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Il mercato dell’auto al giro di boa del 2011

“Il 12% della popolazione adulta italiana – cioè 6,2 milioni di persone – si dichiarano propensi ad acquistare un’auto nuova entro il 2012. Se vi fossero anche gli incentivi la percentuale degli interessati salirebbe al 21%.”

E’ quanto emerge da una rilevazione condotta da Doxa per conto di GL events Italia, società organizzatrice del Motor Show di Bologna. Il dato è stato fornito da Giada Michetti, Amministratore Delegato di Gl events Italia, nel suo intervento di apertura del convegno “Il mercato dell’auto al giro di boa del 2011” organizzato oggi a Milano dal Centro Studi Promotor GL events in collaborazione con la Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna.

“Dalla rilevazione della Doxa – ha detto Giada Michetti – emerge anche che 2,6 milioni di italiani – pari al 5% della popolazione adulta – sono interessati a  visitare il prossimo Motor Show. Occorre però che al diffuso interesse per l’automobile venga data una risposta facendo uscire il Paese ed il mercato dell’auto dalla situazione di stallo in cui si trova.”
Il nuovo presidente di UNRAE Jacques Bousquet, nella sua relazione introduttiva ha sostenuto che occorre “rimettere l’auto al centro di una politica della mobilità delle persone e delle merci, aprendo un confronto con gli interlocutori istituzionali per dare certezze ad un settore che contribuisce per il 12% al PIL del Paese. Questo l’obiettivo che l’UNRAE si vuole dare. Di fronte ad una crisi strutturale del mercato vi è necessità di affrontarla in maniera diversa dal passato creando una forte sinergia tra tutti gli attori della filiera, per questo riteniamo che sia necessaria la creazione degli Stati Generali dell’Auto, con l’UNRAE protagonista assieme a tutte le altre Associazioni del settore in un colloquio costante e costruttivo con i Ministeri competenti (Trasporti, Sviluppo Economico, Ambiente) e con l’ACI. Credo che sia necessario da parte della politica prendere atto che oggi è ineludibile un intervento strutturato e di medio periodo per dare nuovo impulso a questo settore strategico dell’economia in un’ottica di interazione con le politiche della mobilità sostenibile”.

Dal canto suo, Gianmarco Giorda, Direttore Operativo di Anfia, ha affermato che “la chiave per superare le difficoltà che il nostro settore sta attraversando in Italia consiste nel far ripartire l’economia. E’ indispensabile agire sul sistema fiscale e sulle politiche del lavoro per innescare un vero rilancio del nostro Paese, di cui beneficerà, indirettamente, anche la filiera automotive. Dal punto di vista dell’auto, occorre evitare che si verifichi un aumento della contribuzione netta – visto che l’Italia detiene già il primato in Europa per la pressione fiscale sul nostro settore: il 4,5% del PIL contro una media del 3,4% – e ridurre quelle voci di spesa che rendono così elevati i costi di gestione del veicolo, al fine di mantenere la mobilità accessibile – ad esempio lavorando sulle nuove tecnologie per ridurre i costi dell’assicurazione e la congestione del traffico, diminuendo così anche i consumi. Per parte propria, la filiera automotive deve concentrarsi sull’accrescimento della propria competitività, lavorando su due direttrici in particolare: innovazione e internazionalizzazione. Per avanzare su entrambi i fronti è indispensabile la costituzione di reti di impresa, affinché la filiera diventi più forte e sia in grado di competere ad armi pari sui mercati internazionali”.

Alle relazioni introduttive di Bousquet e Giorda è seguita una tavola rotonda a cui hanno partecipato Loris Casadei, Direttore Generale di Porsche Italia, Massimo Gargano, Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia, Roberto Matteucci, Amministratore Delegato di General Motors Italia, Luca Napoletano, Direttore Mercato Italia Fiat Group Automobiles, Giuseppe Tartaglione, Amministratore Delegato Volkswagen Group Italia.

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