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Land Rover Discovery, fascino britannico

Contenuti teconologi di gran livello, grandi spazi interni e conferma della mobilità su strada e fuoristrada con il solito, elegante aplomb d’oltre Manica

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1,2 milioni di «pezzi» venduti in 27 anni (stiamo parlando di un SUV del tutto particolare e non di una utilitaria dai grandi numeri) attestano la validità del progetto Discovery, che ad ogni step si evolve pur rimanendo fedele a se stesso, al suo mix di fascino britannico ed al suo spirito di avventura, sia pur in giacca e cravatta.

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Anche questo nuovo modello di quinta generazione, che si avvantaggia dell’architettura SUV full-size, leggera e robusta, offre sette posti, sistemati su tre file di sedili a differenza della maggioranza dei concorrenti che si limita alla formula 5+2; entrambi i sedili della terza fila montano punti di ancoraggio ISOFIX (cinque in totale – in configurazione 7 posti).

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Per l’abitacolo, i clienti della nuova Discovery avranno a disposizione un’ampia scelta di materiali premium, inclusi rivestimenti in lussuosa pelle Windsor e finiture in quercia naturale mentre nel modello «First Edition», in tiratura limitata (soltanto 2.400 gli esemplari prodotti), avrà caratteristiche del tutto particolari, dalla mappa incisa sulle finiture in alluminio delle portiere e della plancia, a distintivi esclusivi, da un’audace gamma colori ad un’ampia gamma di equipaggiamenti di serie di livello superiore.

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L’opzione Dynamic Design Pack offre – fra l’altro – il tetto a contrasto, paraurti anteriore e posteriore più aggressivi, rivestimenti in pelle, e volante e pedaliera di ispirazione sportiva.

Connettività e funzionalità

Arriva, in prima mondiale, la tecnologia Intelligent Seat Fold, che permette di riconfigurare la seconda e terza fila di sedili, utilizzando i comandi posti nella parte posteriore del veicolo, il touchscreen centrale, o addirittura tramite smartphone, ricorrendo ad una specifica app che fa parte dei servizi InControl Touch Pro (quest’ultima opzione permette, ad esempio, di riconfigurare il layout dei sedili dall’interno di un negozio, per caricare colli ingombranti).

La prima fila di sedili è riscaldabile, rinfrescabile ed ha in più la funzione massaggio, la seconda fila è riscaldabile o rinfrescabile mentre la terza è solamente riscaldabile. Molto utile anche la nuova funzione Auto Access Height, che riduce l’altezza di marcia del veicolo fino a 40 mm, per facilitare la salita o la discesa dal veicolo.

Altro punto di forza della nuova Discovery è rappresentato dal sistema di infotainment InControl Touch Pro che grazie al touchscreen da 10″ posto in alto sulla consolle centrale che ora non solo ha un aspetto più lineare ma, grazie alla riduzione di un terzo degli interruttori fisici presenti, è diventato più immediatamente gestibile.

I menu, dalla grafica chiara e dall’eccezionale navigabilità, includono la navigazione porta a porta, che consente di condividere le informazioni con uno smartphone associato, particolarmente utile nel caso un percorso debba essere completato a piedi.

La connettività per iOS e Android si abbina al sistema digitale surround Meridian con 14 altoparlanti, subwoofer e Wi-Fi 3G per un audio al top, sia si tratti di una riproduzione in streaming online, oppure diretta da un dispositivo connesso.

La nuova Discovery è in grado di soddisfare le esigenze di connessione per smartphone o tablet di tutti passeggeri di ogni ordine di sedili grazie a sei prese a 12 volt, sette porte USB (o fino a nove, se viene specificato il sistema di intrattenimento ai posti posteriori).

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Un’altra tecnologia pensata per le famiglie attive è il bracciale Activity Key di Land Rover, ideale per chi pratica hobby e attività sportive: accostando il bracciale impermeabile Activity Key alla D del distintivo Discovery presente sul portellone, il sistema blocca il veicolo e disabilita il normale telecomando, che può essere tranquillamente lasciato all’interno del veicolo. Il cliente potrà quindi correre, nuotare, cavalcare o giocare, senza doversi preoccupare della sicurezza dell’auto e né di perdere il telecomando.

Capacità di trasporto

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Il problema della sistemazione degli oggetti all’interno dell’abitacolo è stato risolto grazie all’inserimento di un portaoggetti nascosto nella consolle centrale (capace di ospitare quattro iPad o due bottiglie da due litri), un contenitore centrale in grado di contenere cinque iPad, con coperchio incernierato a 180°, che funge da bracciolo anche in posizione aperta, un ripostiglio per piccoli oggetti, dissimulato dietro al pannello ribaltabile del Controllo Climatizzazione.

Un «curry hook» a filo, azionabile a pressione, è stato posto nello spazio antistante i piedi del passeggero della prima fila, in modo da poter assicurare la borsa della spesa.

Altrettanta attenzione è stata dedicata al vano bagagli che ora vanta una capacità di carico di 2.500 litri, o fino a 1.231 litri dietro la seconda fila di sedili, mentre il nuovo Powered Inner Tailgate a doppio uso garantisce tutta la versatilità che ci sia aspetta da una Discovery.

Pratico e, perché no, anche mondano è il pannello ribaltabile posto al limite del vano di carico che in posizione rialzata funziona come pratica ritenzione del bagaglio, mentre una volta abbassato, si rivela essere una sezione a sbalzo da 285 mm che diventa una seduta da sfruttare per eventi all’aperto o per cambiarsi le scarpe infangate al riparo del nuovo portellone (ora in un unico pezzo). Questo semplice dispositivo riproduce la funzionalità del portellone ribaltabile orizzontalmente che equipaggiava la precedente generazione Discovery.

Comfort e capacità

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Le ben note doti di mobilità off-road sono servite da una tecnologia avanzata, che perfeziona inoltre la facilità d’uso della nuova Discovery nella guida quotidiana.

L’altezza dal suolo, che raggiunge i 283 mm (+43 mm) e la profondità massima di guado di 900 mm (+200 mm), permettono alla Discovery di affrontare in tutta disinvoltura piste trasformate in acquitrini o strade allagate (ricordiamo comunque che un ruolo importante, in condizioni di bassa aderenza, lo giocano le coperture montate al momento). Su terreni particolarmente insidiosi si può comunque programmare il sistema All-Terrain Progress Control (ATPC) che mantiene automaticamente un avanzamento lentissimo alla velocità selezionata dal guidatore che può così concentrarsi sullo sterzo per affrontare più tranquillamente gli ostacoli, senza doversi occupare di acceleratore e freni. Il sistema può essere anche impiegato per le partenze su superfici a scarsa aderenza.

Inoltre il sistema multimodale Terrain Response 2 ottimizza, tramite una manopola, una gamma di regolazioni che va dalla risposta all’acceleratore alle caratteristiche dei cambi di marcia, arrivando perfino a selezionare automaticamente le tarature ottimali.

Abbandonata la struttura in acciaio con telaio a longheroni e traverse, la Discovery ha ora una monoscocca in alluminio, leggera (-480 kg) e durevole, contribuisce al miglioramento delle prestazioni stradali. La sospensione posteriore Integral Link migliora la maneggevolezza del veicolo senza comprometterne il comfort di marcia cui contribuisce, anche in termini di sicurezza, la Posizione di Guida Dominante, che fornisce una visibilità eccellente in ogni condizione di guida.

Altra peculiarità della famiglia Discovery è la capacità di traino (qualcuno ricorderà che il giorno del suo lancio – nel 1989 – l’auto trainò un treno) che è di 3.500 kg; sono note le difficoltà di guida con rimorchi tanto impegnativi, specialmente in manovra, ed ecco quindi l’Advanced Tow Assist un ingegnoso sistema che facilita le manovre in retromarcia con rimorchio effettuando automaticamente il controsterzo necessario per posizionare correttamente il rimorchio in retromarcia: il pilota può semplicemente guidare il rimorchio nello spazio desiderato usando la manopola rotativa del Terrain Response 2.

Per facilitare ulteriormente la manovra, sulle immagini riprese dalla telecamera posteriore e proiettate sul touchscreen, vengono sovrapposte delle linee, che consentono di guidare correttamente il rimorchio in questa (ex) complessa operazione.

Propulsori

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La gamma di propulsori Jaguar Land Rover si articola in unità da quattro e sei cilindri, benzina e diesel, tutte abbinate ad una trasmissione automatica ZF ad otto rapporti.

Si parte dal premiato ed efficiente quattro cilindri diesel Td4 Ingenium 2 litri da 180 cv (in Italia sarà disponibile a 3 mesi dal lancio), caratterizzato da consumi combinati di 6,0 l/100 km ed emissioni di CO2 pari a 159 g/km (meno 22% sull’equivalente modello precedente) per passare al più potente 2.0 litri diesel Ingenium Sd4 a due turbocompressori che, sempre a 4 cilindri, eroga 240 cv e ben 500 Nm di coppia, con consumi da 5,25 l/100 km ed emissioni di CO2 da 165 g/km.

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Concludiamo con i 6 cilindri: prima il diesel Td6, 3 litri da 249 cv e 600 Nm di coppia, ed infine l’avanzato Land Rover Si6 supercharged, 3 litri da 340 cv con 450 Nm di coppia, numeri che – in entrambi i casi – garantiscono una guida prestazionale e rilassata grazie anche ad una consistente riserva di potenza, utile per trarsi d’impaccio in ogni situazione.

[ Giovanni Notaro ]

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