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Tazio Nuvolari : quando la terra ha tremato


Non fu facile. Per lui, ma soprattutto per gli spettatori che fremevano in tribuna. Ogni attimo mai era sembrato così prezioso nella storia dello sport. Era il lontano 1935 e ora, aspettando il 24 luglio in cui a Nurburgring si apriranno i battenti del Gran Premio, non si può non pensare a quell’annata d’oro del tricolore. Un’occasione in cui Tazio Nuvolari prese la sua vera rivincita: lungo le infernali curve del Nurburgring, dimostrò che affrontare le difficoltà nella vita si può, e si deve.
“Nuvolari un giorno, una vita”, interpretato da Alessandro Waldergan e diretto da Angelo Libri, è in scena a Viterbo nella location storica di San Pellegrino. Una storia che sa di competizioni, vittorie, sconfitte e insegnamenti: tratto dall’omonimo romanzo di Gianluca Puzzo, nella pièce vengono lasciati da parte gli eventi della sua vita per avventurarsi nei pensieri del campione, e in quelle sue peripezie rocambolesche che hanno creato la storia del pilota. E di questo sport.
“Adolf Hitler pregusta il primo trionfo sportivo del Reich: il talento dei suoi campioni e la superiorità tecnica delle auto non lasciano speranze agli avversari. Così, contro tutto e tutti, sotto la pioggia e nella nebbia, Tazio Nuvolari e la sua Alfa rossa lanciano la loro sfida, una sfida che ad ogni metro può trasformarsi in tragedia, che ad ogni curva può ghermire macchina e pilota. Nuvolari parte dalle retrovie e con un’auto che sulla carta nulla può contro le modernissime Mercedes e Auto Union, ma il mantovano non vuole accontentarsi…”
Storiche le sue tecniche alla guida, le rimonte dell’ultimo secondo, il suo essere tenace. Il mantovano Nuvolari sembrava correre solo per vincere, e seppur la fortuna non fosse mai stata dalla sua parte, continuava fermo nei suoi obiettivi, e resisteva, mostrando al mondo davvero quale fosse la stoffa del campione. Rappresentativo tanto dell’Italia quanto dell’Alfa Romeo, allora di Enzo Ferrari, la vittoria del pilota fece sì che l’esperienza del circuito tedesco fosse il trionfo di una nazione che aveva scelto di unirsi da poco più di 70 anni. E oggi uno spettacolo teatrale vuole far rivivere a pieno la sensazione di quelle dita forti e tremanti sul volante. Di quel mito che oggi si rivela senza tempo e che allora rinforzava l’orgoglio italico della popolazione e diventava musa ispiratrice degli artisti di casa nostra.
Poeti e cantanti parlarono di lui, della sua fermezza, di quello che rappresentò . Da D’annunzio, che lo osannava come “l’uomo più veloce”, a Lucio Dalla, che così lo ricorda in una canzone:
«Nuvolari è bruno di colore, Nuvolari ha la maschera tagliente… Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, di morire non gli importa niente… Corre se piove, corre dentro al sole, tre più tre per lui fa sempre sette… Con l’Alfa rossa fa quello che vuole, dentro al fuoco di cento saette!” .
Nuvolari con la sua corsa epica e la volata finale a Nurburgring , oggi fa parte dell’ immaginario comune di chi accende la tv ancora con quel sogno nel cuore. Ma quello che rimane alle nuove generazioni è altro, fatto di lettere, immagini in bianco e nero, racconti dei nonni. Ecco allora che l’arte, che si propone sempre più spesso di raccontarci la realtà da una nuova prospettiva, entra in gioco e riporta la vincita del mantovano a teatro, come spunto di riflessione. Dando l’occasione per far rivivere la leggenda. Oggi più che mai. Perché proprio quando il caldo già fa pensare alla pista rovente, all’ ultima settimana di Luglio che si avvicina, non può esserci quell’ attesa reale e temuta, senza ricordare quel “vate”.

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