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BMW a Ginevra 2018: il futuro della Casa di Monaco

Sergio Solero, Presidente e AD BMW Italia, illustra quattro temi che la Casa di Monaco ritiene strategici per sfidare il futuro e mantenere la propria leadership 

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I giorni riservati alla stampa, prima dell’apertura al pubblico del Salone di Ginevra, hanno registrato la conferenza stampa del Presidente Solero che ha riassunto in alcuni punti essenziali, di seguito sviluppati, la futura strategia di un Gruppo che guidare il cambiamento, non subirlo.

Centralità del cliente

L’obiettivo è trasformare il Gruppo in una azienda capace di diventare una tech company in grado di offrire servizi a 360° mettendo al centro il cliente; una metamorfosi alla cui conclusione il Gruppo sarà in grado di fornire risposte concrete in ogni settore della mobilità.

Proprio a tale riguardo BMW, al recentissimo Mobile World Congress di Barcellona, BMW ha dimostrato che:

  • la connessione digitale e intelligente tra vettura e conducente non è utopia ma cosa già realizzata; un buon esempio è la BMW Digital Key che – introdotta entro quest’anno – faciliterà la connettività seamless: attraverso il proprio smartphone (si partirà con dispositivi Samsung con chip NFC) sarà possibile aprire la propria auto e anche condividere 5 copie digitali della chiave con altri utenti, facilitandone così il suo potenziale utilizzo in sharing, anche privato;
  • la guida autonoma di livello cinque (su BMW i3) e le relative interazioni con gli smartphone, sono già oggi una realtà, a dimostrazione di quanto avanzata sia la ricerca di BMW in questo campo.

La Casa ha inoltre presentato una ulteriore eSIM (dopo quella introdotta nel 2016 su tutti i modelli BMW) che presto renderà possibile incorporare il veicolo stesso nel contratto di utilizzo del proprio smartphone, aprendo nuovi scenari in termini di servizi e opzioni disponibili.

Guida autonoma

BMW si trova oggi a livello 2 e ritiene di poter presentare il primo prodotto di vero livello 3 nel 2021 con la BMW iNext, un’auto sulla quale la Casa inizierà ad offrire in fase sperimentale tecnologia di livello 4.

Il livello 5 verrà sviluppato dopo il 2020 in parallelo ai due step precedenti con fasi di test che vedranno questa tipologia di auto ospitare a bordo passeggeri non coinvolti nella guida; un punto interessante da sottolineare è che, nonostante la guida autonoma, le auto continueranno ad essere dotate di volante e pedali in modo da permettere a chi lo volesse di condurre il veicolo.

Le tappe di questo percorso

  • 2006: una BMW Serie 3 girava da sola sul circuito di Hockenheim;
    2014: un prototipo automatizzato BMW girava sulla speedway di Las Vegas; provando che anche la guida al limite era possibile senza pilota. Acquisito inoltre HERE da Nokia;
  • 2016: siglata un’intesa con Intel e Mobileye che poi ha visto aggiungersi altri importanti partner.

Sempre connesse

Rappresenta un elemento fondamentale della futura strategia di BMW ed i numeri lo confermano: nel corso del 2017, il 75% della clientela BMW si è registrata sulla piattaforma digitale di BMW Connected ed ora si punta decisamente al 100%; per arrivare a 100 milioni di clienti nel 2025 (dai 10 attuali) occorre però realizzare una transizione epocale per BMW: quella dal VIN (Vehicle Identification Number) al PIN (Personal Identification Number) ossia dal veicolo alla persona ed i 10 milioni di clienti BMW già connessi, offrono una base molto interessante sulla quale lavorare per la condivisione, ad esempio, delle informazioni sul traffico, e per ridurre l’incidentalità.

Il cliente potrà in futuro registrare il proprio profilo sul cloud e associare l’auto personale o quelle in condivisione di Drive Now: sarà sufficiente avere lo smartphone in tasca e guidare: il sistema memorizzerà il profilo per tutte le vetture passando così da una filosofia «auto-centrica» a una «utente-centrica», con aggiornamenti e forniture di servizi durante l’intero ciclo di vita del prodotto.

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In questo modo, come già succede oggi per i migliori smartphone, ogni BMW sarà sempre un oggetto aggiornato, con chiari benefici per il suo valore residuo e proprio per questo motivo, a partire da marzo 2018 e dopo BMW, anche tutti i nuovi modelli MINI avranno come optional una SIM card 4G incorporata.

Una volta lanciata la nuova generazione di MINI Connected, i nuovi servizi digitali abilitati saranno disponibili per 43 mercati (Italia inclusa) in tutto il mondo e questo permetterà a chi guida una MINI integrarla perfettamente nella propria vita digitale.

Basta cercare parcheggio!

Un altro, decisivo passo verso il futuro è stato l’acquisizione a gennaio del 2018 di Parkmobile, LLC, il maggiore provider di servizi mobili di parcheggio in Nord America, diventando così il provider leader internazionale di soluzioni digitali di parcheggio, una posizione di mercato la cui importanza è sottolineata dal fatto che sino al 30% del traffico urbano è imputabile a coloro che cercano spazi per parcheggiare; rovesciando l’ottica, grazie a questa acquisizione BMW potrà affrontare al meglio questo punto cruciale dell’attuale mobilità urbana ed ampliare l’offerta di servizi per i clienti di tutto il mondo mettendo, una volta di più, il cliente al centro.

Drive Now ha più di 1 milione di iscritti nel mondo 90mila dei quali solo a Milano che è quindi uno dei benchmark a livello globale in termini di successo e utilizzo del servizio. Del resto, il settore in rapida crescita dei servizi di mobilità è uno dei punti fondamentali della strategia aziendale NUMBER ONE>NEXT, com’è dimostrato dall’espansione da parte del BMW Group della sua offerta nelle aree della mobilità on demand (DriveNow e ReachNow), di parcheggi (ParkNow) e della ricarica sostenibile delle batterie (ChargeNow).

Elettriche: obiettivo 500mila entro il 2019

Nel 2017 il Gruppo BMW ha consegnato, ai suoi clienti in tutto il mondo, più di 100mila veicoli elettrificati, ribadendo così la leadership nella mobilità elettrica, celebrata dalla «trasformazione» ad effetto della sede di Monaco del Gruppo BMW in una gigantesca pila elettrica.

In quell’occasione Harald Krüger, Presidente del Board di BMW AG ha dichiarato che il Gruppo BMW “rispetta le proprie promesse. Questo edificio simbolo, alto 99 metri, sta illuminando la strada verso l’era della mobilità elettrica. La vendita di 100mila auto elettrificate in un anno rappresenta un’importante pietra miliare, ma questo per noi è soltanto l’inizio. Dal lancio della BMW i3 nel 2013 abbiamo consegnato oltre 200 mila auto elettrificate ai nostri clienti e, entro il 2025, offriremo loro 25 modelli elettrificati. Il nostro tempestivo ingresso nella mobilità elettrica ha reso possibile questo successo e la mobilità elettrica continuerà a rappresentare il mio metro per valutare il nostro futuro successo” aggiungendo poi che l’obiettivo è arrivare a quota 500mila vetture elettrificate a fine 2019, con un target intermedio di 140 mila per il solo 2018.

Un programma ambizioso

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La quinta generazione della propulsione elettrica e della tecnologia delle batterie – disponibile a partire dal 2021 – utilizzerà kit di elettrificazione modulari e scalabili che permetteranno a tutte le auto del Gruppo BMW di essere equipaggiate con ogni tipo di motorizzazione.

La gamma del brand BMW i, fondato nel 2011, va dalla BMW i1 la i9, nonché dalla BMW iX1 alla iX9, alle quali quest’anno si aggiungerà la BMW i8 Roadster, seguita nel 2019 da una MINI completamente elettrica e nel 2020, dalla versione elettrica della BMW X3 alle quali seguirà nel 2021 la BMW iNext, nuova ammiraglia del marchio grazie ad una tecnologia che unirà la mobilità elettrica alla guida autonoma e a nuove opzioni di connettività interne per la prima volta su un modello di serie.

Un background decennale

La mobilità elettrica è stata affrontata con approccio olistico sin dal 2007, anno in cui venne lanciato il progetto «i», apripista della BMW i che precedette la messa in strada in tutto il mondo, l’anno seguente, di una flotta di vetture elettriche EV per la più grande serie di test sul campo che l’industria automobilistica avesse mai visto.

Grazie al precoce approccio alla mobilità elettrica, il Gruppo BMW ha conquistato la leadership nel mercato dei veicoli elettrificati come dimostrato dal rapporto indipendente POLK/IHS (pubblicato il 7 dicembre 2017), che ha anche evidenziato il chiaro vantaggio del Gruppo BMW sulla concorrenza nelle immatricolazioni di nuovi veicoli completamente elettrici o ibridi plug-in in Europa con una quota di mercato del 21 % ossia il triplo di quella che raggiunta nel mercato dei modelli tradizionali.

Mentre, i veicoli elettrificati rappresentano ora il due percento delle nuove immatricolazioni di tutti i costruttori in Europa, la quota del Gruppo BMW è già del 6%, percentuale che sale al 10 si si esamina il mercato mondiale.

L’offerta di vetture elettriche ed elettrificate oggi comprende 9 modelli: le tre BMW i (i3 BEV e REX e i8), le BMW iPerformance, caratterizzate da un sistema propulsivo ibrido plug-in (disponibile sulla BMW Serie 2, 3, 5, 7 e la BMW X5) e la MINI Countryman, anch’essa disponibile con tecnologia ibrida plug-in. A questi si aggiunge lo scooter BMW C evolution.

Il recente annuncio relativo alla lettera di intenti siglata con Great Wall per la produzione in Cina della futura MINI elettrica per il mercato locale (che si affiancherà alla produzione di Oxford), apre una nuova frontiera anche per questo brand che sta ora entrando in una nuova fase della sua vita.

In Italia nel 2017 sono state vendute 348 vetture elettriche BMW i3 di cui 216 dotate di Range Extender con una crescita del +54% rispetto al 2016. Le immatricolazioni delle vetture elettrificate del Gruppo BMW in Italia (elettriche e ibride plug-in) sono aumentate del +93% raggiungendo quota 1.608. Sono segnali incoraggianti, che dimostrano la potenzialità di un mercato che però, senza l’indispensabile e non procrastinabile supporto delle istituzioni, non potrà raggiungere i livelli attesi e necessari al paese per rispettare gli accordi di Parigi sulla tutela dell’ambiente.

L’A.D. e Presidente Sergio Solero, ha anche ricordato che nel corso di un recente incontro Raffaele Tiscar, Capo di Gabinetto del Ministro dell’Ambiente, ha sottolineato la necessità di dare una svolta alla politica del Paese favorendo decisamente quelle soluzioni, come l’auto elettrica, che accelerano il processo di avvicinamento dell’Italia agli impegni siglati. L’augurio è che il prossimo Parlamento e il futuro Governo diano finalmente un segnale concreto e di modernizzazione del paese in questa direzione.

Alto di gamma

Il lancio dell’attuale Serie 7 (fine 2015), ha permesso a BMW di tornare leader in un settore fondamentale per l’Azienda stessa che in Italia ha visto tale modello come l’automobile più venduta del segmento.

Con il lancio della Serie 6 Gran Turismo e la rinascita della Serie 8, presentata in anteprima come concept lo scorso anno a Villa d’Este, è stato dato un chiaro segnale dell’importanza di questo segmento per il futuro dell’azienda (sia in termini di volumi che di margini).

Serie X

Il rilancio di questa gamma è iniziato nel 2016 con la nuova BMW X1, che l’anno scorso è stata il modello più venduto della gamma stessa in Italia, con 13.336 unità consegnate (conquistata la leadership nel suo segmento di riferimento).

Al recente Salone di Detroit è stata presentata in anteprima mondiale la BMW X2 la cui commercializzazione avrà inizio a breve dopo il successo della recente presentazione alla stampa italiana a Milano.

L’offensiva dei modelli X verrà ulteriormente ampliata con l’arrivo della BMW X7 presentata come concept al Salone di Francoforte dello scorso anno, una vettura pensata soprattutto per il mercato americano e cinese ma che non mancherà di trovare estimatori anche nel vecchio continente.

I modelli X1, X3, X4, X5 e X6, hanno pesato lo scorso anno per circa il 34% del totale venduto mondiale con la X1 e la X5 (seguita dalla X3) a trainare un successo che sarà consolidato dal lancio dell’attesa X2 e della X4.

[ Paolo Pauletta ]

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