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Emissioni di biossido di carbonio da parco automobilistico

La situazione dell’inquinamento in 23 paesi europei attraverso i dati 2014 del Ministero dello Sviluppo economico. Renault e il gruppo PSA, con Peugeot e Citroën, i più virtuosiStampa

Iniziamo dalla fine e cioè dal buon risultato complessivo delle rilevazioni delle emissioni di biossido di carbonio, o come definito comunemente CO2, prodotte nel 2014 dalle auto vendute in 23 dei 28 paesi della UE presi in esame: 123,3 g/km contro i 126,8 rilevati nel 2013 con un risparmio quindi di 3,5 g/km.

Svetta Renault grazie anche alle elettriche in listino

La Casa che ha fatto registrare, nel 2014 come nel 2013, il miglior valore medio di emissioni di CO2 [1] per l’insieme delle auto prodotte e vendute è risultata la Renault con 108,4 g/km (1,8 grammi in meno rispetto al 2013).

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Hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato le vetture full electric divenute in questi ultimi anni uno dei cavalli di battaglia della Casa francese; altro elemento importante nel raggiungimento del risultato è stato il «rapporto» tra veicoli elettrici e non nel sistema di calcolo [2] delle emissioni complessive dei veicoli prodotti nell’anno dalla medesima casa (11.017 sono state le elettriche Renault ZOE vendute nel 2014, senza contare Twizy e Kangoo).

Elettriche a parte, Renault ha comunque puntato forte anche sull’abbattimento delle emissioni nei propulsori classici tanto come i nuovi propulsori turbo benzina a 3 cilindri da 900 cc ed il turbodiesel da 1,5 litri.  Comunque la Casa giallo-nera è in buona compagnia poiché è seguita dal gruppo PSA con Peugeot (seconda anche nel 2013) e Citroën che guadagna una piazza (dal 4° posto del 2013 sale al 3° del 2014).

Altro dato confortante è il generalizzato miglioramento 2014 su 2013 ottenuto da tutte e 20 le Case in graduatoria mentre, fra queste, quella che ha fatto registrare i migliori progressi è la Nissan che, grazie al rinnovamento della gamma operato in questi ultimi anni, salta dal 15° posto del 2013 (129,2 g/km) al 5° del 2014 (113,8 gr/km).

Se si guarda poi alla spaccatura dei dati – prima che questi arrivino all’aggregazione finale – si rilevano i dati ottenuti dalle auto utilitarie componenti il segmento «B» che ha conseguito una media 2014 di 111,2 g/km, contro i 113,9 g/km del 2013 nonostante il maggior numero di auto vendute (26,21% del mercato 2014 contro il 25,88% del 2013) e quelli, ancora più importanti, ottenuti dal segmento «C» (vetture medie) la cui media delle emissioni è scesa da 118,2 a 113,8 g/km contro una crescita della quota di mercato passata dal 23,81 del 2013 al 24,62% dello scorso anno.

Le meno virtuose

Se le tre Case più virtuose sono state Renault, Peugeot e Citroën, le tre meno virtuose sono state Audi, BMW e Mercedes che occupano rispettivamente il 18°, 19° e 20° posto in classifica (esattamente come nel 2013) e del resto la cosa è ben comprensibile visto i segmenti alti prevalentemente serviti, la cilindrata media della loro produzione ed il fatto che ciascuna di esse abbia in listino vetture – dalle sportive alle supercar – di cilindrata e prestazioni superiori. Va comunque sottolineato che anche queste Case hanno fatto registrare un sensibile miglioramento della diminuzione delle emissioni tanto che l’Audi è passata da 135 g/km a 132 (-2,6), la BMW da 135,7 a 133,2 (- 2,4) e la Mercedes, che fra le tre ha fatto registrare il miglioramento più netto, da 139,4 a 133,5 (- 5,9).

L’Italia

Passando infine al nostro Paese c’è da dire, più in generale, che nel 2014 le emissioni di CO2 da benzina e gasolio per autotrazione sono diminuite di 796.563 tonnellate rispetto al 2013; questo 0,8% in meno sul 2013 trova spiegazione nel consistente calo delle emissioni da benzina (-3,4%) non bilanciato dal leggerissimo aumento delle emissioni da gasolio (+0,1%) che però viene in consistente parte emesso dagli attori del trasporto su gomma (TIR, camion leggeri e autocarri sino a 3.500 kg). Se la politica dei trasporti italiana avesse, come accaduto in altri paesi meglio governati del nostro, privilegiato il trasporto su ferro trasformando quello su gomma in complementare e non principale, la situazione sarebbe ben migliore sorvolando poi, in questa sede, su quanto possa incidere l’inefficienza del trasporto pubblico urbano sul ricorso del cittadino al mezzo privato.

[ Giovanni Notaro ]

 

I dati sulle emissioni sono stati tratti da una elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo economico.

[1] La CO2 non è di per se inquinante ma contribuisce ad aumentare il riscaldamento globale e l’effetto serra.

[2] Il rapporto fra veicoli con emissioni sino a 50 g/km (al cui interno sono tutti gli elettrici) e veicoli mossi da propulsori con superiori emissioni era 2,5 a 1 nel 2014 – 1,5 a 1 per quest’anno e 1 a 1 nel 2016. Questo significava che ogni veicolo elettrico prodotto valeva 2,5 veicoli normali, quindi nel calcolo 10.000 veicoli elettrici valevano come 25.000 veicoli normali il che abbatteva le emissioni globalmente prodotte dai veicoli complessivamente prodotti nell’anno dalla Casa presa in esame.

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