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A Stefano Accorsi, protagonista di «Veloce come il vento» il David di Donatello

L’attore bolognese si è avvicinato al mondo dell’automobile e a quello Peugeot in particolare per ragioni prettamente professionali, prima come «voce», in seguito come «volto» in alcuni dei più suggestivi spot promozionali del Marchio e come «ambassador» del Leone.

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Poi arriva «Veloce come il vento» (adrenalinica e molto ben montata la sfida di Accorsi/De Martino con la Peugeot 205 T16 per le strade di Matera) l’incontro con il mondo delle competizioni a cui ha dato corpo ad un personaggio contraddittorio, un ex pilota alle prese con i fantasmi di una carriera rovinata dalla droga; una finzione cinematografica ispirata dalla storia, non meno triste, di Carlo Capone, una meteora che ha segnato il rallismo italiano degli anni ’80 del secolo scorso prima che la morte della figlia di pochi mesi lo portasse ad una depressione da cui non è mai più uscito.

Stefano Accorsi ha voluto dare alla sua interpretazione la massima drammaticità, dimagrendo fino alla consunzione in modo da dare piena credibilità al fisico del protagonista Loris De Martino che doveva essere sofferente e scheletrico al limite dell’anoressia.

Proprio come le incredibili trasformazioni fisiche di Robert De Niro in Toro Scatenato o come Michael Fassbender dimagrito fino allo sfinimento per essere credibile nella parte di Bobby Sands, che si lascia morire di fame in Hunger o ancora Marlon Brando ne Il Padrino.

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Una interpretazione, quella di Stefano Accorsi in Veloce come il vento, che quest’anno gli è valsa l’assegnazione del prestigioso David di Donatello come migliore attore protagonista.

Del film avevamo già scritto ( http://www.motori360.it/51442/veloce-come-il-vento/ )

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