Home > Cielo > Concorde, l’aereo passeggeri che volava a Mach 2

Concorde, l’aereo passeggeri che volava a Mach 2

L’ultimo esemplare, il n. 216 della British Airways, ha trovato posto nel museo Aerospace Bristol. Pochi giorni fa ricorreva il 40° Anniversario dell’entrata in servizio del primo Concorde, era il 21 gennaio 1976

Motori360Concorde-02

Nei primi anni ’70 il Concorde era un must per coloro che per necessità o per capriccio volevano passare dall’Europa alle Americhe nel più breve tempo possibile senza badare al costo del biglietto che era elevato. Andare da Parigi o Londra fino a New York in 3 ore 40 minuti, che per effetto della rotazione terrestre potevano ridursi anche di 1 ora nel viaggio di ritorno, era uno status che chi se lo poteva permettere non voleva rinunciare. Lo slogan della British Airways era: «Arrivare prima di partire». Capitava infatti che per una questione di fusi orari, l’ora di arrivo fosse antecedente a quella di partenza.

Motori360Concorde-03

Tecnologia spaziale per volare a Mach 2

Questo aereo passeggeri supersonico, progettato e prodotto dal Consorzio formato dalla inglese British Aircraft Corporation (BAC) e dalla francese Aérospatiale, era spinto da 4 motori Rolls-Royce/Snecma Olympus 593, poteva trasportare 128 passeggeri in 1a classe ad una velocità di crociera superiore a 2 volte quella del suono (Mach 2,04 = 2.180 km/h).

FRANCE-AIR-SHOW-CONCORDE

Tra il primo Concorde entrato in servizio il 21.01.1976 e l’ultimo consegnato ad aprile 1979, vennero prodotti 20 esemplari di Concorde: 7 per la British Airways e 7 per Air France, ciascuno dei quali aveva un suo numero progressivo, pari per gli inglesi (204, 206, 208, 210, 212, 214, 216), dispari per i francesi (203, 205, 207, 209, 211, 213, 215).

Motori360Concorde-08 - Copia

Un progetto sfortunato

Motori360Concorde-09

Poteva essere il precursore di una nuova era di viaggi passeggeri supersonici, ma i suoi alti costi di gestione, la crisi petrolifera degli anni ’70 con l’impennata del costo carburanti e normative ambientali che non consentivano il sorvolo su tutti i territori, hanno portato verso il declino il Concorde. Ci furono anche alcuni inconvenienti tecnici e vennero evidenziati alcuni errori di progettazione, infine come se non bastasse ci fu il tragico incidente dell’esemplare «203» all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi il 25 luglio 2000.

Tutto ciò portò alla decisione di fermare tutta la flotta di Concorde il 24 ottobre del 2003. Stessa sorte che toccò all’altro aereo supersonico, il Tupolev TU-144, realizzato in Unione Sovietica.

L’ultimo dei 18 Concorde superstiti trova una sede permanente

L’esemplare oggetto di questo servizio è il 20° esemplare prodotto (l’ultimo) e fu anche l’ultimo Concorde a volare, essendo atterrato all’aeroporto Filton di Bristol il 26 novembre 2003. Dopo 13 anni di parcheggio all’aperto, alcuni giorni fa il Concorde numero 216 è stato trainato nella sua «nuova casa», un hangar specificatamente costruito nell’adiacente museo Aerospace Bristol che, completamente restaurato, sarà riaperto al pubblico questa estate.

A fine «trasloco», il Presidente di Aerospace Bristol, Iain Gray, ha affermato: “Non potremmo essere più lieti di accogliere il Concorde 216 nella sua nuova casa appositamente costruita all’Aerospace Bristol. Con un tale entusiasmo per il Concorde in questo Paese e in particolare a Bristol dove è stato progettato, costruito ed atterrato per l’ultima volta, è giusto che questo magnifico aereo abbia una sede permanente a Filton. Vorrei ringraziare tutti i nostri donatori per aver contribuito a rendere Aerospace Bristol una realtà e siamo ansiosi di accogliere i nostri primi visitatori questa estate”.

[ Paolo Pauletta ]

Print Friendly, PDF & Email