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Viaggio interculturale in India con BMW

L’esperienza sociale, culturale ed umana di studenti dell’Ateneo di Milano Bicocca in viaggio nel West Bengala grazie al sostegno della Casa bavarese

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Dal 7 al 20 gennaio 2015, un gruppo di 25 studentesse e studenti dell’Ateneo di Milano-Bicocca, accompagnati da sei docenti ed esperti, ha trascorso in India, nell’ambito del progetto Winter School India 2015, un periodo di formazione per conoscere e approfondire il significato sociale e pedagogico dei Patachitra, tipici manufatti artistici realizzati dalle donne Chitrakar del West Bengala. Il progetto Winter School India 2015 è stato sviluppato in ottica di formazione e di educazione per proseguire quel ciclo di didattico e culturale che negli ultimi due anni è stato focalizzato sullo studio dei Patachitra e sul ruolo delle donne Chitrakar, una dimensione che ha rappresentato una chiave di lettura particolare sulla cultura indiana. Questa iniziativa si inserisce perfettamente nella filosofia dell’Intercultural Innovation Award che BMW Group organizza in partnership con UNAOC (United Nation Alliance of Civilization) e testimonia l’impegno diretto e costante di BMW Italia in tema di dialogo interculturale e la volontà di far seguire allo studio teorico e concettuale anche una fase esperienziale diretta portando a termine l’incontro diretto con una terra lontana e con una cultura sconosciuta, come quella indiana.

Winter School India 2015: il viaggio in India e l’incontro tra culture lontane

Lo scorso gennaio, i ragazzi partecipanti alla Winter School India 2015, hanno avuto l’occasione di trascorrere due settimane a contatto diretto con le donne artiste dell’associazione Banglanatak, un percorso culturale intenso che ha toccato Calcutta, Shantinitekan, Villaggio Naya, Bubaneshevar, Konarak. Il Villaggio Naya, in particolare, ha rappresentato un momento significativo del viaggio, una tappa che ha permesso agli studenti e al gruppo di docenti di entrare in stretta relazione con le donne artiste Chitrakar, le quali hanno aperto le loro case ospitando i ragazzi per tre giorni. È in questa occasione che gli studenti, sotto la guida delle donne artiste Chitrakar, hanno realizzato uno splendido Patachitra, suddiviso in sette quadri, capace di ripercorrere i momenti più significativi di questo percorso di conoscenza reciproca iniziato già nel 2012, a testimonianza di questo interessante e particolare incontro socio-culturale.

Il manufatto, rinominato Patachitra/Bicocca, è stato donato ufficialmente dai docenti responsabili della Winter School India e da BMW Group al Rettore dell’Università di Milano-Bicocca e nelle prossime settimane, verrà opportunamente valorizzato ed esposto in uno dei locali dell’Ateneo milanese. L’esperienza è risultata estremamente formativa per tutti gli studenti che hanno preso parte al progetto, i quali hanno rilasciato commenti e testimonianze più che positive in relazione alle due settimane trascorse nelle diverse località indiane e in particolare grazie all’esperienza ravvicinata nel villaggio Naya; in particolare alcuni ragazzi hanno dichiarato che “Durante la nostra permanenza al villaggio Naya abbiamo lavorato con le donne chitrakar. Le artiste ci hanno dato carta e pennelli e ci hanno offerto l’opportunità di dipingere con loro, abbiamo constatato la loro bravura, la precisione che esse hanno nell’utilizzo del pennello, l’attenzione ai dettagli che via via prendeva vita anche sui nostri fogli. […] Questo villaggio è in un certo senso un esperimento sociologico: uguale a tanti altri villaggi, sta andando incontro a un destino diverso. Nuove prospettive economiche, certo, ma soprattutto un’esposizione frequente agli estranei, agli stranieri. Le nuove generazioni già hanno espresso la volontà di imparare bene l’inglese, e alcune persone hanno viaggiato in nazioni e continenti diversi”.

Le donne Chitrakar e l’antica arte dei Patachitra

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Il termine Patachitra deriva dall’unione dei vocaboli sanscriti patta (che significa tessuto) e chitra (che significa dipinto) e indica una forma d’arte popolare in cui un rotolo di tela, di lunghezza variabile, viene dipinto con illustrazioni a più riquadri, dall’andamento narrativo. L’origine dei patachitra si perde nei millenni e la sua evoluzione ha seguito la storia dell’India nel corso dei secoli. Gli artisti che li dipingono sono popolarmente chiamati patua, ma sono anche conosciuti come chitrakar, ovvero, tradotto letteralmente, «pittore». Nell’ultimo decennio è stata verificata una graduale ripresa dei Patachitra, i cui autori si sono reinventati adattandosi ai cambiamenti della società indiana e alle nuove esigenze di mercato al punto che oggi le donne artiste del West Bengala stanno assumendo una rilevanza sempre maggiore e questo fenomeno si svolge nel più generale processo di valorizzazione ed emancipazione della figura femminile all’interno della società indiana. Proprio su questi dipinti West-Benagalesi si è tenuta a Milano nell’autunno del 2012 la mostra (a cura di Laura Todeschini – Coordinamento scientifico Giulia Ceschel, Urmila Chakraborty) «Dipinti Cantati. Le singing women della tradizione indiana» (per chi vuole sapere di più sul fenomeno:  http://www.dipinticantati.it/la-mostra/).

[ Redazione Motori360 ]  

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