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Italdesign ora tutta tedesca

Giorgetto Giugiaro ha ceduto al gruppo Volkswagen il 9,9% delle azioni ancora di sua proprietà

Con questa operazione il Gruppo tedesco completa l’acquisizione dell’Italdesign, iniziata nel 2010 con la cessione del 90,1%.

Giorgio Giugiaro, riporta lo scarno comunicato che ufficializza l’operazione, si dedicherà “maggiormente alle proprie passioni ed interessi personali” e lascerà a breve anche la carica di presidente onorario; lascerà anche il figlio Fabrizio che, in azienda da cinque anni, stava seguendo le orme del padre.

Il taglio con un passato che comunque non si cancella è netto ma l’uscita di padre e figlio non dovrebbe avere ripercussioni negative sulla sua ex-creatura come anche sottolineato dal comunicato che a questo proposito precisa che “la decisione di Giugiaro non influirà sulle attività e sulla crescita di Italdesign-Giugiaro“.

La decisione di Giugiaro di lasciare potrebbe essere forse collegata all’uscita dal Gruppo tedesco, dopo lo scontro con l’Amministratore Delegato Martin Winterkorn, di Ferdinand Piech, Presidente del consiglio di sorveglianza di Volkswagen, con il quale Giugiaro aveva un eccellente rapporto.

I 60 anni di attività come designer hanno fruttato a Giugiaro sei Compasso d’oro, tre Auto dell’anno, due Volanti d’oro, il titolo – attribuito nel 1999 a Las Vegas da una giuria di giornalisti internazionali – di «Car Designer del Secolo», ed ancora il Cavalierato del Lavoro nel 2001, sette lauree ad honorem una delle quali venne rilasciata dal Politecnico di Torino “Per la competenza nel risolvere l’intuizione formale con tecnologie e tecniche efficaci e per la sensibilità nella comprensione e anticipazione della cultura, della economia, della domanda e del mercato” ma i premi e riconoscimenti furono in realtà innumerevoli: questa la sintesi di una carriera che il quasi 77enne designer piemontese iniziò – non ancora diciottenne – al Centro Stile della Fiat per passare poi a Bertone ed alla Ghia.

GIUGIARO GOLF

Nel 1968 fonda a Moncalieri, assieme ad Aldo Mantovani, l’Italdesign, un’azienda che ha sino ad oggi «firmato» oltre 200 modelli fra i quali vanno ricordati – per i concetti innovativi di base e l’influenza avuta nel successivo design dell’auto – la Panda e la Golf; importantissime le collaborazioni con l’Alfa Romeo (2600 int (1961), Giulia Sprint GT/GTV (1963), Canguro Concept (1964), Iguana Concept (1968), Caimano Concept (1971), Alfasud (1972), Alfetta GT/GTV (1974), Sprint (1976), Brera (2002), 156 facelift second series (2003), Visconti Concept (2004), 159 / 159 SW (2005), l’ASA (1000 GT, la famosa «Ferrarina»), l’Audi (Audi 80, Audi 100), BMW (M1), Daewoo (Matiz, Kalos, Lanos, Nubira, Leganza, Tacuma), Daihatsu (Cuore), De Lorean (DMC 12), Fiat (Panda, Albea, Punto, Uno, Croma del 2005, Grande Punto, Sedici, Idea), FSO (Polonez), Iveco (Daily quarta serie, MyWay), Lancia (Megagamma, Delta, Thema, Prisma, Medusa), Ligier (Be up), Lotus (Esprit), Maserati (MC12, Bora, Ghibli, Merak, Kubang), Renault (19 e 21), SAAB (9000), SsangYong (Korando 2011), SEAT (Ibiza, Marbella, Malaga, Toledo), Volkswagen (Golf, Scirocco, Passat, W12).

Suo anche il bellissimo concept Ford Mustang del 2008, le cui linee sono state ampiamente riprese nella Mustang attualmente in produzione e che tanto successo di nicchia sta avendo nel mondo.

Tornando alla «nuova» Italdesign ed al suo futuro va detto che ultimamente si sono registrate 50 nuove assunzioni e che il comunicato precisa che “il metodo di lavoro, la flessibilità e la pionieristica combinazione tra stile e progettazione e sviluppo prodotto sono ora bagaglio culturale dei 1.000 dipendenti e rappresentano un prezioso valore aggiunto a disposizione del Gruppo”.

[ Redazione Motori360 ]

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