore che accentua l’effetto a punta di freccia dell’intero muso.

La fiancata è dominata inferiormente dalla scalfatura, dalla sottostante minigonna e dai due grandi passaruota che non offrono spazi visivamente rilevanti tra pneumatico e bordo carrozzeria, altro elemento che concorre alla generale aggressività della linea.

Superiormente il minuscolo padiglione, verniciato a contrasto in nero, è dominato dall’avvolgente e fortemente inclinato parabrezza mentre la superficie del finestrino sembra minore di quanto sia a causa della larghezza del montante posteriore e della presenza, importante, della grande presa d’aria laterale.

Siamo ora alla coda, la parte più complessa e, forse, studiata dell’intero corpo vettura, dominata centralmente dai terminali di scarico alti, ora in tale posizione grazie all’ottimizzazione del layout della linea di scarico e al più basso posizionamento del propulsore rispetto al passato; gli estrattori sono marcatamente prolungati verso l’alto e la verniciatura nera sottolinea tale effetto mentre i doppi gruppi ottici, abbandonata la forma circolare del passato, sono ora di forma allungata orizzontalmente cosa che li integra alla perfezione fra il bordo inferiore del grande fascione posteriore e l’innesto dell’alettone mobile.

Gli interni

Il differente approccio tenuto per estetica e meccanica si riverbera anche nell’abitacolo, permeato di contenuti tecnologici che ricordano da vicino una cabina di pilotaggio.

Il volante multifunzionale si avvicina sempre di più a quelli della Formula 1 di oggi dotato com’è di svariati comandi touch che permettono di controllare, utilizzando i due pollici, le principali funzioni dell’auto e del cluster HD da 16” mentre il manettino che ha connotato le ultime e penultime Ferrari è sempre lì, significativo segno di continuità assieme al cavallino al centro del volante mentre, a ricordare l’ispirazione aeronautica del cockpit, abbiamo anche l’head-up display che consente il controllo dei dati senza distogliere lo sguardo dalla strada.

Abbiamo volutamente evitato di porre l’accento sul resto dell’abitacolo poiché l’impostazione, la cura dei materiali, la struttura ed architettura dei sedili è quella oramai nota a tutti.

La tecnica

F90 è la sigla dell’attuale Formula 1 che, preceduta dalla S di stradale, vuole chiaramente sottolineare il DNA comune; del resto in questa «stradale» hanno trovato spazio, opportunamente riviste, parte del powertrain PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) e relative componenti meccanicatroniche, il cambio a doppia frizione a 8 rapporti, il traction control e il sistema di recupero dell’energia.

Il V8 biturbo da 3,9 litri sviluppa 780 cavalli (195 cv/litro) cui si aggiungono i 220 cavalli erogati da 3 motori elettrici di cui 2, l’uno indipendente dall’altro, posizionati anteriormente ed il terzo collocato dietro, tra propulsore e cambio. Ci si trova quindi di fronte ad una Ferrari a trazione integrale con 1.000 cv di potenza massima, 800 Nm di coppia massima ed un rapporto peso/potenza di 1,57 kg/cv.

Il pacco batterie agli ioni di litio da 7,9 kWh per l’alimentazione dei motori elettrici, è stato collocato dietro l’abitacolo ed è ricaricabile anche da presa esterna; il peso di questo sistema ibrido assomma a circa 270 kg ma, ciononostante, il peso complessivo dell’auto è stato contenuto in circa 1.570 kg.

Modalità e ausili di guida

Quattro le modalità di guida:

  • eDrive: sola trazione elettrica
  • Hybrid: il sistema gestisce la potenza in autonomia, adeguandosi alle implicite richieste del driver
  • Performance: privilegia il ricorso al motore endotermico
  • Qualify: qui si attinge a tutta la potenza disponibile (motore endotermico + 3 motori elettrici sui due assi per una trazione integrale comunque sui generis – e-4WD – visto che non esiste un differenziale centrale)

Il pacchetto degli ausili elettronici poggia principalmente sull’eTC (Electronic Traction Control), sul Torque Vectoring sull’asse anteriore e sul sistema frenante brake-by-wire che bilancia in modo ottimale potenza idraulica, freno motore elettrico e recupero rigenerativo in frenata. 

Prestazioni

Prima di passare ai dati relativi alle prestazioni, vogliamo ricordare che la SF90 Stradale nel giro secco sul circuito di prova di Fiorano, ha guadagnato sulla LaFerrari, circa 1,5 secondi.

■ Partenza da fermo: 0-100 km/h in 2,5”, 0-200 km/h in 6,7”

■ Velocità massima: 340 km/h

■ Autonomia in modalità «zero emissioni»: 25 km

■ Velocità massima in modalità «zero emissioni»: 135 km/h

Consegne

Dovrebbero iniziare entro il primo semestre del 2020

Optionals

Per soddisfare gli incontentabili, la Casa di Maranello renderà disponibili una serie di elementi aggiuntivi quali lo speciale «Assetto Fiorano» dotato di ammortizzatori Multimatic derivati direttamente dall’esperienza maturata nelle competizioni GT, pneumatici Michelin Pilot Sport Cup2, ed una serie di particolari in titanio fibra di carbonio come i pannelli delle portiere, il fondo, i terminali degli scarichi e l’alettone.

[ Giovanni Notaro ]

 

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