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Ricambi e pneumatici: originalità vo cercando

Le auto sono sempre più tecnologiche e sicure, ma questo progresso rischia di essere vanificato dall’uso di componenti di qualità scadente o, peggio ancora, non omologati. Se ne è parlato a margine di Autopromotec, a Bologna, in un convegno che ha coinvolto i principali operatori del settore

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La sicurezza stradale rimane un tema di grande attualità e vede l’interazione continua di tre elementi concorrenti: uomo, strada e veicolo. A oggi, il veicolo è quello più avanzato: sviluppi tecnologici continui hanno portato a sistemi di sicurezza attiva e passiva impensabili solo pochi anni fa. I veicoli sono oggi in grado di impostare una frenata in tempi nell’ordine di un decimo rispetto al tempo di reazione medio di una persona o di mantenere una traiettoria interagendo automaticamente con gli altri utenti della strada. Tutto questo progresso rischia di essere vanificato dall’uso di prodotti ed equipaggiamenti di qualità scadente, specialmente nel momento in cui componenti del veicolo debbano essere sostituiti: basti pensare, ad esempio, alla sostituzione di pneumatici o pastiglie freni.

 

Il rischio dei prodotti non omologati

Nell’ambito di Autopromotec alla fiera di Bologna, il 26 maggio si è tenuto un convegno che ha visto un confronto tra i principali operatori del settore dal lato automotive e dal lato istituzionale, con la partecipazione di ANFIA, Asconauto, Assoruote, Federpneus, Assogomma, Polizia stradale, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane.

Quello che è emerso è, da una parte, un preoccupante incremento del quantitativo di prodotti non omologati (si va da vere e proprie falsificazioni all’immissione sul mercato di prodotti che non hanno mai superato prove di certificazione europea) e, dall’altra, un impegno in costante crescita delle Forze dell’Ordine per la prevenzione e la repressione di questo fenomeno che, complice la crisi economica degli ultimi anni, tende ad acuirsi.

Renzo Servadei, segretario AIRP e organizzatore di Autopromotec, ha evidenziato nel suo intervento come le aziende italiane siano sane e immettano sul mercato prodotti di qualità, frutto anche di grandi investimenti. La presenza di prodotti, quasi sempre di importazione, di prezzo (e qualità) molto inferiori rappresenta un problema anche per queste aziende oneste e la collaborazione costante con le Forze dell’Ordine, Guardia di Finanza in primis, è la via principale per mantenere la legalità senza la quale non può esistere un’economia solida.

ANFIA, che rappresenta oltre 290 aziende nel settore automotive, ha scelto di dedicare un settore specifico all’aftermarket e il responsabile Area Prodotto Aftermarket, Fabio Pellegrini, ha sottolineato come sia necessario agire su due fronti: da un lato una tracciabilità del prodotto, dall’altro una sensibilizzazione dei consumatori finali.

Sul tema della tracciabilità, ANFIA ha lanciato un’applicazione denominata TRW che consente, grazie alla lettura di un codice QR, la verifica della provenienza del pezzo di ricambio o del materiale di consumo che si sta acquistando. L’educazione dei consumatori passa attraverso un processo volto non tanto ad una moralizzazione quanto all’elevazione della soglia di attenzione, sensibilizzando sui rischi e sulle possibili conseguenze. È in preparazione un vademecum del consumatore finale dedicato esclusivamente al settore automotive, evoluzione del precedente che raccoglieva anche informazioni sulle apparecchiature elettriche e gli elettrodomestici.

ANFIA promuove inoltre la Carta Italia, volta a formalizzare i processi tecnici di controllo sulle vendite on-line, in sperimentazione dal primo semestre del 2017.

Con questo è stato introdotto un altro tema caldo, quello delle vendite su internet, che nascondono molte insidie e vedono l’immissione sul mercato di prodotti privi di requisiti di sicurezza. Giorgio Boiani, vice-Presidente di AsConAuto, che raggruppa oltre 18mila aziende per la fornitura di ricambi originali, ha evidenziato la necessità da un lato di portare alla luce il mercato dei ricambi contraffatti, per i quali si stima un fatturato di 100 milioni di euro, e dall’altro di trovare una chiave per moralizzare il mercato del web come si fece negli anni passati, grazie agli sforzi congiunti della Polizia Postale e della Guardia di Finanza, per sconfiggere la pedopornografia. Quello che manca è l’informazione dell’utente finale: troppo pochi ancora sanno che, in caso di montaggio di ricambi contraffatti, il consumatore rischia un’ammenda fino a 50mila euro e il meccanico fino a un milione di euro e la reclusione fino a 6 anni.

Ruote, cerchi e pneumatici: c’è molta strada da percorrere

Corrado Bergagna, Presidente di Assoruote, che rappresenta un mercato di 30 milioni di pneumatici e 1 milione di ruote all’anno in Italia, ha confermato la necessità di porre la massima attenzione sulle vendite on-line e ha evidenziato come le regole, di fatto, non siano uguali per tutti grazie alle maglie larghe dei controlli sulle merci importate nei grandi porti del Nord Europa.

Nello specifico del commercio on-line, è stato esposto un caso reale di un sito leader nella vendita di cerchi e pneumatici che fornisce spiegazioni fuorvianti, vendendo cerchi non omologati ma solo «certificati» e che, a richiesta specifica, ha risposto con una mail in cui veniva dichiarato che non è necessario che il cerchio sia omologato, a meno che il sistema ruota non sia di tipo non presente a libretto, nel qual caso sarebbe necessario annotare il cambio alla Motorizzazione.

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Un cliente sprovveduto, acquistando e montando un cerchio non omologato, incorrerebbe nelle sanzioni previste dall’art. 78 del Codice della Strada, che prevedono anche il ritiro della carta di circolazione del mezzo.

Il problema, secondo Guido Schiavon, Presidente Federpneus, risiede anche nella presenza di troppi operatori non qualificati a seguito della Legge 214 del 22 dicembre 2011 (voluta da Monti) che ha visto di fatto decadere i vincoli della Legge 122/92 che fissava dei requisiti minimi per le varie tipologie di autoriparatori. In pochi anni si è passati da 6.500 a circa 30mila operatori, difficilmente controllabili, a volte privi anche dei requisiti minimi; questo da una parte rende difficile controllare la regolarità degli acquisti e delle importazioni, dall’altra origina fenomeni di concorrenza sleale.

Una nuova questione si sta affacciando, relativa alla commercializzazione di pneumatici usati provenienti dall’estero. Si tratta di coperture che giungono in Italia regolarmente come rifiuti e vengono poi rivendute senza alcun controllo né tracciabilità.

Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma, ha ricordato come Assogomma abbia lanciato già dal 2000 l’iniziativa «Pneumatici sotto controllo» con importanti risultati in termini di sicurezza. Tuttavia, ancora molto rimane da fare su diverse tematiche quali l’omologazione dei cerchi, che è stata oggetto di normative recenti, o la questione relativa agli pneumatici invernali e alle loro caratteristiche.

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Sono ancora troppe le irregolarità che vengono riscontrate sulle coperture: omologazioni non conformi, marcature fallaci, date di produzione irrealistiche (pneumatico “postdatato”), coperture per auto riscolpite, cambi di misura, riparazioni maldestre e montaggi pericolosi.

Anche Assogomma ha effettuato dei mystery shopping, acquistando set di pneumatici on line. Su 5 set acquistati, solo uno è risultato regolare e conforme alla descrizione: tutti gli altri presentavano irregolarità tecniche o fiscali. Per ovviare a questo, Assogomma e Federpneus hanno lanciato la carta di identità dello pneumatico che, se accompagnata dallo scontrino fiscale di acquisto, rappresenta una forma di garanzia sulla conformità della ruota.

Automobilisti e gomme: un rapporto ancora superficiale

Quello che è emerso e che ha visto concordi tutti è la ancora troppo scarsa attenzione alle ruote da parte degli utenti, una grave mancanza di consapevolezza del ruolo fondamentale degli pneumatici come unico punto di contatto tra veicolo e suolo.

Questo è stato confermato anche dal Prefetto Roberto Sgalla, Direttore Centrale della specialità della Polizia Stradale: su 10mila controlli a campione effettuati tra il 2 e il 4 Febbraio 2017, oltre 3.500 sono stati veicoli riscontrati irregolari. Serve un maggiore controllo, con un’implementazione dei sistemi e delle metodologie per i controlli da remoto; è necessario seguire con attenzione la filiera ispirandosi e ispirando valori di professionalità e sicurezza, partendo dal presupposto che la salvaguardia della vita umana deve essere al primo posto. Nel 1952 in Italia su un milione di veicoli circolanti si contarono circa 8.000 morti; oggi il numero di morti è diminuito, a fronte di un aumento esponenziale del parco circolante, il sistema sicurezza sta funzionando ma serve una rete efficace tra Polizia Stradale e associazioni professionali del settore gomma per lavorare sulla prevenzione e sul controllo.

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Il Prefetto Sgalla ha poi colto l’occasione per conferire ad Assogomma un premio per i 15 anni di collaborazione attiva nel campo della sicurezza stradale.

Un rapporto di collaborazione che ha visto la Polizia Stradale ed Assogomma condividere importanti campagne di sensibilizzazione, formazione e controlli. Il pneumatico come unico punto di contatto tra il veicolo e il suolo è determinante per la sicurezza stradale – ha dichiarato il Prefetto Sgalla – questo è un riconoscimento ad Assogomma, per il suo ruolo di interlocutore istituzionale privilegiato a cui la Polizia Stradale fa riferimento per il settore pneumatici, in occasione dei suoi 70 anni a fianco degli automobilisti e degli utenti della strada”.

A ritirarlo il Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti che ha sottolineato come in 15 anni di attività a favore della Sicurezza Stradale, la Polizia Stradale abbia sempre svolto un ruolo di importanza centrale non solo nelle attività di controllo, ma anche per far emergere nuovi fenomeni di non conformità su cui poi l’Associazione ed i Ministeri competenti hanno lavorato insieme per introdurre le opportune modifiche legislative sempre in un’ottica di miglioramento della sicurezza stradale.

Caccia al ricambio contraffatto

Il Comandante delle Unità Speciali della Guardia di Finanza, Gen. Div. Gennaro Vecchione, ha portato ancora di più l’accento sulla prevenzione delle contraffazioni e sullo sforzo compiuto per combatterle. Si stima che il 5% delle merci circolanti in Europa e il 2,5% di quelle circolanti nel mondo sia falso, per un giro d’affari stimato nell’ordine dei 6,5 miliardi di euro. In questo, dopo l’abbigliamento e i farmaci, l’incidenza della componentistica auto è importante ed in crescita. La strategia preventiva passa principalmente attraverso la tracciabilità mediante ologrammi, codici QR, inchiostri invisibili e simili.

Le merci contraffatte viaggiano attraverso diverse tratte, aggirando sempre più i Paesi dell’Europa meridionale dove i controlli sono aumentati in maniera importante, e vengono commercializzate quasi sempre su server esteri, più difficili da localizzare e bloccare. Inoltre, si stima che una percentuale dell’ordine dell’80% delle merci contraffatte siano commercializzate attraverso il deep web, aiutate in questo dallo sviluppo delle criptovalute quali Bitcoin.

L’attività investigativa può essere supportata anche dai cittadini e, soprattutto, dalle aziende «oneste» che si vedono danneggiate: è attivo il portale del SIAC (Sistema Informativo Anti Contraffazione), finalizzato proprio a raccogliere segnalazioni di frodi e merci non originali.

Lo sforzo è confermato anche dall’Agenzia delle Dogane, rappresentata da Maria Preiti, Direttore dell’Area Antifrode Emilia Romagna e Marche. Nel solo 2016 sono stati effettuati oltre 16 milioni di controlli, principalmente mirati in punti strategici come i porti, in particolare Ancona.

[ Alessandro Razze ]

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