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DS 3 Cabrio: alla scoperta dello stile

Abbiamo provato la DS 3 Cabrio. Un’auto che rilancia il concetto di cabriolet, semplificandolo verso la più evoluta modernità. E abbiamo ritrovato il DNA che ha permesso alla versione convenzionale della vettura di affermarsi per lo stile deciso, la raffinatezza in ogni minimo dettaglio, e il piacere di guida in tutte le situazioni

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DS 3. Ma non chiamatela Citroën DS 3. Si chiama DS 3 e basta! Perché quella che era una linea di prodotto premium di Citroën, ora può tranquillamente andare per la sua strada, visto che dal 2015 è diventato un marchio a se stante. DS 3 è una delle più agguerrite e temibili «anti-Mini» per eccellenza. Ha introdotto il concetto di stile rilanciando quello della cosiddetta «sobria eleganza», vincendo e convincendo sul pubblico, sul mercato, sui numeri. Da tre anni la DS 3 è affiancata dalla versione Cabrio, proposta come il modello d’origine in diverse versioni a benzina e a gasolio.

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Si parte dal tre cilindri 1.199 a benzina, modello d’attacco da 82 cv/60 kW, al più brioso 110 cv/81 kW, fino al performante 1.6 THP a quattro cilindri da 165 cv/121 kW.

La DS 3 a gasolio è invece declinata nelle potenze di 99/73 kW e 120/88 kW, entrambe basate sul validissimo e noto 1.560 cc a quattro cilindri.

Abbiamo testato a lungo il modello 1.2 PureTech 110 S&S So Chic, forse la versione più equilibrata di quelle a benzina, certamente la più rappresentativa del DNA di cui l’auto è portatrice: ovvero, la dimostrazione pratica che è possibile abbinare il comfort e la silenziosità di un’auto a carrozzeria chiusa, con il piacere della carrozzeria scoperta. Senza rinunciare né all’uno, né agli altri.

Dotata di un ottimo equipaggiamento di serie, la Cabrio tra i principali dispone di airbag frontali e laterali lato guida e passeggero e a tendina 1° e 2° fila, sistema di monitoraggio della pressione pneumatici, vivavoce Bluetooth, climatizzatore elettronico (ECC), cruise control e sensori di parcheggio, mentre, a richiesta, sul nostro modello, bianco perla perlato, erano presenti: ruotino di scorta, bracciolo anteriore centrale, Active City Brake, Pack DS Led Vision, DS Connect Box e cerchi in lega 16” diamantati neri per un prezzo finale di 27.665,00 euro chiavi in mano.

 

La linea

È una «parigina» chic lunga meno di quattro metri (3,95 lunghezza/1,71 larghezza/1,46 altezza). È un’auto che richiama il lusso, ma che non lo da a vedere. La DS 3 Cabrio è tutto questo, e molto di più. E il profilo estetico riprende la versione berlina da cui deriva, differenziandosene minimamente. Vista da lontano, a capote chiusa, si fa quasi fatica a distinguerla dalla DS 3 base.

L’auto è animata da linee orizzontali e aggressive, enfatizzate a loro volta da soluzioni estetiche innovative, come quelle alla base del DS Led Vision. I proiettori ad alta tecnologia abbinano le tecnologie Led e Xeno, e rappresentano una firma luminosa unica e tecnologica, ipnotica, come la definisce la Casa. Proiettori che consentono a DS 3 una visuale efficace e riposante, grazie all’eccezionale qualità dell’illuminazione sia con gli abbaglianti che con gli anabbaglianti. Il sistema si basa sull’utilizzo simultaneo di 3 moduli Led e di un modulo allo Xeno: il risultato, appurato nel corso di alcune trasferte notturne nei boschi dei Monti Cimini o in autostrada per andare Rimini, è un fascio luminoso potente, ampio, omogeneo, che permette maggiore visibilità e una guida più riposante durante i viaggi notturni. La Casa dichiara una riduzione del consumo di energia (del 50% con gli anabbaglianti e del 67% con gli abbaglianti) e un considerevole aumento della durata dei fari.

DS 3 propone anche gli indicatori di direzione a scorrimento, un’innovazione unica nel segmento. A completamento del tutto, i fari diurni a Led nelle prese d’aria anteriori, che rendono inconfondibili la DS 3 Cabrio.

Sul lato posteriore, invece, l’identità è connotata grazie ai fari a Led con effetto 3D e un dettaglio raffinato: il faro 3D sfoggia il logo DS cromato e incastonato in un materiale goffrato nero con motivo DS. Per poter parcheggiare in spazi ristretti, il portellone posteriore si apre con un movimento a traslazione circolare, per aprirsi totalmente anche se l’auto è posta vicino ad altri veicoli, o a un muro.

Gli interni

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Ci accoglie un posto guida ben impostato, e la pedaliera perfettamente allineata. Bene i rivestimenti con effetto tessuto, e volante e leva del cambio che invogliano il guidatore a posizionarsi assecondando la sua indole dinamica. Peccato però per la regolazione a scatti dello schienale: meglio la leva continua.

La consolle lucida è allineata in modo impeccabile, così come tutti gli altri componenti. Non manca il diffusore di fragranze integrato alla climatizzazione. Utilissimi i numerosi vani portaoggetti.

Per le esigenze quotidiane, i sedili posteriori sono apribili in modo frazionato, ribaltabili 2/3-1/3. L’apertura e la chiusura del tetto in tela sono comandati da un pulsante posizionato nella consolle della plafoniera. Il comando permette di aprire il tetto secondo 3 posizioni: intermedia, apertura orizzontale e apertura totale. Anche in posizione di apertura orizzontale, la tela si posiziona dietro ai passeggeri posteriori, lasciando totalmente libera la visuale.

Il motore

La «nostra» DS 3 Cabrio era spinta da un 1.199 cc sovralimentato, in grado di erogare 110 cavalli a 5.500 giri/min. e una coppia max di 205 Nm a 1.500 giri, dotato di sistema Stop&Start e abbinato a un cambio manuale a cinque marce. Il propulsore fa parte della famiglia dei motori a benzina a tre cilindri PureTech: sviluppati da PSA Peugeot Citroën, hanno vinto il Premio Internazionale «Motore dell’Anno 2015». È una famiglia particolarmente prestazionale, articolata anche in versioni aspirate da 1,0 e 1,2 litri, e che ha sostituito le precedenti motorizzazioni permettendo una riduzione media dei consumi e delle emissioni di CO2 del 18%.

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Per il modello da noi provato la Casa dichiara un consumo misto pari a 4,3 litri per 100 km, ed emissioni di CO2 pari a 100 g/km. Pronto all’avviamento, si è mostrato equilibratissimo nel salire di giri. Il perfetto bilanciamento delle masse è tale al punto che soltanto un orecchio allenato potrebbe accorgersi (ma non è detto che ci riesca) che questo propulsore ha una configurazione a tre cilindri. Più marcata invece, grazie alla turbina che spinge fin dai bassi regimi, alla generosa coppia (205 Nm/1.500 giri) e alla conseguente elasticità, l’impressione di trovarsi su un’auto con un motore di cilindrata maggiore. Se potenza e l’elasticità sono i punti di forza di questo tre cilindri turbo, non così si può dire quando si spinge l’auto agli alti regimi. Dove si avvertono i limiti della cilindrata contenuta e la curva delle prestazioni va verso il decadimento. La corretta spaziatura dei rapporti del cambio non fa rimpiangere l’assenza della ormai diffusa sesta marcia, a meno che non si utilizzi l’auto, e frequentemente, su lunghi spostamenti autostradali. Ma a quel punto, diventerebbe naturale e logico orientarsi verso la motorizzazione diesel da 120 cavalli, dotata di un cambio a sei marce. La leva ha la corsa un po’ lunga e gli innesti, talvolta, sono un po’ contrastati.

Su strada

L’auto nasce per essere agile e dinamica, e nel test ha dimostrato di esserlo. Facilitata da un buon assetto, tendenzialmente rigido ma non in modo eccessivo, si rivela ben piantata nei percorsi misti ricchi di curve e saliscendi.

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La gommatura da 16” permette di assorbire al meglio le asperità del terreno e, soprattutto, filtrare le buche e gli avvallamenti di molte strade cittadine, dove l’auto si guida facilmente e con disinvoltura. Qualche moderato appunto, tuttavia, alla frizione: resistente, ma non morbidissima nell’azionamento.

Contenuta la rumorosità di fondo, grazie anche all’adeguata insonorizzazione della capote. La scelta di una tela di alta qualità ha permesso di ottenere un isolamento acustico di riferimento, comparabile a quello della berlina, (in posizione chiusa), ma anche grazie allo studio di un deflettore aerodinamico che garantisce un comfort acustico ottimale in posizione aperta. Entra in funzione sin dall’inizio dell’apertura del tetto, devia i flussi d’aria ed evita i fruscii d’aria nell’abitacolo. La capote si estrae grazie al servocomando elettrico posto sopra al parabrezza, anche in velocità (purché non si superino i 120 km/h), e in soli 16 secondi l’operazione si completa.

Anche se l’auto è omologata per cinque persone, la si apprezza meglio quando si è in quattro. L’abitabilità è identica a quella della berlina, ma se davanti è spaziosa e confortevole chi siede dietro rischia, se di notevole altezza, di toccare con la testa. Lo scorrimento in avanti dei sedili anteriori facilita l’accesso al divano posteriore. Ampio il bagagliaio (245 dm cubi): sotto questo aspetto, l’auto non delude. Qualche appunto invece per la visibilità posteriore (ma tutte le DS Cabrio hanno i sensori di parcheggio di serie) e per lo sterzo, non troppo preciso e fin troppo leggero, in netta discordanza col carattere sportivo – al limite, aggressivo – della vettura. Chi tuttavia prediligesse le andature turistiche e il comfort di marcia, può trovare quello che gli serve. Note positive, infine, per l’impianto frenante. Robusto e instancabile, anche nell’uso prolungato.

Consumi

Quando si ha a che fare con una vettura sovralimentata a benzina, l’argomento dei consumi è più delicato di quanto, normalmente, già non lo sia. La felice combinazione di un motore nuovo ed efficiente, basato sul downsizing della cubatura, e l’adozione di tutti gli accorgimenti tecnici per limitare il consumo (come il rapidissimo Stop&Start), permettono di ottenere risultati decisamente interessanti.

Un attento studio sull’aerodinamica ha permesso un SCx di 0,69 m2, identico a quello della berlina. Un risultato che favorisce le prestazioni ma anche la riduzione delle emissioni di CO2, ottenuto grazie allo spoiler allungato e ai deflettori aerodinamici sulle modanature laterali.

Guidando in città in condizioni normali, senza esagerare con il gas, siamo infatti riusciti a superare i dieci km/litro. Meglio ancora in autostrada, dove a velocità costante abbiamo potuto attestarci sui 16 e oltre. Probabilmente, se avessimo voluto procedere con la capote aperta, avremmo riscontrato valori un po’ meno favorevoli.

Sulle extraurbane, la variabilità dei dati che abbiamo rilevato è strettamente correlata alle condizioni del tracciato: l’auto comunque garantisce una percorrenza minima di almeno 12-14 km/litro, purché ci si contenga nella tentazione di affondare il gas per disimpegnarsi tra curve e saliscendi, sfruttando così l’insospettabile grinta della DS 3.

Aspettando la Nuova DS 3

È stata presentata all’inizio dell’anno e debutterà entro il mese di aprile la Nuova DS 3. Si completa così il percorso di appropriazione dell’identità autonoma del brand DS Automobiles, definitivamente scorporato da Citroën. Le Nuove DS 3 e la versione Cabrio conservano tutti quegli elementi che ne hanno decretato il successo (tra cui la personalizzazione, lo stile e il dinamismo) e aggiungono innovazioni tecnologiche ed equipaggiamenti.

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Le Nuove DS 3 si contraddistingueranno per una nuova identità del frontale (DS Wings), marcato richiamo agli stilemi del marchio; la funzione Mirror Screen, la soluzione di connettività che consente di utilizzare lo smartphone (con sistema operativo iOS o Android) direttamente sul display della plancia; nuovi equipaggiamenti per il confort quotidiano (assistenza anteriore e posteriore al parcheggio e telecamera di retromarcia); nuovi rivestimenti interni, come il Tessuto Dinamica Nero Basalto oppure la pelle nappa per i sedili con il nuovo colore Marrone Trinitario, dalla lavorazione esclusiva che ricorda il cinturino di un orologio, simbolo di DS Automobiles; l’inedita tinta per il tetto Marrone Topazio, ispirato alla pietra preziosa, perfettamente in tinta con la nuova decorazione della plancia nello stesso colore. Infine, questa versatile DS, che da poco ha adottato il cambio di ultima generazione EAT6 sul PureTech 110, sarà equipaggiata anche con il motore 3 cilindri turbo PureTech 130 S&S, per essere a proprio agio in città e in autostrada.

Novità da segnalare, l’ingresso in listino della versione «Performance», a elevate prestazioni, mossa dal 1.6 THP S&S portato a 208 cavalli, con ben 300 Nm di coppia ma emissioni contenute (125 g/km di CO2) e cambio a sei marce. Completano il tutto assetto ribassato, differenziale a slittamento limitato Torsen, dischi freno anteriori da 323 mm con pinze specifiche e cerchi in lega da 18”.

[ Alessandro Ferri]

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Abbiamo provato la DS 3 Cabrio. Un’auto che…

I nostri voti

Qualità prezzo - 85%
Posizione di guida - 88%
Cruscotto - 87%
Visibilità - 89%
Comfort - 91%
Motore - 95%
Ripresa - 89%
Cambio - 87%
Frenata - 90%
Sterzo - 92%
Tenuta strada - 92%
Dotazione - 89%

90%

Generale

Conclusione: interpretando l’animo di questa simpatica vettura possiamo sicuramente affermare che la Pluriel del 2003 - versione scoperta della prima Citroën C3 - può essere individuata come l’antenata della DS 3 Cabrio. La differenza è che questa, a differenza di quella, non ostenta, semplicemente è, regalando comunque il gusto del vento potendo anche aprire o chiudere il tetto a velocità autostradale in pochi secondi…