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Trasporto aereo: la guerra dei costi

Meno tasse, più sviluppo. Dovrebbe essere così dappertutto, ma qualcuno non ci sta. L’Airports Council International sostiene che ridurre i costi aeroportuali non porterebbe benefici diretti sui passeggeri. E l’Amministratore Delegato di Wizz Air risponde per le rime…
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Tutto è cominciato quando le compagnie aeree europee avevano chiesto all’Airports Council International (ACI: l’organismo che riunisce gli scali commerciali) di ridurre i costi delle tasse aeroportuali, intese come vere e proprie rendite monopolistiche. Ciò al fine di spronare la crescita economica, favorendo il contenimento delle tariffe agli utenti finali. Il commento a questa proposta, tuttavia, è stato oltremodo negativo e tutto sommato, mettendosi dalla loro parte, non poteva essere altrimenti: le tasse aeroportuali costituiscono una consistente fonte di reddito per le società che gestiscono gli scali. ACI, in pratica, contesta l’assioma del «meno tasse, più sviluppo», arrivando a sostenere che una riduzione dei costi – sia essa regolata, o volontaria – non si rifletterebbe, a sua volta, in un contenimento delle tariffe per i passeggeri e, di conseguenza, in un aumento della propensione all’impiego del mezzo aereo.

varadiA queste dichiarazioni hanno fatto eco quelle di Joszef Varadi, Amministratore Delegato di Wizz Air – la più grande compagnia aerea a tariffe basse dell’Europa centrale e orientale, 61 aeromobili che collegano 22 paesi – dichiarazioni focalizzate invece sull’esigenza di crescita economica, e il ruolo delle «low cost» nell’espansione degli aeroporti.

Per Varadi le motivazioni dell’ACI sono fallaci sotto diversi aspetti: “a partire dal fatto che una compagnia aerea ha successo, nel 21esimo secolo, se gestisce i suoi costi operativi offrendo tariffe che siano le più basse possibili per una data rotta. Possiamo distinguere la nostra compagnia aerea da un’altra in molti modi e sulla base di diversi servizi, ma le tariffe basse sono il veicolo primario del nostro successo. Ci focalizziamo sul controllo di ciò che possiamo dentro l’azienda, di modo che possiamo meglio adattare al mercato le condizioni che sostanzialmente stabiliscono le tariffe”.

Altro argomento basilare, per l’a.d. di Wizz Air, la necessità delle società aeroportuali di pensare a lungo termine. “I costi aeroportuali ridotti possono determinare tariffe più basse: il che conduce a un’espansione delle rotte e una maggiore propensione a viaggiare. Poco alla volta, ci saranno sempre più persone che transiteranno per gli aeroporti e ciò porterà benefici a tutti, alle autorità aeroportuali, ai commercianti in aeroporto, all’industria locale dell’ospitalità e alle imprese locali. È un principio economico di base per tutti, non solo per Wizz Air”.

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A sostenere le affermazioni di Wizzair concorre, paradossalmente, uno studio di ACI Europe, pubblicato all’inizio di quest’anno, e citato dal Capo della compagnia. Per lo studio, ogni anno gli aeroporti europei e le attività d’aviazione associate sostengono circa 12,4 milioni di posti di lavoro e contribuiscono per 675 miliardi di euro al Prodotto Interno Lordo. Ciò rappresenta il 4,1% dell’economia europea. ”Questi risultati mostrano una stretta correlazione tra l’espansione aeroportuale e la crescita dell’economia localeç: e questo, principalmente attraverso la crescita  di posti di lavoro. In termini complessivi, 1.000 passeggeri che transitano attraverso un aeroporto incidono su almeno un posto di lavoro diretto nella comunità. Quando cresce il traffico aeroportuale, crescono anche i posti di lavoro”.

Se poi si considerano anche i posti di lavoro dell’indotto, e non solo i posti di lavoro diretti in Aeroporto, il discorso si ampia ulteriormente: “un maggior numero di visitatori spende più denaro in hotel, ristoranti, noleggi auto, spettacoli, attrazioni turistiche e, naturalmente, ciò porta beneficio anche a tutte le società che li forniscono. Citando ancora il report di ACI Europe: una più ampia crescita economica supporta la crescita di connettività, ma parimenti la crescita di connettività sostiene una più ampia crescita economica. È un circolo virtuoso – entrambi dipendono e si rafforzano l’uno con l’altro. Le compagnie aeree sono il veicolo primario che sostiene la crescita del traffico aeroportuale: e Wizz Air si è affermata attraverso una gestione fiscale disciplinata, che ci permette di tenere basse le nostre tariffe. Non c’è alcuna ragione di dubitare che dei costi più bassi per le compagnie aeree beneficeranno i passeggeri e le città in cui voliamo”.

[ Alessandro Ferri ]

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