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Mercato dell’auto 2016 in Italia: +16%

Le 1.825.000 autovetture immatricolate nel 2016 hanno portato l’Italia al quarto posto nell’UE, dopo Germania, Regno Unito e Francia

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Dicembre 2016, con le sue 125mila nuove auto immatricolate, ha portato il cumulato dell’anno da poco concluso a 1.825.201 unità (+15,8% = 249.000 autovetture sui volumi 2015); un bel balzo in avanti che consolida l’inversione di tendenza registrata già nel 2015 ma che purtroppo perde significato se si considera che i volumi 2016 sono inferiori del 27% rispetto a quelli del 2007.

Risultati dovuti ad una positiva combinazione di fattori che vanno dal basso costo del denaro alla relativa facilità di accesso al credito e dal calo dei prezzi dei carburanti alle aggressive campagne commerciali dei Produttori, cui si aggiunge la sostanziale tenuta del clima di generale fiducia dei consumatori che, pur se nell’anno in flessione rispetto al 2015 (da 101,4 a 100,3), ha dato segni di ripresa proprio nello scorso dicembre portandosi da 108,1 a 111,1 (livello registrato lo scorso luglio 2016).

Le aspettative generali di consumatori ed imprese

In sostanza la componente positiva dell’aspettativa per il futuro torna ad aumentare nel mese di dicembre (da 113,8 a 116,2) con i giudizi e le aspettative dei consumatori circa la situazione economica del Paese che migliorano decisamente. Altrettanto positive sono le opinioni sulle aspettative di diminuzione sia della disoccupazione e sia dei prezzi al consumo (giudizi sui 12 mesi passati e aspettative per i prossimi 12).

Più variegata la situazione relativa alle aspettative delle imprese che nel mese di dicembre fanno registrare un peggioramento della fiducia nei servizi e nelle costruzioni mentre l’indice sale da 102,2 a 103,5 nella manifattura e da 106,5 a 107,4 nel commercio al dettaglio.

Miglioramenti anche nelle componenti del clima di fiducia nel comparto manifatturiero, nelle aspettative per gli ordini e nelle attese sulla produzione mentre i giudizi sull’andamento delle scorte rimangono stabili.     In peggioramento i giudizi sul livello degli ordini e le attese sull’andamento generale dell’economia mentre il saldo delle attese sugli ordini rimane stabile.

Nel commercio al dettaglio in miglioramento sia i giudizi sulle vendite correnti e sia le attese sulle vendite future mentre il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino diminuisce.

Va sottolineato la spinta fornita al buon andamento del mercato dalla misura del superammortamento (il 140% del valore) dei beni d’impresa – autoveicoli inclusi – introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 confermata anche nella Legge di Bilancio 2017.

L’indagine ISTAT sulle intenzioni di acquisto delle auto nel corso del 2017

La propensione all’acquisto di un’auto nei mesi a venire è andata dall’8,7% di aprile 2016 al 9,2% del successivo luglio (risposte «certamente sì» e «probabilmente sì»). Ad ottobre tale propensione è scesa all’8,2% a causa del rallentamento del ritmo di crescita delle vendite ai privati: dal +30% del 1° trimestre si è rispettivamente passati al +14% / +3% e +1,7% rispettivamente nel 2°, 3° e 4° trimestre 2016.

Analisi del mercato autovetture Italia Gennaio/Dicembre 2016 (*)

Nel 2016 sono state immatricolate 1.825.210 autovetture, +15,8% rispetto al dato 2015; nell’ambito di tale cifra il Gruppo FCA ha immatricolato 530.613 autovetture, +18,5%, con una quota del 29,1%.

Il gruppo italiano è seguito dal Gruppo VW con il 13,3% di quota (+16,3% l’incremento dei volumi), Gruppo Renault con il 9,1% (+19,8%), dal Groupe PSA con l’8,7% di quota (+10,7%), Ford con il 6,8% (+13,7%) e GM con il 5,2,% (+6,8%).

I Costruttori giapponesi complessivamente pesano per il 10% del mercato (+10%), mentre i Costruttori coreani pesano per il 6% (+18%).

Sono 6 i modelli FCA nella Top Ten di Gennaio-Dicembre. Nelle prime 4 posizioni: Panda, Ypsilon, 500L e 500; seguono, in 7° e 8° posizione, 500X e Punto.

(*) Le analisi sono frutto di elaborazioni ANFIA sulla base delle risultanze presenti nell’archivio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, effettuate in data 4/01/2017.

Le modalità d’acquisto

Nel 2016, le vendite ai privati – in crescita dal mese di luglio 2014 e con incrementi a due cifre da marzo 2015 fino a maggio 2016 – rallentano a partire dal mese di giugno (+5,2%) e registrano a luglio il primo segno negativo da due anni: -5,7%. Ad agosto sono in rialzo del 18,5% e a settembre del 4,9%, mentre ad ottobre ritorna il segno meno (-4,4%), seguito dal +4,2% di novembre; positivo, infine, anche dicembre, a +6,3%.

A gennaio-dicembre 2016, le auto intestate ai privati crescono del 13% e quelle intestate alle società del 21%. Il totale della quota mercato è ripartito fra i privati (oltre il 60%) e le società (circa il 40%).

Le flotte aziendali (escluso noleggio e leasing) sono aumentate, sempre su base annua, del 27,5% (quota 16,1%) mentre le vendite di auto a società di leasing sono aumentate del 20,3% (quota del 3,3%). Il noleggio, con 364.498 nuove autovetture, è al 20% del mercato (+16,7% sul 2015).

Il noleggio a lungo termine cresce di oltre il 18% e quello a breve termine del +14,2% (dati Aniasa). Si tratta, per il noleggio, del terzo anno consecutivo di notevole crescita, passando da 264mila unità nel 2014, anno di ripresa del mercato nazionale, ad oltre 364mila unità nel 2016, un aumento di 100.000 immatricolazioni.

1 vettura su 5 è intestata a società di noleggio il cui mercato si rivela sostanzialmente stagionale con vendite che, più significative nei mesi primaverili, calano a partire dai mesi estivi (a novembre, il noleggio ha perso l’1% rispetto a novembre 2015).

Nel 2016 la distribuzione è rimasta la stessa, con un incremento di 3 punti percentuali di quota nel mese di luglio rispetto allo stesso mese del 2015, di un punto ad agosto 2016 e di nuovo di 3 punti a settembre 2016 rispetto a settembre 2015, mentre ad ottobre la quota è salita al 18% del mercato contro il 13% del 2015 e il 15% del 2014.

Lo scorso dicembre la quota del noleggio è risultata in linea con quella del 2015 mentre nel 1° quadrimestre 2016 l’aumento è stato del 7%; se si guarda invece all’andamento della curva della media mobile a 4 mesi, quella del 2016 evidenzia che un balzo delle vendite, per questo segmento di mercato, nel 2° e nel 3° quadrimestre (rispettivamente +27% e +24% rispetto agli stessi periodi del 2015).

Diversi i fattori che hanno contribuito al miglioramento e consolidamento del noleggio a breve termine:

  • Il forte calo del turismo nei Paesi del Nord Africa e del Sud della Francia, ha indotto i tour operator nazionali ed esteri ad orientare la propria clientela verso Italia, Spagna e penisola balcanica, determinando la crescita dell’offerta del servizio, a cui ha contribuito la presenza sul mercato di broker privati accanto alle compagnie tradizionali.
  • L’attività dei broker che, avendo maggiore facilità nell’avvicinare professionisti e piccole imprese, si affidano alle società di noleggio e contribuiscono ad una maggiore competitività del mercato.
  • Il ri-orientamento degli italiani verso mete nazionali per le loro vacanze estive (circa il 66%, dati Osservatorio Nazionale del Turismo).

Come è noto, la quota di auto nuove intestate in Italia ai privati è più alta rispetto a quella dei major markets europei (Germania, UK, Spagna) e questo anche a causa delle forti carenze del Trasporto Pubblico Locale; inoltre, a differenza della Germania o del Regno Unito, l’auto non è in Italia un benefit largamente diffuso e questo non stimola il rinnovo del parco attraverso un ricambio delle flotte aziendali, visto che queste hanno cicli di sostituzione più rapidi di quelli delle auto private.

La mobilità condivisa e quella alternativa all’auto

Attraverso ICS – Iniziativa Carsharing, cui a partire dal 2001 alcuni Comuni italiani volontariamente associati, hanno contribuito alla messa in campo dei primi servizi di car sharing secondo uno standard tecnico comune.

L’offerta, nel tempo, si è estesa e sviluppata, offrendo in aggiunta al servizio «Station Based» (con consegna dell’auto in stazioni fisse, servizio offerto in 26 città), il servizio «Free Floating» (con la possibilità di depositare l’auto all’interno di una zona molto ampia, servizio presente in 7 città italiane).

L’ingresso dei privati nell’offerta dei servizi ha di fatto ampliato l’offerta tanto che i servizi di car sharing in Italia sono attivi nei principali Comuni medi-grandi (da 60mila a 250mila abitanti) e grandi (sopra i 250mila abitanti): a luglio 2016, secondo l’indagine dell’Osservatorio Nazionale sulla Mobilità, sono stati censiti 5.764 veicoli (56% al Nord, 39% al Centro e solo il 5% al Sud).

La flotta delle auto condivise si concentra principalmente su Milano, Roma, Torino e Firenze. Roma, pur essendo seconda in termini assoluti, è la città con la minore densità di veicoli rispetto alle altre top 3, sia rispetto alla superficie che al numero di abitanti. ll primo operatore in Italia è Enjoy, seguito da Car2go: entrambe le loro flotte sono composte da auto alimentate a benzina (dati 2015) mentre la componente elettrica del parco complessivo è solamente del 12%, comunque nettamente superiore a quella del mercato nazionale nel suo insieme. Nel 2015 sono stati effettuati in totale circa 6,5 milioni e mezzo di noleggi (50 milioni i chilometri complessivamente percorsi). Complessivamente risultano iscritti ai servizi di car sharing a dicembre 2015 circa 700mila utenti, il cui 98% residente a Roma, Firenze, Milano e Torino.

Mercato 2016 per segmento

Il segmento dell’alto di gamma (Superiori, Lusso, Sportive, SUV grandi e Monovolumi grandi) registra un aumento tendenziale del 23% circa nell’intero 2016, con uno share del 2,8% sul totale mercato e questo nonostante l’applicazione del superbollo.  Le vendite di SUV di tutte le dimensioni (inclusi quelli grandi) totalizzano oltre 482mila unità (+25% e 26% del mercato). +10% le vendite dei segmenti A/B (super utilitarie e utilitarie che rappresentano circa il 44% del mercato -2% sul 2015).   Le vendite di auto del segmento C (medie-inferiori) crescono del 27% circa e quelle del segmento D (medie) del 22%.

Se si guarda alla distribuzione geografica, si può notare che:

  • nell’area Nord Ovest, i privati rappresentano il 61% del mercato, il noleggio il 10%, e le società, qui maggiormente presenti rispetto alle altre aree geografiche, il 28,7%
  • nell’area Nord-Est, noleggio e privati sono quasi equivalenti (oltre il 40%), ma la domanda di auto intestate alle società rappresenta il 14,6% del mercato;
  • nell’area Centro, i privati pesano di più rispetto alla media nazionale (68% vs 60%) mentre noleggio e società sono equamente distribuiti (16%);
  • nell’area Sud e Isole 82 auto su 100 sono vendute a persone fisiche, mentre 16 sono intestate a società e meno di 2 sono intestate a società di noleggio;
  • sulla domanda complessiva dei privati (oltre 1,1 milioni di autovetture), il 55% è venduto nelle regioni dell’Italia Settentrionale;
  • l’incremento delle vendite ai privati è stato maggiore nelle regioni del Centro e del Sud, rispetto alla media nazionale.

Trasferimenti di proprietà (dati provvisori ACI)

Premesso nel corso dell’intero 2016 per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 154 usate, sempre nello stesso periodo sono stati registrati in tutto 5.035.273 passaggi di proprietà (in aumento del 6,9% incluse le minivolture, ovvero i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale).

Le minivolture sono aumentate del 10,6% (2.215.597 atti) e rappresentano il 44% di tutti i trasferimenti di proprietà (42,5% nel 2015 con un incremento del 4,1% (2.819.677 formalità).

Le radiazioni, 1.371.365, sono state appena l’1,5% in più rispetto al 2015. Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,75 in tutto il 2016 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 75, rispetto alle 85 del 2015).

[ Giovanni Notaro ]

Fonte: Studio ANFIA Focus dicembre 2016

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