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MINI Countryman: buona la seconda

Questa nuova generazione unisce al proverbiale stile inglese un’immagine più dinamica e sfaccettata

Mini Countryman
La nuova MINI Countryman di seconda generazione è stata vestita con un design ancora più caratterizzato, più da crossover e leggermente meno urbano tanto che gli uomini del Marketing Mini ed in particolare Christopher Weil (Head of Exterior Design at MINI) la considerano “come l’avventuriera della famiglia, sempre pronta a nuove esperienze, sia in città sia fuori dai percorsi battuti”.

Apparsa nel 2010, MINI Countryman ha subito convinto gli automobilisti amanti delle vetture compatte ma non esili e questa seconda generazione non rinnega la tradizione pur presentando rispetto alla prima linee maggiormente slanciate e decise; racconta infatti Oliver Sieghard (Head of Interior Design at MINI) che “era per noi chiaro che la Nuova MINI Countryman dovesse fare un ulteriore passo in avanti per quanto riguarda l’estetica pur rimanendo una MINI. Dal punto di vista del design, la Countryman è il modello più robusto e ben piantato della famiglia MINI”.

Gli esterni

Qui non si parla solo di estetica più o meno rivista ma di una sostanziale rivisitazione più strutturale che estetica: la lunghezza aumenta di 20 centimetri, la larghezza di 3, ed il passo di 7,5 con positivo impatto sullo spazio a disposizione dei cinque occupanti e relativo bagaglio.

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In comune con altri modelli della gamma del marchio sono la tipica silhouette che incorpora alcuni elementi del design caratteristico di MINI, il tetto «floating helmet» e la striscia cromata lungo la linea di cintura.

Una novità caratterizzante è rappresentata dai proiettori che per la prima volta sono interamente circondati dagli anelli delle luci diurne che, funzione estetica a parte, rendono l’auto immediatamente visibile sia di giorno che di notte.

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Altra peculiarità del modello è la bordatura metallica (più squadrata della precedente) aggiunta alla banda nera che segue l’intero profilo della fiancata e che comprende le arcate delle ruote dando alle stesse maggiore importanza. Le fiancate sono maggiormente tese mentre le luci, la griglia anteriore e i tipici segnalatori luminosi laterali sulle fiancate sono stati posti in maggiore evidenza. Allo stesso tempo, il pacchetto opzionale ALL4 conferisce al design della Countryman un carattere da SAV ancora più muscoloso grazie ai binari sul tetto, agli ulteriori accenti neri sul paraurti ed alle protezioni color argento del sottopavimento.

Rivisti anche gli interni – ricca l’offerta di optionals

Ai classici punti di forza di una SAV (sedili rialzati, trazione integrale e spazio interno) ora si aggiungono andamenti orizzontali che conferiscono all’abitacolo un aspetto più ampio e più moderno ma sempre distinto dall’utilizzo di materiali di alta qualità e dall’ampia possibilità di personalizzazioni, per esempio con l’aggiunta di finiture cromate o strisce retroilluminate.

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A questo proposito Sieghart sottolinea che “Il marchio MINI vanta una lunga tradizione che vorremmo esprimere in una moderna interpretazione piuttosto che soltanto con qualche richiamo”. E questo si traduce in sedili con cuciture diagonali reinterpretati in chiave contemporanea e con nuove combinazioni di colori che portano gli interni ad un nuovo e più creativo livello.

Completamente e diversamente evoluto il display centrale circolare da 8,8″, ora touch screen ma solo in abbinamento con il pacchetto Wired (a richiesta), che comprende anche il sistema di navigazione Mini Professional e il «touch controller» sulla console centrale.

Nuovo anche il MINI Country Timer, che mostra sul display centrale grafici relativi alle distanze percorse in fuoristrada alla velocità ed altri parametri.

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Da notare poi che alla più recente versione del sistema Mini Connected (che sincronizza calendari e rubriche di dispositivi mobile e smartwatch e li interpola con gli aggiornamenti sul traffico), si affianca la nuova funzione Find Mate che, compresa nel pacchetto Wired, può localizzare wireless – tramite una sorta di «tag» – oggetti di frequente utilizzo come borse, valigie, portachiavi o zaini.

Altri optionals disponibili sono il climatizzatore automatico bi-zona ed il tetto panoramico

L’aumento delle dimensioni esterne e del passo ha reso possibile la maggiore flessibilità degli interni ora caratterizzati dall’innesto di nuovi sedili posteriori scorrevoli con un’escursione longitudinale di 13 cm ed una tripla suddivisione del divano (40:20:40) ora con schienali reclinabili mentre nell’apertura del bagagliaio è stata ricavata la cosiddetta Picnic Bench, ovvero una «panchetta» che offre un appoggio aggiuntivo per escursioni e pic-nic.

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Di tutto questo ha beneficiato anche la capienza del bagagliaio che rispetto al vecchio modello guadagna 100 litri in più (e gli attuali 450 litri a sedili posteriori in posizione d’uso, divengono 1.390 a sedili abbattuti).

Meccanica e controlli – Consumi ed emissioni

Questa nuova Countryman si offre con 4 diverse motorizzazioni: due turbo-benzina (Cooper con 1.5 tre cilindri da 136 cv e 220 Nm e Cooper S con il 2.0 quattro cilindri da 192 cv e 280 Nm della Cooper S) e due diesel che sono in pratica altrettante varianti del 2 litri quattro cilindri, che sulla Cooper D eroga 150 cv e 330 Nm (4,5 – 4,3 l/100 km, emissioni di CO2 di 118-113 g/km, a seconda degli pneumatici) mentre sulla Cooper SD arriva a 190 cv e 400 Nm.

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La Cooper può essere richiesta con cambio manuale a sei marce o con l’automatico sei marce Steptronic mentre la Cooper S e la Cooper D possono avere sia il manuale sia l’automatico otto marce Steptronic mentre la Cooper SD è offerta solamente con l’otto marce.

La trazione integrale All4 è disponibile a richiesta per tutte le versioni con motori tradizionali, mentre sulla Cooper S E è data dalla presenza anteriormente del motore termico e relativa trazione e posteriormente del motore elettrico sul corrispondente assale.

Le sospensioni sono a schema McPherson davanti e multilink dietro, mentre a richiesta si possono avere gli ammortizzatori regolabili Dynamic Damper Control con il selettore delle modalità di guida Mini Driving Modes, che permette di scegliere tra i «caratteri» Mid, Sport e Green.

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Presente – ovviamente di serie – il sistema di frenata autonoma d’emergenza abbinabile a Driving Assistant con regolazione della velocità, Approach and Pedestrian Warning, High Beam Assistant e riconoscimento della segnaletica. Disponibili come optionals anche il Park Distance Control, la retrocamera, il Park Assistant e l’head-up display.

Il nuovo modello ibrido plug-in

La MINI Countryman registra per la prima volta l’ingresso in gamma di un modello ibrido plug-in, variante immediatamente riconoscibile rispetto ai modelli spinti da motorizzazioni tradizionali, grazie ai numerosi elementi distintivi gialli, come il logo MINI E e la presa di ricarica accanto al segnalatore luminoso laterale.

Questa Cooper S E All4, rappresenta la «prima volta» di un ibrido plug-in in Casa BMW e nasce dall’accoppiamento del 1.5 turbo benzina tre cilindri da 136 cv con un motore elettrico sincrono da 88 cv, sull’asse posteriore (in totale 224 cv e 385 Nm con un consumo dichiarato a ciclo NEDC di 2,1 l/100 km ed emissioni di CO2 di 49 g/km); a Zero emissioni l’auto può raggiungere i 125 km/h con un’autonomia di 40 km.

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Anche gli interni contengono elementi specifici che identificano il modello come l’ibrido plug-in della gamma, compresi gli inserti sul volante e sul gruppo strumenti, gli strumenti stessi adattati per la guida elettrica e un’ampia interfaccia per l’utente che mette in evidenza le funzioni ibride plug-in della vettura. Inoltre, il pulsante start/stop sulla console centrale non è più di colore rosso, come nelle altre MINI, ma giallo.

[ Giovanni Notaro ]

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