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Achates Power, il rivoluzionario motore diesel super pulito

Con una riduzione anche di -15% di emissioni di CO2 e fino a -90% di NOx questo motore diesel ha emissioni paragonabili a quelle di un motore alimentato a gas naturale

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Questo motore sviluppato dall’azienda californiana Achates Power di San Diego non è una novità assoluta in campo motoristico, è più corretto dire che è un’evoluzione del poco noto, ma efficiente sistema con «cilindri opposti» utilizzato negli anni ’30 dall’azienda tedesca Junkers per produrre motori aeronautici, in quanto leggeri e parchi nel consumo di carburante. Li possiamo trovare sugli idrovolanti militari Dornier DO 18-26, su alcune imbarcazioni ed anche sull’autocarro pesante Lancia Ro.  

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Il primo progetto di questo sistema a cilindri opposti è stato concepito nel 1882 dall’ingegnere inglese James Atkinson. Suoi anche altri brevetti di motori volti a migliorare l’efficienza rispetto ai tradizionali propulsori a benzina a ciclo otto. Attualmente i motori a ciclo Atkinson sono presenti sulle Toyota e Lexus ibride.

 

Un progetto finanziato anche dallo Stato

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A conferma della valenza del motore a cilindri opposti per la sensibile riduzione delle emissioni, il «California Air Resources Board» (CARB), agenzia californiana che stabilisce i limiti di emissioni per i veicoli nel rispetto delle leggi federali sull’inquinamento dell’aria, ha approvato un finanziamento di 7 milioni di dollari a favore di Achates Power per lo sviluppo di questo tipo di motore. Un ulteriore contributo da 1 milione di dollari ciascuno sarà concesso dall’Agenzia per la qualità dell’aria della California meridionale e della San Joaquin Valley. Altri finanziamenti fino a 16 milioni di dollari provengono dai partner e dai fornitori di Achates Power.  

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Nella forma, il motore a cilindri opposti (OPE) è molto simile ai tradizionali motori a benzina o diesel, con la differenza che in ogni cilindro lavorano 2 pistoni che si muovono uno contro l’altro e al centro, nel punto di massimo avvicinamento, un iniettore immette la miscela di carburante, che può essere benzina o gasolio, la quale si incendia per compressione. In pratica è un motore a 2 tempi, ma non ha nulla a che fare con i fumosi 2 tempi che tutti conosciamo, infatti l’OPE, che con semplici adattamenti può funzionare con qualsiasi tipo di carburante (benzina, gasolio, gas metano o GPL), ha un consumo ed emissioni sensibilmente inferiori ai motori attualmente in uso. Inoltre, sebbene abbia 2 alberi motori, non ha la testa, le valvole, l’albero a cammes, le candele, e altre parti meccaniche, con evidente risparmio di costi e di manutenzione.

Un motore per qualsiasi utilizzo

Tra i primi motori prodotti da Achates Power è un 10,6 litri a gasolio rivolto specificatamente alle motrici degli autotreni che eroga 450 cv con una coppia di 2372 Nm, ma con una riduzione del -15% di CO2 e del -90% di NOx rispetto alle norme federali anti inquinamento. Questo motore sarà montato nel 2019 su due motrici Peterbilt delle aziende Tyson Foods e Walmart che le utilizzeranno quotidianamente per le loro consegne in California. Inoltre, Achates Power sta collaborando con Cummins Inc., uno tra i maggiori produttore al mondo di motori diesel, per realizzare una versione militare del motore a 4 cilindri (8 pistoni) da 14,3 litri da montare sui tank Bradley.

In occasione dello scorso NAIAS (Salone di Detroit), nello stand Aramco, brand statunitense del gigante Saudi Arabian Oil Co., era esposto un Ford F-150 sul quale era stato montato un motore OPE a benzina di Achates Power da 2,7 litri da 270 cv e 581 Nm di coppia, al posto del V6 EcoBoost da 2,7 litri da 325 cavalli e 542 Nm di origine. Da evidenziare la differenza di consumo ed emissioni tra i due motori, 9,3 litri 100/km per l’EcoBoost, 6,3 litri 100/km per l’OPE, con una riduzione del -50% di emissioni CO2.  

Al momento l’OPE di Achates Power è ancora in fase di sviluppo ed i test, anche su strada, continueranno fino al 2020, ma il CEO David Johnson ha dichiarato che i primi motori saranno commercializzati nel 2023. Un obiettivo ambizioso, gli attuali motori diesel hanno già valori di emissioni inferiori ai motori a benzina, una ulteriore tipologia di motori a gasolio che li riporti al posto che si meritano è auspicabile. Emblematica la dichiarazione del CEO VW Group Matthias Müller che al Salone di Ginevra aveva dichiarato: “In un futuro non troppo lontano, il diesel vedrà una ripresa perché gli automobilisti si renderanno conto che si tratta di motorizzazioni molto efficienti, sottolineando che attualmente solo i motori diesel riescono a rispettare il valore di 95 g/km di CO2 fissati per 2021″.

Resta da vedere se i governi europei si renderanno conto della ingiustificata demonizzazione attualmente perseguita nei confronti delle motorizzazioni diesel.

[ Paolo Pauletta ]

 

 

 

 

 

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