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DONNE AL VOLANTE? SI, GRAZIE

Sicurezza, prevenzione, comportamenti ad hoc in situazioni estreme. Una schiera di partecipanti al femminile si sono cimentate in pista tra acquaplaning e testa coda per festeggiare la ricorrenza annuale dell’8 marzo e ricordare che le donne, anche sulla strada, sanno il fatto loro. Di Ilaria Salzano

A-motore ha frequentato il corso di guida sicura Aci-Sara all’ autodromo di Vallelunga, per sfatare quei luoghi comuni sulle donne alla guida ancora troppo diffusi. L’addestramento inizia fin dal mattino in aula: niente appunti, carta o penne, ma una serie di video, dibattiti, domande su “quello che succede se..”, mostrano come anche la persona preparata ad affrontare la frenetica vita quotidiana (con tanto di seggiolini, passeggini, cinture) possa risultare poco prudente, anche se è convinta del contrario. Una vera e propria sensibilizzazione psicologica che, dati alla mano e calcoli matematici in pugno, toglie ad ognuna la forza di ribattere:  anche ad una velocità di soli 50 km orari l’ accelerazione fa sì che il peso delle persone a bordo si moltiplichi 6 volte.  “Che vuol dire che se mi metto la cintura non viaggio sicura?” ribattono in aula, “No, viaggi sicura, certo, ma a patto che la cintura sia allacciata correttamente e stretta subito dopo, che il poggiatesta sia regolato e che le mani stiano sul volante come previsto…  se un peso tale non viene tenuto al sedile adeguatamente e tamponate ecco quello che può succedere”. L’istruttrice manda il video e lo scoppio di un airbag fa inorridire le spettatrici. Ma tutte vengono sollecitate perché poche sono le occasioni in cui si viaggia “sicuri” con persone che passo passo insegnano a  superare i pericoli su strada: “oggi non bisogna avere remore, anzi, spingete l’ acceleratore, frenate bruscamente, esagerate fino al sovrasterzo con il volante per vedere cosa succede”. Il circuito del centro di guida sicura ha ospitato parecchie persone che ha diviso in gruppi, ognuno contraddistinto da un braccialetto colorato, ma tutti uniti da un unico motto che inevitabilmente riporta “think safe”. Si scende in pista e già si sa molto su ciò che concerne pneumatici, manutenzione, sicurezza. Ad aspettare le guidatrici ci sono delle fiammanti Mini. Dopo un approfondimento in aula è inevitabile però ora quella paura di guidare tutta al femminile. Una vettura a coppia, affinché  si possa avere tempo a disposizione non solo per provare, ma anche per conoscere il comportamento dell’auto in condizioni anomale riprodotte nel circuito. Gli istruttori spronano le allieve attraverso i walkie-talkie di bordo, suggeriscono il comportamento migliore in ogni situazione, spiegando dove, come e perché, senza esitazione. Esercizi facili all’inizio e poi sempre più difficili: si alternano percorsi ad ostacoli, frenate d’emergenza, con e senza ABS,  muri d’acqua, tragitti su asfalto e resina per provare la diversa aderenza, combattendo con i fenomeni dell’acquaplaning e i testa coda del momento. Circuiti in cui ci si accinge alla guida timorose per uscirne poi divertite, e coscienti dei rischi che si affrontano sulle strade.  Cerimonia con tanto di attestato coronano una giornata tutta al femminile che mai ci saremmo sognate decenni fa. “Entrerete pensandovi piloti e uscirete somare” affermava Ruggero Campi, Presidente centro guida sicura Aci –Sara, all’ inizio dell’addestramento. Un’affermazione che ha spiazzato la platea, convinta del contrario. Effettivamente solo tornando a casa si nota che il corso non è finito, anzi: sensibilizzate, addestrate, provate in pista, le partecipanti entrano nell’abitacolo con la vera consapevolezza, adesso, che qualcosa deve cambiare.  Solo ora  ci si rende conto quanto la sicurezza non è mai troppa, e quanto sia difficile ma importante raggiungere quella sufficienza di cui parlava.

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