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Da Nissan il concept per gli Share Natives

Teatro for Dayz è Il primo veicolo elettrico per le generazioni dell’era digitale  che va oltre i limiti dell’attuale concezione e conoscenza dell’auto

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Al Motor Show di Tokyo 2015 Nissan Motor Co., Ltd. presenta un concept fuori dagli schemi, che sfida le tradizioni: è Teatro for Dayz, il primo veicolo elettrico realizzato specificamente per le generazioni nate nell’era digitale.

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Vediamo come ha fatto Nissan a concepire e realizzare questo rivoluzionario concept che viene tratteggiato dalle parole di Hidemi Sasaki, Product Planning General Manager di Nissan: “i ragazzi che oggi prendono la patente sono sempre connessi attraverso strumenti digitali, e-mail, social media. Ciò che spinge questi nativi digitali ad interagire è il tentativo di catturare le esperienze attraverso foto e video, per poi condividerle. I propri contatti rispondono con dei «like» e poi condividono il contenuto. Ciò che è importante non è se ciò che mostrano sia accaduto nella realtà o solo virtualmente. Quello che conta è il processo di condivisione. Quello che questi ragazzi si aspettano dalle auto non è il piacere di guidare o di godere del proprio spazio privato, ma un modo migliore per connettersi con i propri amici e condividere le esperienze”. Per questi ragazzi, che Sasaki ha definito Share Nativess, la guida delle auto di oggi è un’azione stressante, perché condivisibile solo con chi è a bordo.

Il presupposto

La futura clientela dell’industria automobilistica scaturisce dall’attuale generazione di Internauti in età di patente o giù di lì, giovani connessi per gran parte della giornata, 7 giorni su 7, che si relazionano con i propri amici e condividono le informazioni con modi e tecnologie inimmaginabili per i loro genitori.

Internet ha raggiunto lo stadio di utilizzo di massa e la sua banda larga rende possibile connettersi e giocare con persone ovunque nel mondo. Parallelamente a Internet e altrettanto velocemente si sono diffusi ovunque prima i cellulari e poi gli smartphone, anche nelle fasce più giovani, più piccoli compresi; in questo modo gli share natives hanno saltato a piè pari l’utilizzo del telefono e del computer di casa passando direttamente, e a tempo pieno, a strumenti di connessione personali. Oggi Blog e social network sono parte integrante della vita quotidiana. Mentre gli adulti scrivono post sui loro Desktop, gli share natives postano immagini e condividendo esperienze sui social.

La più grande differenza tra gli share nativess e la generazione precedente è quindi tutta nel rapporto con l’informazione: prima TV e stampa oggi connessione in tempo reale e interazione controllata dallo share native, per il quale cercare informazioni in Internet è naturale. E proprio perché la massa di informazioni è pressoché sconfinata e non è facile trovare esattamente quello che si sta cercando, gli share natives con interessi simili – che si conoscano personalmente o meno – si connettono e condividono continuamente le informazioni non solo su Internet ma ora, più velocemente, anche tramite smartphone.

Poiché sin dall’infanzia gli share natives hanno imparato ad utilizzare dispositivi digitali portatili, hanno anche assunto un modo di comunicare esperienze ed emozioni spesso telegrafico, utilizzando acronimi, abbreviazioni e simboli che utilizzano e cambiano in continuazione, spesso senza scrivere una singola parola.

 

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Diverso anche il loro modo di rapportarsi a immagini e video che oggi sono condivise sui social media, per il piacere – non più privato – di condividerle. Pubblicando immagini di amici in maschera, selfie e video da feste ed eventi, gli share natives trovano nuovi «amici». Tutto viene condiviso in tempo reale e senza limiti spaziali.

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I giochi e le app per gli smartphone hanno contribuito a diffondere le possibilità di provare e vivere mondi virtuali, rendendoli molto più immediati. Agli share natives basta anche una breve pausa nel corso di altre attività per aggiornare i loro profili social o giocare, mentre sofisticatissime mappe e GPS ridefiniscono il senso dello spazio virtuale e reale. Oggi le app per smartphone consentono, molto spesso gratuitamente, conversazioni di gruppo così gli share natives possono starsene comodamente seduti a casa propria e chattare con amici di ogni parte del mondo mentre i loro genitori continuano fisicamente a vedersi con gli amici.

Dal presupposto al processo logico

Per poter arrivare alla creazione di Teatro for Dayz, in Nissan hanno elaborato un processo in 3 passaggi il cui risultato finale è il ritorno all’essenziale, una rinuncia ai valori aggiunti di oggi per arrivare ad un’auto che da “semplice” mezzo di trasporto, divenga una piattaforma che permetta agli share natives di giocare, creare, comunicare e condividere le proprie esperienze ed emozioni mentre si spostano dal punto A a quello B.

Step 1: mettere in discussione le idee di auto standard

F7 NISTEA 10 015Teatro for Dayz

Fino ad oggi Nissan si è concentrata sulle aspettative di guida di un target nato nel XX secolo: raggiungere posti nuovi, godere di una vettura comoda e lussuosa, lasciarsi entusiasmare da nuove sensazioni di guida e grandi prestazioni. Teatro for Dayz si rivolge, invece, ai nati nel XXI secolo neo-patentati o quasi in funzione del loro luogo di nascita: gli share natives. La «Teatro», tanto per chiamarla più brevemente, pur avendo le classiche 4 ruote ed un corpo vettura riconoscibile come tale, rappresenta il superamento del passato, letteralmente una tela bianca sulla quale gli share natives potranno creare, vivere e condividere esperienze. In passato avere un’auto di proprietà era una delle più grandi aspirazioni dei ragazzi per i quali ottenere la patente significava superare la demarcazione fra adolescenza ed ingresso nel mondo degli adulti: il poter guidare simboleggiava l’indipendenza, la libertà di fare qualunque cosa ovunque ed in ogni momento. Molto di questo (indipendenza, viaggio, condivisione) la generazione dei nativi digitali già lo possiede perlomeno in gran parte e lo gestisce grazie alla continua disponibilità di strumenti mobili in continua evoluzione.

Step 2: comprendere che ciò che oggi entusiasma i ragazzi non è quello che ha entusiasmato i loro genitori

Sembra lapalissiano ma oggi, tra figli e genitori corre una generazione solo sotto il profilo anagrafico: interessi, entusiasmi e modo di relazionarsi appartengono a pianeti differenti e questo è un dato di fatto cui qualsiasi produttore dovrà velocemente adeguarsi;

Sasaki racconta che la ricerca di Nissan ha evidenziato che “I ragazzi vanno al di là del classico ruolo dell’auto come mezzo di trasporto. Vorrebbero che la propria vettura fosse più simile ad uno strumento per esprimere la creatività, proprio come uno smartphone. Questo aspetto si differenzia dalla personalizzazione di un’auto. È un concetto più vicino alla capacità di adattamento di una vettura al loro stato d’animo, in un preciso momento. Gli Share Natives utilizzeranno le auto in un modo che noi nemmeno possiamo immaginare. Per questo la nostra idea è quella di progettare un veicolo che possa fungere da tela per la loro ispirazione”. È inoltre emerso che i veicoli preferiti dagli Share Natives saranno le minicar: “Oltre ad essere compatte, queste auto sono più simili agli strumenti mobili che i ragazzi portano sempre in tasca. La tecnologia EV è un must per questa generazione. Gli Share Natives sono già abituati a ricaricare i loro strumenti a casa, per questo i veicoli EV si adattano al loro stile di vita molto più delle auto che richiedono regolarmente le soste al distributore di benzina”.

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Step 3: essere aperti ad una nuova idea di mobilità

Realizzare una vettura dedicata a quelli che abbiamo definito «share natives», ci ha portato intenzionalmente a staccarci dalle esperienze, anche quelle più consolidate, che abbiamo accumulato nel tempo” – ha dichiarato Satoshi Tai, Executive Design Director – “Ad esempio, attraverso il design solitamente vogliamo trasmettere un senso di accelerazione, di potenza, o di altissima qualità. Tuttavia, questi valori non sono fondamentali per le generazioni digitali, perché rispecchiano la tecnologia del passato, cosa di scarsa rilevanza per loro”.

Nissan ha condotto un sondaggio sulla generazione digitale le cui conclusioni hanno portato il Product Planning General Manager Nissan, Hidemi Sasaki a dichiarare che: “Gli share natives ritengono che il tempo trascorso in auto dovrebbe essere dedicato a connettersi e condividere esperienze con gli amici. I valori di una volta non li attirano più”.

Il concept Teatro for Dayz è una «tela bianca», nato per sentirsi liberi di creare e di condividere le proprie esperienze. L’intera vettura serve come base d’ispirazione, che permette agli share native di progettare le loro esperienze, connettersi con gli amici, mettere in mostra le proprie inclinazioni e sentirsi liberi di condividerle; nella seconda parte dell’articolo, in pubblicazione domani, vedremo come.

[ Giovanni Notaro ]

 

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