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Il gruppo VW costretto a richiamare negli Stati Uniti ancora 600.000 veicoli

Questa volta non è per colpa dei motori ma degli airbag

Dopo la catastrofe commerciale ed economica che ha coinvolto il gruppo Volkswagen a causa del dieselgate, il Gruppo tedesco rischia di vanificare i vari tentativi di recuperare credito sul mercato statunitense a causa del richiamo di circa 600.000 vetture dei vari marchi del Gruppo da parte dell’Agenzia statunitense per la sicurezza stradale NHTSA.

La colpa non è da attribuire ancora una volta ad un comportamento scorretto da parte del costruttore tedesco in relazione alle emissioni, ma all’azienda giapponese Takata che ha fornito la maggior parte delle autovetture prodotte nel mondo con i suoi airbag pericolosamente difettosi, in totale 14,2 milioni di vetture.

Nel dettaglio, sono interessate dal richiamo circa 234.054 Audi A5 prodotte dal 2011 al 2017 che hanno evidenziato un problema di corrosione che potrebbe impedire una corretta espansione degli airbag e i modelli Q5 Model Year 2018 perché presentano sia il rischio di non attivazione degli airbag, sia un difetto del pretensionamento delle cinture di sicurezza.

Di questo problema sono interessate anche le Volkswagen Golf 2017, le e-Golf 2016 e le Tiguan 2017.

Inoltre dovranno passare dalle concessionarie, 342.867 tra Audi A4 prodotte dal 2013 al 2017, A5 dal 2013 al 2017, A6 dal 2012 al 2016 e Q5 dal 2013 al 2017, per dei problemi di surriscaldamento della pompa dell’acqua che si potrebbero bruciare.

[ Redazione Motori360 ]

 

 

 

 

 

 

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