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Patente di guida e apnee notturne: da rivedere il Decreto del Ministero Trasporti perché chi rischia… non dichiara!

Per contrastare i colpi di sonno al volante occorre modificare il Decreto Ministeriale relativo ai «disturbi del sonno da apnee ostruttive notturne» il cui acronimo universalmente utilizzato è OSAS.

Questa malattia, facilmente diagnosticabile e curabile e che ha una prevalenza ed un impatto socio-sanitario simile se non superiore al diabete, ha una diffusione nella popolazione adulta pari a circa il 50% nell’uomo e circa il 23% nella donna. Molti non lo sanno altri, pur di non perdere la patente e il lavoro, non lo dichiarano mettendo a rischio la propria incolumità e quella delle altre persone.

Per la dr.ssa Maria Grazia del Medico, Presidente della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus il Decreto è “un’occasione mancata. Anzi, per i conducenti che soffrono di apnee notturne è chiaro il rischio di indurli a non dichiarare la sindrome per non perdere il posto di lavoro. Il recepimento da parte del Governo italiano della Direttiva Europea 2014/85/UE concernente la patente di guida, con un Decreto Ministeriale come formulato lascia irrisolte rilevanti e consolidate perplessità sull’attuazione dal punto di vista sanitario di un provvedimento così impegnativo, con il rischio di neutralizzare la prevenzione del colpi di sonno al volante”. La Presidente della Fondazione (http://www.fondazionedisturbidelsonno.it) da tempo si batte per contrastare la diffusissima patologia delle apnee ostruttive notturne, chiamata OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), che rappresenta un serio problema sanitario e sociale, causa di almeno 17 mila incidenti stradali ogni anno in Italia, con oltre 250 morti, 12mila feriti e danni per 1,5 miliardi di euro.

Il Decreto ministeriale (Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2016) mette in evidenza alcune significative criticità. Ciò che in altri Paesi, non solo europei, è attuato già da molti anni, in Italia è ancora lontano dall’essere realizzato a causa di una cronica sproporzione tra le improrogabili necessità di affrontare l’OSAS e le strutture sanitarie a ciò dedicate. Questo potrebbe provocare nei conducenti professionali (autotrasportatori, guidatori di taxi, bus e auto a noleggio) e nei privati che usano l’auto per lavoro timori piuttosto fondati sulla possibilità di perdere l’occupazione qualora si accertasse questa patologia che, in realtà, è facilmente diagnosticabile e curabile”, ha affermato Maria Grazia del Medico.

Il Presidente della Fondazione ha ricordato che “in Italia la maggior parte degli individui sofferenti di OSAS ignora questa patologia o, pur essendone informato, non ha gli strumenti conoscitivi per comprendere la gravità dei sintomi, come la sonnolenza diurna. Senza accertamenti preventivi, come la polisonnografia, non è possibile appurare e trattare tempestivamente la patologia. A soffrire di OSAS sono oltre due milioni di soggetti, di cui ad oggi meno del 5% ha ricevuto una diagnosi e una terapia. Sono numeri estremamente preoccupanti. Si configura quindi il rischio concreto che i soggetti a rischio di OSAS, sottoposti a visita medica, neghino di fatto i sintomi della patologia per il timore di perdere la patente e il posto di lavoro. E oggi questa comprensibile paura potrebbe concretizzarsi ancor più facilmente, rendendo seriamente problematico contrastare efficacemente gli incidenti stradali causati dai colpi di sonno al volante e ridurre il numero di vittime che essi comportano”.

Secondo Maria Grazia del Medico, “la soluzione sarebbe quella di rendere obbligatori i test preventivi di accertamento delle OSAS per tutti o almeno per i conducenti professionali e, nel contempo, avviare campagne di informazione e di educazione pubblica sulle OSAS, delle quali il Governo dovrebbe farsi carico così come già avviene per l’abuso di alcool e di droghe”.

 

L’art. 2 del Decreto Ministeriale

(…)

H2.  DISTURBI DEL SONNO DA APNEE OSTRUTTIVE NOTTURNE

«La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte.

Il medico, di cui all’articolo 119, comma 2, del codice della strada, sottopone a particolare valutazione i soggetti per i quali sussistono sintomi riconducibili alla sindrome da apnea ostruttiva notturna. Nei casi in cui si possa concludere per l’assenza o lieve entità di sonnolenza diurna, il medico di cui all’articolo 119, comma 2, del codice della strada, certifica l’idoneità alla guida del conducente. Nel caso sussistano dubbi circa l’idoneità e la sicurezza di guida, l’accertamento dei requisiti di idoneità psichici e fisici è demandato alla commissione medica locale. La commissione medica locale può autorizzare alla guida i soggetti affetti da sindrome da apnee ostruttive notturne moderate o gravi che dimostrino un adeguato controllo della sintomatologia presentata con relativo miglioramento della sonnolenza diurna, se del caso confermato da parere specialistico di strutture pubbliche.

La validità della patente rilasciata o rinnovata, eventualmente anche con prescrizioni da parte della Commissione Medica Locale, non può superare i tre anni per i conducenti del gruppo 1 ed un anno per i conducenti del gruppo 2.».

Fonte: Gazzetta Ufficiale n° 9-13 gennaio 2016

 

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