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Agnellotreffen: cronaca semiseria di un’avventura su due ruote

Dalla classica gita domenicale fuoriporta alla trasferta più innevata della mia vita in questo resoconto…

 

È iniziato tutto per scherzo: parlando con l’amico Piro (Andrea il vero nome) nel corso di una delle nostre abituali uscite domenicali, abbiamo saputo dell’Agnellotreffen e così, a dicembre dello scorso anno ci siamo iscritti sul filo di lana al – per noi nuovo ma in realtà già mitico – «Agnellotreffen».

La manifestazione

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Tradotto in parole povere, questo nome da grigliata fra amici cela un motoraduno fra i più maci e temerari d’Italia che, giunto alla sua sesta edizione, si è svolto dal 25 al 27 gennaio tra la Val Varaita ed il paese di Pontechianale, in provincia di Cuneo.

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Pur esistendo la cerimonia delle premiazioni, il raduno non è in realtà competitivo o, per meglio dire, non in senso classico poiché la vera competizione è con il freddo e con se stessi; infatti, anche se l’appuntamento dei partecipanti è stato per venerdì 25 gennaio a partire dalle ore 14.00, la consueta Motoparata che unisce il passo dell’Agnello con il raduno stesso, è partita il sabato alle ore 18.00 dal punto più alto raggiungibile in base alle condizioni della strada per poi ridiscendere in corteo a Pontechianale.

La preparazione (ovvero come riparare se stessi e l’amata moto da un freddo boia)

Per superare con successo chilometri, giornate e notti sottozero, occorre essere previdenti e quindi massima concentrazione e soprattutto adeguata programmazione: pensare a tutto, scrivere tutto; in realtà alla fine non sono tantissime cose ma tutte maledettamente importanti, quindi adrenalina a mille e per la nostra «prima volta» e per il timore di dimenticarsi qualcosa… Poi però iniziamo a concentrarci sulla moto e subito ecco comparire un ampio parabrezza in plexiglass, delle muffole sui paramani cui si sono aggiunte delle calze da neve per auto adattate alla moto prima tagliandole in due e poi nell’applicazione da parte  di un sarto munito di adeguata macchina da cucire, del velcro che, associato alle fascette di plastica a strappo, ha fissato la calza alla ruota anteriore mentre per quella posteriore, essendo la moto monobraccio, non ci sono stati problemi.

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Sistemata la moto abbiamo pensato a noi stessi, acquistando un ottimo abbigliamento tecnico termico e così tra un preparativo e l’altro compreso un giro di prova per testare moto, abbigliamento e noi stessi, arriviamo al giorno della partenza con qualche dubbio e molti interrogativi.

La trasferta

L’amico Piro con Paolo e compagna partono il venerdì mattina da una Milano sottozero, per arrivare all’imbrunire a Pontechianale dove sono stati accolti da un bel -9 gradi centigradi che li ha accompagnati prima nel montaggio e nella sistemazione della tenda e poi nell’accensione di un fuoco su cui cucinare qualcosa di caldo; stanca, ma satolla e tranquilla, la coppia letteralmente si tuffa nei sacchi a pelo senza sapere che un destino fantozziano era già in agguato …

Nel cuore di una notte il cui freddo avevano lasciato fuori dal loro piccolo ed intimo mondo, abbracciati nel pieno del sonno da un tiepido Morfeo, i due begli addormentati si sono trovati all’improvviso all’aperto preda di un vento gelido che aveva fatto il suo ingresso trionfale in tenda in quanto, complici buio e stanchezza, la tenda non era stata picchettata a regola d’arte… Risistemato il tutto, il resto della notte trascorre tranquillo.

Sabato mattina, con l’adrenalina a mille che fa alzare di buon ora, guardiamo fuori e vediamo tutto ghiacciato, ma tanta è la voglia di metterci in moto e partire che il ghiaccio diventa fattore secondario, tanto – ci dice il cuore – si partirebbe anche ci fosse un metro di neve…

Alle 10.30 imbocchiamo l’autostrada Milano-Torino  cruise a 140 di tachimetro ove permesso (e poi c’è sempre lo scarto dello strumento) e in un attimo siamo all’uscita della tangenziale direzione Cuneo-Saluzzo.

Da lì tutta statale fino a dopo Saluzzo dove, man mano che ci si avvicina, si inizia ad incontrare gruppi di moto e strada a tratti umida, da affrontare con molta prudenza… Arrivati all’imbocco del paese troviamo una breve coda per presentare l’iscrizione e ritirare il braccialetto ed i vari Gadget, dopodiché costeggiamo il lago ghiacciato che fa tanto Alaska per poi iniziare a vedere tende e ancora tende: uno spettacolo!

La mia BMW R1200GS

La mia BMW R1200GS

Prendiamo la stradina che porta alle nostre faticando a volte a districarsi con l’amata BMW fra le altre moto e la tantissima gente che ti saluta allegramente nonostante il freddo…

Arriviamo alla nostra base dove scarichiamo la moto, sistemiamo le cose in tenda, 2 panini al volo e via alla scoperta del raduno…

Passeggiando qua e la  percepisce la tangibile passione dei partecipanti, una passione fra l’altro testimoniata dalla varietà dei mezzi utilizzati per raggiungere il raduno: dai cinquantini ormai dimenticati ai sidecar più disparati, dalle supersportive con gomme tassellate alle vespe sino al motocarro della Guzzi rivisto e corretto, tutti allegri contenti ed amichevolissimi…

A sera ecco comparire fuochi e braci in mezzo alla neve: sulle griglie si cucinano salcicce, bruschette e formaggi, si beve del buon prosecco fresco e ci si intrattiene parlando delle varie avventure vissute in mezzo ad un pout-pourrir di musica sotto le stelle.

Ci infiliamo nel sacco a pelo ed in un attimo è già mattina; facciamo capolino dalla nostra tenda (ben montata..) e troviamo ad attenderci un sole che poco dopo viene guastato dall’arrivo di nuvolaglia e nevischio che ci costringono a caricare velocemente la nostre moto per scendere a malincuore verso la valle dove ci fermeremo a fare colazione, pieno di carburante e via verso casa un po’ mesti per la brevità dell’evento e per il grigiore di un cielo che a tratti ci ha regalato pioggia  frammista a neve che da Torino non ci ha più lasciato.

Ultima sosta a Novara dove il gruppo si divide e da dove ognuno porta in dote il ricordo di un’esperienza unica, di un calore eccezionale e di accresciuta passione per le due ruote!

Personalmente sono molto soddisfatto, e mi ha fatto piacere vedere parecchi giovani che, con spirito goliardico e un po’ pionieristico, erano presenti con le loro piccole 125… avanti così!

Divido i ringraziamenti fra gli amici Piro, Paolo e compagna senza dimenticare (anzi!) la mia BMW R1200GS, la Ducati Multistrada 1200 di Piro e la Honda CN 250 di Paolo.

Un’esperienza assolutamente da rifare e… alla prossima avventura su due ruote!

[ Marco Barbetta ]

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