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Peugeot 208 GTi, evoluzione di un mito

A spasso nell’entroterra marchigiano con la «peperina» del Leone

Piccola, compatta, maneggevole e potente. Questi sono in sintesi gli elementi che consentono di esaltare il piacere della guida, soprattutto su in percorso misto come quello che dalla Romagna entra nelle Marche fino al borgo medievale di Gradara, passando per Tavullia, feudo di «Vale».

I suoi 208 cv si sentono immediatamente, sono pronti a scalpitare, ma il tipo di strada ed i continui attraversamenti di centri abitati con i conseguenti limiti di velocità, non consentono di sfruttare le sue potenzialità, meglio accontentarsi di un’andatura turistica e godere delle bellezze che il paesaggio offre.

Nonostante la velocità non elevata, si ha modo comunque di apprezzare quella sensazione di attaccamento al suolo dovuta alle carreggiate allargate, +10 mm davanti e +20 mm dietro, e agli pneumatici 205/45R montati su cerci in lega Carbone Grigio Storm da 17”. Nonostante la sportività del modello, sotto il pianale del vano bagagli da 285 litri, trova posto la sempre utile ruota di scorta.

Anche se la 208 nelle versioni normali hanno 4 porte, la 208 GTi ha giustamente 2 porte che le regalano quel tocco di sportività indispensabile al modello. Per accedere ai posti posteriori bisogna essere abbastanza agili, ma d’altra parte è una vettura per giovani che viaggiano in 4 solo occasionalmente. I posti anteriori sono in linea con il carattere della vettura, i sedili sportivi sono rivestiti in pelle nappa e tessuto Nero Mistral con inserti e cuciture rosse. Pratico il bracciolo centrale nei lunghi viaggi, ma se bisogna usare spesso il cambio è meglio alzarlo.

Sul podio sia nelle vendite che nei rally

GTi è una sigla che evoca temperamento sportivo e prestazioni brillanti fin dal 1984, quando al Salone di Ginevra viene presentata la variante sportiva della piccola 205, la GTi appunto. Sotto il cofano aveva un 4 cilindri a benzina da 1,6 litri con 105 cv e da subito diventa l’oggetto del desiderio per la maggior parte dei giovani e non solo, tanto che ne vennero prodotti quasi 300mila esemplari. Questo successo è dovuto anche alla vittoria del Mondiale Rally Costruttori e Piloti nel 1985 con Timo Salonen e nel 1986 con Juha Kankkunen con la versione 205 T16. Per festeggiare queste vittorie, la 205 GTi viene aggiornata con un incremento di potenza e i cavalli salgono a 115.

Passano gli anni, ma il mito rimane, anzi si consolida e negli anni ’90 vengono commercializzate alcune versioni, o meglio, allestimenti speciali (Gentry, Griffe, Grand Prix) e per il mercato italiano la Action e la Plus sulla base della 205 GTi con il motore 1,9 litri da 130 cv e la rara 205 GTi Gutmann che aveva la testata a 16 valvole della 309 per una potenza di 160 cv.

208 GTi by Peugeot Sport

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Nel 2013 nasce la sua erede, la 208 GTi con un motore 1.6 turbo da 200 cv, ma non basta, l’anno successivo ricorre il 30° compleanno di questo entusiasmante modello e la Casa del Leone realizza una Special Edition 208 GTi 30th firmata Peugeot Sport con un nuovo motore Euro6 1.6 THP (Turbo High Performance) con 208 cv (+8 cv). L’intervento di Peugeot Sport non si limita a qualche cavallo in più, ma all’adozione di un cambio manuale a 6 rapporti, di un differenziale Torsen a slittamento limitato, di un assetto ribassato di 10 mm, di carreggiate allargate di 22 mm anteriormente e 16 mm posteriormente, di cerchi da 18”, di pinze freni rosse e di doppi terminali di scarico cromati. Tutti elementi determinanti per regalare forti emozioni su strada, ma soprattutto in pista dove l’abbiamo provata.

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Il prezzo della 208 GTi parte da 22.900 euro, per la versione by Peugeot Sport bisogna aggiungere 3.400 euro.

[ Paolo Pauletta ]

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