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La Lancia Stratos in pillole

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Disegnata da Marcello Gandini per Bertone, venne prefigurata dal «Prototipo Zero» presentato per la prima volta al Salone dell’automobile di Torino del 1970, munito – cosa oggi impensabile – di un motore di una Fulvia 1.6 HF, recuperato ad uno sfascio. Questo collegamento alla Casa torinese, ma ancor di più la validità del concetto di sportiva a motore centrale, attirarono l’attenzione di Cesare Florio, allora responsabile della squadra che sponsorizzò la nascita della Stratos così come la conosciamo.

La sua versione definitiva era stata equipaggiata con motore e trasmissione della Dino Ferrari 246, montati trasversalmente su una monoscocca centrale in acciaio con «telaietti» anteriore e posteriore. L’omologazione in Gruppo 4 venne ritardata dal ritmo di produzione della carrozzeria Bertone e quindi l’auto corse in Gruppo 5 sinché la soglia minima venne abbassata a 400 esemplari, permettendo il passaggio al Gruppo inferiore.

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La Stratos si dimostrò fortemente competitiva, al punto da aggiudicarsi il Campionato Mondiale Rally negli anni 1974, 1975 e 1976 senza dimenticare i tanti altri successi di prestigio nei Campionati europei  e nei singoli campionati nazionali cui partecipò.

Il suo equipaggio d’eccellenza fu quello formato da Sandro Munari e Mario Mannucci e, a dimostrazione dell’estrema versatilità del mezzo, la Stratos partecipò nel 1973 alla 57° Targa Florio, dove giunse seconda pilotata Munari e Andruet e nel 1976, come gruppo 5, al Giro automobilistico d’Italia, che si aggiudicò dopo una lunga cavalcata formata da gare in salita, prove in pista e trasferimenti stradali.

La prematura fine agonistica della Stratos venne decretata dall’avvento della Fiat 131 il cui debutto (nella versione Abarth) fu dettato dalla necessità di promuovere l’immagine del nuovo modello di Mirafiori per le famiglie ma la Stratos continuò a gareggiare e vincere fino al 1982, anno di scadenza dell’omologazione.

Tale è stata la popolarità della Stratos che attorno al 2010 ebbe luogo da parte di un appassionato collezionista di dare vita ad una serie di una quarantina di «new Stratos» con meccanica Ferrari.

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Il tentativo abortì poiché la Ferrari dell’allora Presidente Montezemolo si dimostrò favorevole alla realizzazione di un solo esemplare e non all’ampliamento della produzione ai livelli successivamente proposti.

[ Giovanni Notaro ]

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