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Mercedes SLK • Ora è più cattiva

Nel suggestivo sfondo dell’Etna, abbiamo provato la nuova Mercedes SLK, auto che nel 1996 fu la prima ad offrire il tetto in metallo ripiegabile. Giunta alla terza serie, la bella spider di Stoccarda cambia filosofia concettuale, con un modello decisamente meno femminile rispetto alla precedente serie e con un’accentuata vena di sportività che si ritrova nella linea e, soprattutto, alla guida.

Il confort è assicurato dai numerosi dispositivi atti a rendere il più piacevole possibile l’esperienza a bordo: c’è l’Airscarf (flusso d’aria calda sul collo), l’Airguide (una sorta di frangivento invisibile), il tetto Magic Sky (che si scurisce in base al sole) e poi dispositivi per la sicurezza come l’Attention Assist e il sistema Pre-Safe. La SLK si può ordinare con un pacchetto dinamico con tre tipi di autotelaio: standard, sportivo e Dynamic Handling con ammortizzatori a controllo elettronico, sterzo a rapporto variabile e differenziale elettronico.

Per divertirsi è già sufficiente il 4 cilindri turbo 1,8 litri nelle versioni da 184 cv della SLK 200 e 204 cv della SLK 250, quest’ultima con il cambio 7G-Tronic Plus di serie. La prima consuma va da 0-100 km/h in 7 secondi, fa 240 km/h, consuma 6,1 litri/100 km con emissioni pari a 142 g/km di CO2. La 250, impiega 4 decimi in meno in accelerazione e raggiunge i 243 km/h. Al top di gamma, c’è poi l’SLK 350 con il nuovo V6 3,5 litri ad iniezione diretta con potenza di 306 cv, accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,6 secondi e velocità massima di 250 km/h. Rispetto al vecchio 350, scendono del 25% consumi, nell’ordine di 7,1 litri/100 km ed emissioni di CO2 pari a 167 g/km.

Valerio Maura

 

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