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Azimut in fermento: 14 nuovi modelli di qui al 2019

Il +11% fatto registrare dal Gruppo nell’ultimo biennio spinge alla definizione di programmi ancora più ambiziosi

F1 AZIMUT 72 01 016

Poche cifre significative e da queste si parte: valore della produzione del Gruppo da 611 milioni del 2013/14 a 680 milioni 2014/15 (+11%), valore produzione Azimut (marchio del gruppo Azimut|Benetti specializzato nella costruzione di motoryacht di lusso) da 243 milioni di euro del 2013-2014 agli oltre 300 milioni stimati per fine 2016 (+23%) e una produzione annua di 300 unità.

Il Gruppo detiene, da ben 16 anni, l’incontrastata leadership nella classifica mondiale dei costruttori di yacht sopra i 24 metri (Global Order Book 2016 di Showboats) con la manifesta intenzione di mantenerla a lungo e, per questo, ha messo a punto lo sviluppo delle cinque linee di gamma che verranno arricchite nei prossimi tre anni con ben 14 nuovi modelli.

Test BoatMag

Quindi prodotto, innovazione ed articolazione della gamma sono le direttrici che guideranno il prossimo triennio di navigazione della crew di Azimut Yachts che vede nella messa in discussione e nel rinnovamento continui il segreto del proprio successo (dell’Azimut Atlantis 43 presentato lo scorso anno proprio a Düsseldorf, ne sono state vendute ben 72 unità). Un rinnovamento non solo funzionale ma anche di «corporate identity» grazie alla collaborazione, partita a settembre dello scorso anno, con l’architetto Michele De Lucchi che ha riprogettato gli stand e gli showroom dei dealer dando così un forte contributo alla definizione ed al potenziamento di questo aspetto fondamentale nella percezione del marchio da parte del cliente, potenziale o già acquisito.

AP azimut 66 01 016

Altro punto di forza del Gruppo è l’interdisciplinarietà e questo si è visto in particolare sull’Azimut Magellano 66 (presentato in questa stagione a Cannes assieme all’Azimut 72) frutto di una continua attività di ricerca, che ha permesso l’adozione di soluzioni costruttive e stilistiche che hanno fatto la differenza, dall’ampio ricorso alla fibra di carbonio (minor peso + maggiore rigidità = maggiori prestazioni a parità di volumi ovvero pari prestazioni ma con volumi maggiorati) al ripensamento degli interni traendo ispirazione dalle ultime tendenze del Salone del Mobile di Milano riprendendo in particolare essenze e metodi di lavorazione tipici dell’arte ebanistica italiana.

[ Giovanni Notaro ]

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