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Mercato auto 2016: andamento dei prezzi del carburante

Il calo  dei prezzi del petrolio degli ultimi anni viene confermato anche  nel 2016, che ha registrato  un  generale meno 16%. La controtendenza è prevista per quest’anno, con un più 20%  

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È ormai dal 2014 che il prezzo medio del greggio per barile continuava a scendere a causa dell’eccesso di offerta: dai 92,2 dollari/USA del 2014 ai 50,9 del 2015 (-47%); nel 2016 le quotazioni si sono stabilizzate per poi tornare, a maggio, a quota 50, effetto combinato della riduzione della produzione da parte dei paesi produttori non OPEC e delle interruzioni di forniture causate dagli attacchi dei ribelli agli impianti nigeriani e da un incendio di una vasta area del Canada.

A fine novembre dello scorso anno i Paesi OPEC (Arabia Saudita, Iran e altri Paesi produttori del cartello) hanno a loro volta raggiunto – a Vienna – un accordo per il taglio giornaliero della produzione di petrolio di 1,2 milioni di barili a partire dal 1° gennaio di quest’anno, calmierando il tetto produttivo a 32,5 milioni di barili/giorno. A tale accordo possono aderire o già aderiscono paesi non OPEC, come la Russia, che si è infatti impegnata a ridurre la produzione di 300mila barili/giorno dal prossimo mese di marzo; detta quota corrisponde alla metà del taglio aggiuntivo richiesto ai Paesi esterni al Cartello ma a questo vicini. Nonostante un’intesa del genere mancasse dal 2001, rimane lo scetticismo per un sensibile incremento dei prezzi nel 2017.

Il calo medio del prezzo annuale del petrolio nel 2016 è stato stimato del 16% mentre per il 2017 è previsto un rialzo del 20% ma, sempre secondo proiezioni effettuate a dicembre 2016, nei prossimi 5 anni il prezzo potrebbe rimanere comunque sotto i 60 US$ per barile.

Prezzi carburanti in Italia

A dicembre 2016, il prezzo medio ponderato alla pompa dei carburanti è aumentato, a causa del rincaro del prezzo industriale, c.s.:

– benzina senza piombo da € 1,475 / litro di novembre 2016 a € 1,496

– gasolio per autotrazione da € 1,327 / litro di novembre 2016 a € 1,352

– GPL da € 0,580/litro di novembre 2016 a € 0,585

L’incidenza delle imposte (IVA+accise) sul prezzo alla pompa è del:

67% sul prezzo della benzina

64% sul prezzo del gasolio

43% sul prezzo del GPL

Senza dimenticarci che i tanti nostri governanti, di qualsiasi colore siano stati e siano, nulla fanno per:

a) eliminare le accise quelle relative riferite alla Guerra d’Abissinia, (1935), Crisi di Suez (1956), Disastro del Vajont (1963), Alluvione di Firenze (1966), Terremoto del Belice (1968), Terremoto del Friuli (1980), Missione in Libano (1983), Missione in Bosnia (1986), Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004).

b) correggere l’artato metodo di calcolo che, ai fini del calcolo dell’IVA, conteggia anche le accise, facendo così pagare la tassa sulla tassa, ma d’altra parte cosa attenderci da una classe politica che nel 1993 si inventò un Decreto legislativo (mai abrogato) che equipara l’ombra che negozi e bar proiettano sui marciapiedi all’occupazione effettiva di suolo pubblico (non c’è forse più saggezza nella storia di «Chichibio e la gru»?).

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Tornando alle rilevazioni possiamo notare come a dicembre, il prezzo medio nazionale del metano per autotrazione (€/kg) sia leggermente diminuito rispetto a quello di novembre, assestandosi fra 0,971 e 0,973. I prezzi medi più bassi sono praticati nelle Marche, in Abruzzo, Molise, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Campania (da 0,925 a 0,962 €/kg), mentre quelli più elevati sono applicati in Trentino Alto Adige, Lazio, Calabria e Sicilia (da 1,030 a 1,040 €/kg (fonte: Assogasmetano).

Consumi di carburante

Motori360_benzinaIl Ministero dello Sviluppo economico nei primi 11 mesi del 2016 ha stimato i consumi medi per la benzina in calo (-2,5%) ed in aumento per il gasolio per autotrazione (+0,2%) e per il GPL (+2,4%).

Dal 2006 ad oggi i consumi di carburante sono comunque progressivamente in calo a causa:

  • della riduzione della percorrenza chilometrica media;
  • del rincaro dei carburanti (antecedente al ribasso del petrolio a partire dal 2015;
  • della riduzione del potere di acquisto negli anni più pesanti della crisi;

e per merito

  • del maggiore utilizzo di mezzi alternativi all’auto nei viaggi di media e lunga percorrenza (offerte low cost dei viaggi in aereo, in treno e in autobus);
  • delle miglior performance, in termini di resa chilometrica e consumi, dei nuovi modelli di auto.

[ Giovanni Notaro ]

Fonte: Studio ANFIA Focus dicembre 2016

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